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Poesie e filastrocche di Carnevale per bambini

di Francesca Capriati - 23.02.2022 - Scrivici

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Poesie e filastrocche di Carnevale per bambini: poesie filastrocche di Carnevale in rima per la scuola dell'infanzia e primaria, poesie brevi

Poesie e filastrocche di Carnevale per bambini

A Carnevale...ogni rima vale! Le filastrocche sono protagoniste assolute di ogni festa che celebriamo durante l'anno, sia a casa che a scuola. E Carnevale non è da meno. E allora ecco una selezione di poesie e filastrocche di Carnevale per bambini, da imparare a memoria alla scuola dell'infanzia e alla scuola primaria, perfette anche da scrivere su bigliettini colorati o su lavoretti a tema.

In questo articolo

Filastrocca di Carnevale infanzia

Iniziamo subito con alcune filastrocche brevi, musicali, da proporre ai bambini della scuola dell'infanzia perché sono facili da imparare. 

Maschera di Roberto Piumini

Cos'è quell'altra faccia
che metti a Carnevale,
con nasone e boccaccia,
o anche di animale?
Cos'è quell'altro viso,
che metti quando vuoi,
la Fata Fiordaliso
o l'Orco Sbranabuoi?
Cos'è quell'altro volto
che metti per giocare
ma se lo tieni molto
ti viene da sudare?

Il vestito dell'amicizia

Arlecchino, poverino
non aveva vestitino.

Ogni bimbo gli ha portato
un pezzetto colorato
e la mamma gli ha cucito
un bellissimo vestito.

È di tanti bei colori
come tanti sono i cuori
che han donato la letizia
con un gesto d'amicizia.

Filastrocca di Carnevale scuola primaria

Arrivati alla scuola primaria i bambini sono capaci di imparare poesie e filastrocche sorprendentemente lunghe! E allora eccone alcune di Gianni Rodari.

Il vestito di Arlecchino

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un'altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
"Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l'altro bolletta!".

L'invenzione di Pulcinella

Signore e signori, fatevi avanti
più gente entra, più siete in tanti!
Correte a vedere la grande attrazione,
la formidabile invenzione.
Non sono venuto su questo mercato
per vendere il fumo affumicato.
Non sono venuto a questa fiera
per vendere i buchi del gruviera.
Il mio nome è Pulcinella
ed ho inventato la moz – za – rel – la!
Da questa parte, signori e signore
son Pulcinella il grande inventore!
Per consolare i poveretti
ho inventato gli spaghetti.
Per rallegrare a tutti la vita
creai la pizza Margherita!
Olio, farina, pomodoro
nulla vale questo tesoro.
Ad ascoltarlo corre la gente,
si diverte… e non compra niente!!

Il gioco dei se

Se comandasse Arlecchino
il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori
cucite con un raggio di sole.

Se Gianduia diventasse
ministro dello Stato,
farebbe le case di zucchero
con le porte di cioccolato.

Se comandasse Pulcinella
la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri
sia data una nuova testa

Carnevale

Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell'allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perché i feriti guariscono
con una caramella.
Guida l'assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale.

Filastrocche di Carnevale in rima brevi

Proseguiamo con alcune filastrocche in rima brevi, perfette da imparare in classe tutti insieme, ma anche da proporre ai bambini a casa, per fare un ottimo esercizio di memoria.

Le stelle filanti di Mario Lodi

Perché si chiamano stelle filanti?
Non sono mica stelline del cielo?
Ma sono strisce a colori sgargianti,
fatte di carta che pare di velo.
Sembran piuttosto festoni gettati
da casa a casa, da pianta a pianta;
collane, dondoli colorati,
dove il vento ci balla e ci canta.
Poi, le notti di luna piena
un raggio d'oro ci fa l'altalena.

Filastrocca di Carnevale di Roberto Piumini

Io mi vesto da pompiere,
tu da vespa o candeliere,
lui da essere spaziale:
travestirsi non è male!
Io mi vesto da regina,
tu da sacco di farina,
lei da frate o da serpente:
travestirsi è divertente!
Io mi vesto da canguro,
tu da cavolo maturo,
lui da papera o da cuoco:
travestirsi, che bel gioco!

Poesie di Carnevale per bambini scuola infanzia

Adesso vediamo ad una selezione di brevi poesie dedicate al Carnevale perfette per i bambini dell'asilo. Possiamo trovarne diverse sul sito di Maestra Mary, che non smette di arricchirci con la sua produzione di lavoreti, idee creative e attività da fare in classe.

I rumori del Carnevale di Mario Lodi

Zumpete pa, zumpete pa
il Carnevale eccolo qua.
Trombette e cembali
tamburi e piatti
fanno un baccano che non si sa.
Chi suona bene,
chi suona male,
chi canta forte, chi scende e chi sale,
chi lancia lazzi lassù lassù…
È il finimondo? È il temporale?
Sono i rumori del Carnevale.

Poesie di Carnevale per bambini scuola primaria

Alla scuola primaria i bambini approcciano con parole e strutture più complesse e anche con qualche poesia d'autore.

Filastrocca di Carnevale di Giuseppe Bordi

Filastrocca di Carnevale
fai uno scherzo niente male
getta acqua di ogni colore
e lava via tutto il grigiore.

Togli lo sdegno da ogni viso
curva le labbra in un sorriso
riempi le bocche di belle risate
e le strade di carri e parate.

Regala al cielo le stelle filanti
ai disillusi due occhi sognanti
spargi coriandoli per la via
riporta nei cuori la fantasia.

Porta un costume a tutti noi
facci giocare a essere eroi
e sotto questi mascheramenti
saremo tutti felici e contenti.

Pulcinella di Ferdinando Russo

Pulcinella, sott' 'o pergulato,
comme se dica a lengua malandrina
miezo vevuto e tutto nnammurato
abbocca 'a cafattera a Culumbina.

Tu si' nu franfellicco nzuccarato!
Tu si' na rosa ' e maggio senza spina!
De sta cantina 'a frasca m'ha chiammato
e tu si' 'a cantenera 'e sta cantina!

Io, tale e quale 'o sguìzzaro mbriaco,
vevenno sempre d' ' a matina a' sera,
pe' nun te lassà mai, nun me vaco!

E, surchianno 'a cannòla, 'e chist'ammore
dice, cu nu suspiro, a' cantenera:
Nu' cchiù, cannòla mia, ca Giorgio muore!…

Poesia di Carnevale vecchio e pazzo

Carnevale vecchio e pazzo di Gabriele D'Annunzio

Carnevale vecchio e pazzo
s'è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.

E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.

Beve, beve all'improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.

Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.

Poesie di Carnevale in rima

Chiudiamo questa carrrellata di poesie e filastrocche dedicate al Carnevale con alcuni versi in rima, facili da memorizzare perché  "suonano"come una canzone. I temi sono quelli che sappiamo: le maschere, gli scherzi, la gioia, i colori.

Carnevale di G. Mazzeo

Carnevale balla e canta
fa sorrisi a tutti quanti:
scarpe vecchie e grossi guanti…
Tutti allieta, tutti incanta.
Va girando tutto il mondo
per donare l'allegria;
Carneval bello e giocondo
il dolor vuol cacciar via.

Burattinaio al lavoro di Marino Moretti

Da paese a paese egli cammina
portando la baracca sulle spalle,
da paese a paese, dalla valle
alla collina.

E quando incontra un piccolo villaggio,
egli si ferma per quei tre marmocchi,
chiama Arlecchino che straluna gli occhi
per suo vantaggio.

Chiama la Reginetta e il suo bel paggio
che si facciano ancor qualche moina,
e Brighella cuor d'oro e Colombina
rosa di maggio;

e raccattato qualche buon soldino
dal capannel che un poco si dirada,
egli continua sull'aperta strada
il suo cammino.

La stagion del Carnevale di Carlo Goldoni

La stagion del Carnevale
tutto il Mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
Carnevale fa rallegrar.

Chi ha denari se li spende;
chi non ne ha ne vuol trovar;
e s'impegna, e poi si vende,
per andarsi a sollazzar.

Qua la moglie e là il marito,
ognuno va dove gli par;
ognun corre a qualche invito,
chi a giocare e chi a ballar.

Par che ognuno di Carnevale
a suo modo possa far,
par che ora non sia male
anche pazzo diventar.

Viva dunque il Carnevale
che diletti ci suol dar.
Carneval che tutto vale,
che fa i cuori giubilar.

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