Home Feste Natale

Natale ortodosso spiegato ai bambini: quando, come e perché si festeggia

di Viola Stellati - 29.12.2022 - Scrivici

natale-ortodosso-spiegato-ai-bambini
Fonte: Shutterstock
Il 7 gennaio per alcune persone del mondo è una festa importantissima: una piccola guida sul Natale ortodosso spiegato ai bambini

In questo articolo

Natale ortodosso spiegato ai bambini

Non tutti celebrano il Natale il 25 dicembre. Ci sono alcune persone, infatti, che lo festeggiano a gennaio: è il Natale ortodosso. Se per gli adulti è facile comprendere che non tutti fanno festa lo stesso giorno, non è lo stesso per i più piccoli. Per questo motivo, abbiamo deciso di scrivere per voi una guida sul Natale ortodosso spiegato ai bambini.

Natale ortodosso spiegato ai bambini: le origini

Se desideriamo che il Natale ortodosso spiegato ai bambini venga ben compreso, è necessario partire dalle sue origini. Dobbiamo perciò fare un salto indietro al 1582, anno in cui papa Gregorio XIII decise di modificare il vecchio calendario introdotto da Giulio Cesare, chiamato in suo onore giuliano.

In questo modo, i giorni tra il 5 e il 14 ottobre 1582 vennero cancellati dal calendario. Una condizione che ha fatto sì che il nostro 25 dicembre diventasse per loro il 7 gennaio.

Natale ortodosso: dove si festeggia

Volendo spiegare il Natale ortodosso ai bambini, è importante specificare dove questo viene festeggiato: in Medioriente, ma anche per la Chiesa cattolica greco-ucraina e per i cristiani ortodossi che vivono in Russia, Bielorussia, Serbia, Croazia, Macedonia e altri Paesi ancora.

Un po' più particolare è la situazione in Egitto, dove i cattolici del Cairo e di Alessandria celebrano la nascita di Gesù il 25 dicembre, mentre quelli che vivono nell'Alto Egitto festeggiano il 7 gennaio, insieme agli ortodossi.

Alcuni ortodossi però hanno preferito adattarsi al cambiamento. È il caso della Grecia, per esempio, dove il Natale coincide con quello cristiano.

Ciò vuol dire, che anche con il Natale ortodosso si festeggia la nascita di Gesù, figlio di Dio e della Vergine Maria, ma che siccome la Chiesa ortodossa continua a utilizzare il calendario giuliano e non quello gregoriano, il giorno da celebrare è il 7 gennaio.

Calendario giuliano

Il calendario giuliano è un calendario solare, ossia basato sul ciclo delle stagioni. Secondo questa classificazione, sono bisestili gli anni la cui numerazione è multipla di 4. In poche parole, l'anno giuliano medio dura 365 giorni e 6 ore, una durata che però non corrisponde esattamente a quella dell'anno solare medio. Quest'ultimo, infatti, è più corto di 11 minuti e 14 secondi. Ciò vuol dire che il calendario giuliano accumula circa un giorno di ritardo ogni 128 anni rispetto al trascorrere delle stagioni: inserire 32 anni bisestili in 128 anni, dunque inserire 32 volte il 29 febbraio ogni 128 anni, anziché farlo soltanto 31 volte, "rallenta" troppo il calendario stesso.

Natale ortodosso spiegato ai bambini: come si festeggia

Ma ora passiamo alla parte che piace di più ai nostri figli: come si festeggia il Natale ortodosso? Secondo la tradizione, il Natale ortodosso viene preceduto da un lungo periodo di digiuno e preghiera che dura ben 40 giorni.

In questa fase, si possono mangiare solo cibi magri, mentre carne, latte e suoi derivati sono vietati. Tuttavia, è concesso consumare pesce il mercoledì e il venerdì.

Il Natale ortodosso spiegato ai bambini prevede anche di raccontargli che il giorno 7 gennaio di ogni anno c'è l'usanza di offrire candele e germogli di grano. Durante la vigilia, ossia il 6 gennaio, il digiuno diventa rigidissimo e prevede il consumo di cibo "socivo", ovvero grano lesso e frutta. C'è da dire, però, che da questa giornata sono esentati i bambini.

Il digiuno termina poi al tramonto, non appena spunta la prima stella in cielo. A quel punto si può finalmente imbandire la tavola ma, prima di mettere la tovaglia, il tavolo viene ricoperto di paglia o fieno su cui viene sparso un po' di grano.

Oppure, il digiuno si può concludere in chiesa, sempre al tramonto, facendo preghiere e canti, insieme al pane, il grano, il vino e l'olio. Terminata la preghiera i fedeli intonano l'inno di Natale e al centro dell'edificio religioso viene portata l'icona che rappresenta la festività: una candela accesa che simboleggia la Stella Cometa.

A quel punto il digiuno è terminato,i fedeli possono consumare il pane benedetto e finalmente, anche per loro, è Natale.

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli