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La Festa degli Antenati, l’alternativa a Halloween

di Stefano Padoan - 28.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
In Italia di Halloween si prendono solo i travestimenti e le atmosfere paurose: perdiamo così l’occasione di affrontare con i bambini il difficile tema dell’unità della vita. La Festa degli Antenati invece è un modo per restituire un significato a questi giorni.

La Festa degli Antenati: l'alternativa ad Halloween

In questi giorni dell'anno tutto è addobbato con zucche, fantasmi e streghe. La festa di Halloween sembra ormai entrata nella quotidianità delle famiglie italiane, ma i nostri calendari recitano "Tutti i Santi" e "Commemorazione dei defunti": due ricorrenze di cui si sta perdendo il senso, ma che invece hanno un grande valore educativo per i bambini. Per questo la pedagogista Laura Mazzarelli suggerisce ai genitori un'alternativa ad Halloween: la Festa degli Antenati.

In questo articolo

Perché celebrare la Festa degli Antenati

«Il problema non è Halloween in sé» mette subito in chiaro l'esperta. «Non è necessario impedire ai vostri figli di partecipare ad una festa a cui vanno tutti i loro amichetti. La vera questione è che in Italia di questa tradizione importata si colgono solo i travestimenti e le atmosfere paurose. La maggior parte delle famiglie non conosce l'origine della festa, che diventa così una sorta di secondo Carnevale di cui ai bambini passa solo l'aspetto ludico e di divertimento. Dimentichiamo così la ricaduta pedagogica che può avere parlare con i nostri figli di chi ci ha preceduto, degli antenati, delle loro origini: temi che invece ci sono e in maniera molto evidente nelle nostre feste dei Santi e dei Morti. Ecco perché suggerisco ai genitori di sostituire, o per lo meno di affiancare ad Halloween anche la Festa degli Antenati».

Parlare della morte ai bambini

Quello che scompare dai giorni 31 ottobre, 1 e 2 novembre è il tema della morte, che nella nostra società è quasi diventato un tabù per i più piccoli: «Di fronte a questo mistero non sappiamo come rispondere ai bambini, perché le loro domande ci pongono davanti alla nostra visione della morte e della vita e alla nostra paura della tristezza». Così pensando di proteggerli dal dolore  (ma in realtà solo assecondando le proprie paure) i genitori non portano più i figli al cimitero e ai funerali, che sono riti di commiato fondamentali per elaborare un lutto: «Tanti dicono no ai funerali per non far traumatizzare i bambini, ma pensate al trauma di non aver salutato la nonna per l'ultima volta, magari avendo anche fatto per lei un disegno. Il mio appello è di non stare in superficie e di chiedervi cosa c'è in un evento luttuoso - o in una celebrazione dei defunti - di utile per la crescita di un bambino».

Come celebrare la Festa degli Antenati con i bambini

La Festa degli Antenati è dunque l'occasione per ri-COR-dare (riportare al cuore) e ringraziare con i bambini chi li ha preceduti: «Vuol dire raccontare un pezzo della loro storia, e questo è un atto di profondo amore. E poi li fa misurare con la morte, da un lato un mistero di fronte al quale siamo impotenti e che non possiamo spiegare razionalmente, dall'altro qualcosa che non è l'opposto della vita, ma ne è semplicemente parte tanto quanto lo è la nascita. Insomma, i vostri figli sono quello che sono grazie ai loro antenati e hanno bisogno di saperlo: la loro storia è unica ma fa parte di una storia che li precede e da qui inizia la costruzione della loro identità. Quando da piccoli ci mettevano in mano una foto di un genitore o di un nonno volevamo sapere tutto su com'era e cosa faceva. Da quei racconti, i vostri figli si sentiranno orgogliosi frutti di tali imprese, ma anche depositari di qualità ereditate e quindi da custodire con responsabilità»

10 idee per la Festa degli Antenati

Tutti i consigli per come strutturare la Festa degli Antenati, con attività adatte dai 3 ai 10 anni.

  1. Accendete una lanterna. Ogni festa ha le sue ritualità, anche come segni esteriori: «Tenere accesa in casa una candelina o una lanterna sulla finestra dalla notte del 31 ottobre al 2 novembre è un segno tangibile semplice per dire l'eccezionalità di questi giorni».
  2. Raccontate. «I bambini rimangono affascinati dai racconti dei nonni sulla loro infanzia o su com'erano i bisnonni, anche attraverso semplici aneddoti o aspetti di vita quotidiana come "Facciamo la torta di mele della bisnonna " o "Il nonno diceva sempre…".  Anche paragonare i vostri figli a caratteristiche positive dei loro avi li inorgoglisce, anche quando possono essere bonarie critiche come "Sei testardo come tuo nonno"».
  3. Per i più grandicelli: le imprese "eroiche". Con i bambini della scuola primaria si può parlare anche di come la propria famiglia ha vissuto gli eventi storici del passato: «A partire da un antenato che ha fatto la guerra o una personalità importante potete allargare lo sguardo su chi ha fondato la vostra famiglia, il vostro paese, il vostro mondo. È un po' il senso della festa di Ognissanti, che fa memoria di chi ha migliorato il mondo e può essere un modello per noi oggi».
  4. Costruite l'albero genealogico. Le attività per la Festa degli Antenati stimolano la curiosità sul passato: «Disegnate con loro l'albero genealogico incollando foto e mostrando la trama narrativa che giunge fino a loro: come la nonna ha conosciuto il nonno, da dove venivano ecc. La forma di albero poi suggerisce come la morte sia una trasformazione che non interrompe la vita: come il seme muore per dar vita a una nuova pianta, così la saga familiare prosegue».
  5. Fate l'album di famiglia. Un'altra divertente attività per riconnetterli con le loro origini.
  6. Seminate un fiore. È una bella analogia quella del ciclo della natura: «I nostri avi sono un po' come il "Padre albero antico" che dà ai bambini un compito importante: interrare un bulbo e curarlo affinché in primavera nasca un fiore».
  7. Cucinate la ricetta di famiglia. Il menù della festa deve prevedere una ricetta tramandata di generazione in generazione, «ad esempio la famosa torta della nonna che ha quel trucco segreto non si può rivelare a nessuno...».
  8. Il gioco di famiglia. La Festa degli Antenati può essere l'occasione di fare qualcosa che amavano i nonni: «Può essere l'occasione per insegnare ai vostri figli il gioco di carte preferito della nonna, oppure andare con lui a giocare a bocce…».
  9. La storia del proprio nome. È bello per i bambini scoprire come mai si chiamano così, qual è il significato del nome che portano: «Può trattarsi di un nome ereditato da un parente oppure un nome che è stato sognato, oppure ha un'origine ancora diversa. I bambini sentono così di essere stati amati e pensati anche prima del loro arrivo.».
  10. Portateli al cimitero. Ultimo ma non ultimo, è importante portarli lì dove riposano questi antenati di cui hanno sentito le storie: «I nostri bambini oggi si travestono da vampiri, scheletri e pipistrelli, noi non molto tempo fa invece, mano nella mano con i genitori e i nonni, andavamo a trovare i nostri famigliari. Non era certo un momento angoscioso, anzi ascoltavamo con interesse altri aneddoti e ricordi. Può poi essere l'occasione di portare sulla tomba un fiore o un piccolo dono preparato insieme a vostro figlio».

Film per bambini da guardare nella Festa degli Antenati

  • "Coco" (Disney Pixar, 2017): Miguel, un bambino aspirante musicista, intraprende un viaggio verso la terra dei propri antenati per scoprire i misteri nascosti dietro i racconti e le tradizioni della famiglia.
  • "L'uccellino azzurro" (1980), anime giapponese tratto dall'omonima pièce teatrale di Maurice Maeterlinck: tutte le persone prima di nascere vivono nel paese dell'Avvenire e quando il mago del Tempo li chiama arrivano in questo mondo con il proprio sacchetto di qualità; poi si salutano nuovamente e vanno nel paese del Ricordo.

Libri per bambini da leggere nella Festa degli Antenati

  • "Ho lasciato la mia anima al vento" (Emme Edizioni, 2014) di Roxane Marie Galliez, illustrato da Eric Puybaret
  • "L'albero dei ricordi" (Gallucci, 2018) di Britta Teckentrup
  • Piumini R., "Mattia e il nonno" (Einaudi, 1993)
  • Benji Davies, "L'isola del nonno" (EDT Giralangolo, 2016)

L'intervistata

Laura Mazzarelli è pedagogista e co-autrice del libro "Invece di dire… Prova a dire. Le parole per educare i bambini con amorevole fermezza" (Mondadori, 2019). Cura un proprio blog dal titolo "Il cammino pedagogico".

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