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Coronavirus e feste di compleanno a turni: rischi e alternative

di Giulia Foschi - 27.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Dividere i piccoli invitati a una festa di compleanno casalinga su più turni per evitare assembramenti è un'iniziativa complicata da organizzare che comporta comunque dei rischi

Coronavirus e feste di compleanno a turni

Dalle prime avvisaglie della seconda ondata di pandemia da Coronavirus, ha iniziato a diffondersi una nuova abitudine, quella di organizzare le feste di compleanno per bambini delle elementari "a turni": in pratica, per evitare assembramenti, alcuni genitori dividono il pomeriggio in due o più fasce orarie invitando ad esempio tre bambini per fascia. Purtroppo, però, questa misura ora non è più sufficiente, crea comunque spostamenti evitabili e non permette di tenere la situazione sotto controllo. Il Dottor Alberto Pozzi, pediatra del Centro Medico Santagostino, ci spiega perché, e come ovviare al problema.

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I rischi della festa a turni

"Considerando la gravità della situazione in cui ci troviamo e gli ultimi provvedimenti presi dal Governo per contrastare la diffusione del Covid, quella della festa a turni non è una soluzione che permette di evitare rischi. Infatti, crea comunque diversi spostamenti di genitori che devono accompagnare e andare a prendere i figli, probabilmente incontrandosi tra loro. L'organizzazione rischia di essere molto complicata a fronte di un risultato forse non molto soddisfacente, in primis per i bambini stessi. Non si può controllare ogni movimento dei bambini, che spontaneamente tendono a correre, stare insieme, toccarsi".

La sanificazione tra un turno e l’altro

"Partiamo dal presupposto che la festa di compleanno dev'essere un momento di serenità, anche per i genitori. Non può diventare una corsa a ostacoli. Sanificare l'ambiente tra un turno e l'altro è un'operazione difficilmente realizzabile, che metterebbe in difficoltà tutti i presenti, per non parlare di come si possa gestire questa turnazione: mandare a casa dei bimbi interrompendoli magari nel bel mezzo di un gioco non è bello, e non è neppure facilmente comprensibile per loro. Considerando tutto, sono decisamente di più gli aspetti negativi di quelli positivi di questa iniziativa".

Inviti a casa: solo i bambini della classe

"Se proprio si vuole invitare qualche amico a casa, molto meglio farlo solo con i compagni di classe, che già trascorrono tanto tempo insieme al mattino entrando inevitabilmente in contatto. Evitiamo di allargare ad amici esterni, cugini e altri parenti. In questo momento occorre limitare i rischi al minimo".

Attenzione al cibo

"Una festa di compleanno senza torta non è una vera festa. Ma oggi come oggi consegnare cibo a un gruppo di bambini è un rischio. Anche se si porziona il dolce in piattini singoli: i bambini stanno vicini, si toccano: controllarli diventa difficile. Certo, con grande attenzione si può pensare di consegnare un dolcetto singolarmente, ma no a buffet, patatine e bicchieri di plastica che si spargono in giro e si possono scambiare con estrema facilità".

Le soluzioni per non sacrificare la socialità

"A fronte di tutte queste considerazioni, le soluzioni per salvaguardare la socialità dei bambini sono due. La prima è trasferirsi all'aperto. È sicuramente meglio coprire bene i bambini e portarli al parco piuttosto che tenerli insieme in casa. Se non piove e si desidera fargli trascorrere del tempo insieme, questa è l'opzione migliore. La seconda è posticipare le feste alla primavera. Certo, è un sacrificio. Ma non solo. Trasmettere ai figli il valore dell'attesa, la bellezza della programmazione, del costruire qualcosa insieme anche a lungo termine è un valore. Perché allora non spiegare loro che la festa di compleanno si terrà in primavera in un bell'agriturismo o in una fattoria con gli animali? E perché no, magari insieme ad altri amici, così i genitori possono dividere le spese. Adesso è il momento di evitare ogni rischio possibile. Meglio rinunciare a una festa a metà o in apprensione in vista di una bella festa quando potremo tutti godercela serenamente: i bambini possono capirlo".

L'intervistato

Alberto Pozzi, medico pediatra, ha svolto attività per vari anni nei centri vaccinali dell'ASL di Milano e in consultori pediatrici della città. Ha collaborato con l'Università della Svizzera Italiana per la valutazione di una nuova App interattiva per far si che i genitori possano fare scelte vaccinali informate. È stato Giudice onorario del Tribunale dei Minori di Milano per le adozioni. Fa parte del Comitato Etico dell'Istituto Auxologico.

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