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E' Natale anche se. 24 storie per arrivare a Natale

di Nostrofiglio Redazione - 01.12.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Libro Calendario dell'Avvento: "E' Natale anche se", una raccolta di 24 storie per bambini da leggere giorno dopo giorno fino a Natale

È Natale anche se…" Il libro - calendario dell'Avvento

Oggi è il 1 dicembre, diamo il via all'apertura del Calendario dell'Avvento. Il calendario che vi proponiamo è davvero speciale: un libro con 24 storie, una al giorno per arrivare a Natale, condividendo la magia della lettura.
 
Si tratta di una divertente raccolta natalizia concepita come libro dell'avvento, per prepararsi al Natale ed entrare nell'atmosfera giorno dopo giorno… Ideale da leggere ad alta voce insieme ai bambini, un racconto alla volta, ma anche come lettura autonoma, favorita dall'uso del font ad alta leggibilità.
 

Ogni storia è scritta da un autore per ragazzi dell'associazione italiana degli scrittori per ragazzi ICWA.

1 euro per ogni copia viene devoluta all'associazione Pregredir Onlus.

Le illustrazioni sono di Silvia Baroncelli e gli autori coinvolti sono: 

Francesca Berti, Cinzia Capitanio, Luisa Carretti, Patrizia Ceccarelli, Carla Colmegna, Daniela Cologgi, Valeria Conti, Silvia Crocicchi, Emanuela Da Ros, Carolina D'Angelo, Marco Dazzani, Fulvia Degl'Innocenti, Viviana Hutter, Cristiana Iannotta, Chiara Lossani, Ilaria Mattioni, Manuela Monari, Roberto Morgese, Patrizia Palermo, Caterina Pavan, Valentina Pericci, Vanessa Policicchio Rizzoli, Alessandra Sala, Elisa Vincenzi 

 
E' l'idea della casa editrice milanese StoryBox, fondata da Isabella Salmoirago, che ha un'esperienza ventennale in campo editoriale come autrice, editor, responsabile editoriale e illustratrice, ed è attiva nelle scuole con laboratori di promozione della lettura. Isabella è anche la creatrice di Storybox Creative Lab, in cui si occupa di storytelling, editing e illustrazione.
 

"E' Natale anche se..." 24 storie per arrivare a Natale

Vi proponiamo uno dei bellissimi racconti presenti nel Libro-calendario dal titolo "Rodolfo va in pensione"

Rodolfo va in pensione

Babbo Natale la mattina della prima domenica di dicembre ricevette la lettera di dimissioni dellarenna Rodolfo. Con due settimane di preavviso, come da contratto.
«Ma non possiamo chiudere quest'anno di lavoro in pace?», chiese indispettito Babbo Natale.


«Ho prenotato un biglietto per Honolulu e la valigia è pronta dall'altro ieri, cerchiamo di essere ragionevoli! Dopo secoli di servizio me lo merito un po' di riposo, no?»
Babbo Natale non ebbe il coraggio di replicare e la lasciò uscire dall'ufficio con i suoi migliori auguri di serenità e relax.


Un bel problema per tutto lo staff, visto che erano a ridosso delle festività natalizie. La slitta con una renna in meno non era bilanciata e non avrebbe potuto volare al massimo delle sue potenzialità.
L'unica cosa da fare era mettere un annuncio su "La gazzetta dell'Avvento". E Babbo Natale lo fece. In realtà gli ci volle una nottata intera per comporre un annuncio decente, accattivante, simpatico… Insomma lui non era uno scrittore, lui le lettere le riceveva, non doveva scriverle! Inoltre dall'ultimo pensierino che aveva scritto erano passati davvero tanti anni. Se lo ricordava bene, era quel
pomeriggio in cui la befana cadde dalla scopa e si ruppe un piede. Si conoscevano di nome, ma non si erano mai parlati.

Decise di inviarle un biglietto, lo scrisse nel giro di pochi minuti, ma era bellissimo.
La befana lo apprezzò molto e da quel momento diventarono grandi amici.
L'annuncio invece gli costò ore di sonno, ma alla fine riuscì bene:


Cercasi Renna volenterosa, dal cuore grandee generoso, responsabile, giudiziosa, non priva di coraggio. Paga sindacale, ma soddisfazione assicurata! B. N.  


Busta chiusa, francobollo, cassetta postale. L'annuncio fu pubblicato il lunedì seguente.
Babbo Natale rimase in attesa qualche giorno, ma il telefono non squillava, i piccioni viaggiatori non arrivavano, la cassetta della posta riceveva solo le letterine dei bambini di tutto il mondo e l'ansia cresceva.

Come avrebbe fatto senza una slitta funzionante?


Detto tra noi, i tempi sono cambiati ed è noto nel mondo animale che le renne di oggi, impigrite dalle comodità dell'era moderna, scelgano lavori più redditizi e meno faticosi rispetto al condurre una slitta pesante piena di scatole e scatoloni di tutti i tipi e guidata da un signore non proprio leggerissimo (ah, se solo si fosse messo a dieta come aveva promesso a Mamma Natale!).


Eppure, qualcuno rispose: Arianna, 6 anni, brava a scuola, padrona di una gatta nera, famosa mangiatrice di cavoletti di Bruxelles. La sua risposta era chiara, Trilli, la sua gatta, avrebbe potuto sostituire tranquillamente Rodolfo nella notte della Vigilia di Natale, in fondo le caratteristiche c'erano tutte: generosa, responsabile, impavida, incline all'avventura. Mancavano solo le corna, ma ai fini del lavoro pareva una caratteristica non indispensabile. Inoltre nell'annuncio non venivano menzionate…


Ed è così che Babbo Natale, non avendo ricevuto altre candidature, fu costretto a ricevere la bambina e la gatta. Aveva alternative?
Babbo Natale inviò in fretta i biglietti per l'aereo che arrivarono in un batter d'ali (di piccione).
Il viaggio di Arianna e Trilli fu meraviglioso: la Lapponia dall'alto era bianca ovunque, sugli alberi, sui tetti, per le strade…
E il cielo! Il cielo notturno era nero come il carbone, tinto da macchie irregolari di astri luminosi.
Sembrava un panettone extra-dark con canditi fluorescenti! Non appena le due ospiti si furono sistemate sulla comoda poltrona davanti al caminetto acceso, Babbo Natale sbottò, senza nemmeno finire di inghiottire il primo sorso di cioccolata calda: «Ma capite che un gatto non può sostituire una renna? Il gatto è istintivo, disubbidiente, ingordo, asociale! Voglio dire, rispetto a una renna è decisamente… diverso!»
Trilli allora prese la parola: «Babbo, io capisco l'attaccamento alle tradizioni, ma fare un passo laterale ogni tanto non fa male, lo sai?»

Arianna sbarrò gli occhi, sbalordita. Chissà quale piega avrebbe potuto prendere il discorso?
«Potresti scoprire qualcosa di me che non conosci», continuò Trilli.
Silenzio.
«Avanti spiegati», disse Babbo Natale dopo una breve riflessione.
«I gatti sono davvero così, come li hai descritti tu. Ma questo agli occhi di chi non li ha vicini, ovviamente.

Un gatto è anche molto coraggioso, vedi le passeggiate sulla ringhiera di un balcone. Un gatto è generoso, pensa a quanta compagnia sa fare con le sue fusa in un pomeriggio tristemente silenzioso. Un gatto ha un'ottima memoria. È curioso, sa mettersi in gioco. Un gatto ha occhi che vedono nel buio, pensa alla tua slitta in una notte nebbiosa…»
Babbo Natale sprofondò nella sua soffice poltrona, pensieroso, ma rasserenato.
E volete sapere come andò a finire? Dopo aver trascorso qualche settimana in totale relax, Rodolfo fu preso dalla malinconia e tornò in servizio con le pile ricaricate!
Trilli fu comunque assunta a tempo indeterminato come coordinatrice della squadra renne e fu premiata con un bellissimo paio di corna in legno di balsa!
E Babbo Natale?
Be', lui capì che essere diversi non è un difetto, ma un valore. In verità penso che già lo sapesse, aveva solo bisogno che qualcuno glielo ricordasse.

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