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La notte di San Giovanni spiegata ai bambini

di Viola Stellati - 21.06.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Per molti la notte di San Giovanni è la più magica e speciale dell'anno: come spiegarla ai bambini e cosa fare insieme a loro

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Notte di San Giovanni

Probabilmente non tutti sanno che a breve ci sarà la notte ritenuta decisiva per l'intero sistema solare. Parliamo della notte di San Giovanni, ovvero quella che precede la ricorrenza della natività di San Giovanni Battista e a cui sono connesse una lunga serie di credenze, usanze, riti e superstizioni diffuse sia in Italia che nell'Europa settentrionale. Ma come spiegarla ai bambini una notte come questa?

Quand’è la notte di San Giovanni

La prima cosa da fare per spiegare ai bambini la notte di San Giovanni è dirgli quand'è: quella che va dal 23 giugno al 24 dello stesso mese di ogni anno. Si tratta di una tradizione davvero speciale perché perché si celebrano riti propiziatori e purificatori.

Una magia che è collegata al solstizio d'estate e che serve a tenere lontane le avversità. Conosciuta anche come la notte delle streghe, celebra in realtà la potenza del sole che sconfigge le tenebre.

I riti da fare con i bambini

Per far sì che la notte di San Giovanni possa essere ben compresa dai più piccoli, si possono fare una serie di riti con loro che sono anche riportati dal sito regionale dell'Emilia-Romagna:

  • al tramonto del 23 giugno si raccolgono erbe e fiori spontanei e si lasciano in infusione in acqua tutta la notte all'aperto;
  • la mattina del 24 giugno si utilizza l'acqua di San Giovanni per lavare mani e viso.

Preparare l’acqua di San Giovanni con i bambini

Per celebrare come si deve la notte di San Giovanni è necessario preparare l'acqua a lui dedicata. Per fortuna il procedimento è molto semplice.

Prima di tutto, però, bisogna raccontare ai più piccoli che si prepara per sfruttare la forza e la potenza di piante e fiori intrisi della rugiada degli Dei, che cade durante questa notte speciale.

Basta raccogliere erbe spontanee e fiori come lavanda, artemisia, malva, fiori e foglie di menta, rosmarino e salvia.

Oppure fiordalisi, papaveri, rose, camomilla e così via.

Occorre poi, la sera del 23 giugno, prendere un catino o una ciotola di acqua fresca in cui immergere i fiori e/o le erbe appena raccolte. Va poi lasciato all'aperto fino all'indomani mattina in modo che assorba la rugiada che cade di notte in quanto davvero incantata.

La mattina seguente, in particolare se fatta con artemisia, lavanda, ruta, aglio, salvia, rosmarino e soprattutto iperico, detto anche Erba di San Giovanni perché gli si attribuiva la capacità di scacciare gli spiriti malvagi, ci si lava mani e viso con questa particolare acqua.

Ma perché si fanno tutte queste cose?

Per spiegare la notte di San Giovanni ai bambini come si deve è anche essenziale esporgli il perché di tutto questo. Secondo le leggende popolari, durante questa nottata le streghe volavano nel cielo per raggiungere il loro convegno annuale.

Il loro uscire tutte insieme e radunarsi nei cieli riempiva l'aria di magia, ma purtroppo anche di effetti negativi da cui era necessario difendersi.

Per questo motivo, se da una parte la mattina ci si ritrovava con rugiada benefica, di notte bisognava ripararsi grazie alla magia emanata da fiori ed erbe.

Allo scoccare della mezzanotte del 24, infatti, le streghe lasciavano il posto al Santo, al battesimo e alla magia benefica. Secondo un'antica credenza pagana, tra le altre cose, durante quella stessa notte il sole si univa in matrimonio con la luna e per questo si riversavano energie benefiche sul nostro pianeta e, specialmente, sulle erbe bagnate dalla rugiada.

Ecco perché si usa ancora oggi lavarsi le mani e il viso con l'acqua di San Giuseppe: si compie un rituale propiziatorio e di purificazione che porta amore, fortuna e salute, un gioco bellissimo e speciale da fare con i propri figli.

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