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La storia di Santo Stefano per bambini, tra leggenda e realtà

di Elena Cioppi - 16.12.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Santo Stefano, la storia da raccontare ai bambini: il giorno dopo Natale cosa succede e perché si celebra la vita di questo santo?

Santo Stefano, la storia da raccontare ai bambini

Il giorno dopo Natale rallegra i più piccoli, che scoprono sul calendario che la festa iniziata la sera della Vigilia non si è ancora conclusa, ma continua con le celebrazioni per Santo Stefano: la storia da raccontare ai bambini di questo santo è molto affascinante e, come tutte le tradizioni orali, ha subito molte variazioni nei secoli fino a mescolarsi con altre leggende. Oltre a quella dell'albero, delle renne di Babbo Natale nella tradizione cristiana ci sono molte storie come quella di Stefano, che nel racconto dei vangeli fu nominato diacono di Cristo per evangelizzare i popoli. Da San Martino a San Nicola, può essere interessante approfondire le vicende umane di questi personaggi storici così da collegarsi poi al vero senso del Natale, alla sua vera essenza. La storia di Santo Stefano e le leggende collegate alla sua vita non sono da meno: ecco perhcé si celebra la sua vita ogni 26 dicembre.

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La storia di Santo Stefano

Nella tradizione cristiana Stefano ha un'importanza fondamentale, perché è considerato il primo martire della storia. Per alcune versioni Stefano era un ragazzo ebreo, per altri greco. Quello su cui si concorda è che a un certo punto della sua vita si è convertito al Cristianesimo, diventandone una sorta di testimone vivente.

Gli storici hanno confermato che Stefano e Gesù hanno vissuto negli stessi anni e che, dopo la sua conversione, il ragazzo sia stato coinvolto dagli apostoli nel progetto di evangelizzazione, entrando nel gruppo dei sette diaconi inviati nel mondo per divulgare la parola di Cristo. Nel 36 d.C, accusato di blasfemia (anche se su false prove, solo per incastrarlo), Stefano è stato condotto davanti al Sinedrio a Gerusalemme, lo stesso davanti al quale Gesù era stato condannato a morte. A lui è toccata la stessa sorte: così è diventato il protomartire, ovvero il primo martire della storia cristiana.

Perché Santo Stefano si festeggia il 26 dicembre?

Essendo Stefano considerato il primo martire, ovvero la prima persona che si è immolata per la sua religione ed è stato ucciso in suo nome, la Chiesa lo ha simbolicamente avvicinato a Gesù - anche lui figura simbolo di sacrificio - celebrando il suo nome nel giorno dopo la sua nascita, il 25 dicembre.

Curiosità su Santo Stefano

Non solo Vangeli: intorno alla figura di Stefano, martire che ha accettato la morte con serenità in nome del suo amore per Cristo, sono nate tantissime leggende. Una delle più belle è legata alla Natività: si racconta infatti che la notte di Natale, davanti alla capanna in cui è nato Gesù, una folla di persone si era riunita per adorarlo. Una ragazza, insieme a un gruppo di madri, cercava di avvicinarsi per vedere la Madonna: si chiamava Tesia e non aveva figli, nonostante fosse un suo desiderio. Per entrare nel gruppo delle persone intorno alla mangiatoia, Tesia avvolse una pietra in un panno fingendo che fosse un bambino. La leggenda narra che la Madonna se ne accorse e per rendere felice Tesia che tanto desiderava un figlio trasformò la pietra in un bambino in carne e ossa. Il suo nome, secondo la leggenda, era Stefano

Un'altra curiosità su Santo Stefano è legata alle sue reliquie, ovvero ai suoi resti umani e venerati nel culto di questo santo. Ce ne sono tantissime sparse in tutta Europa. Oltre a essere il protagonista del 26 dicembre in Italia, Stefano è anche patrono della Serbia, che però lo celebra il 9 gennaio seguendo il ritmo del calendario gregoriano.

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