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I simboli della Quaresima spiegati ai bambini

di Niccolò De Rosa - 10.03.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Dal ramo d'ulivo alla croce: ecco come spiegare i simboli della Quaresima, il periodo di avvicinamento alla Pasqua, ai più piccoli

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I simboli della Quaresima spiegati ai bambini

La Quaresima è quel momento di avvicinamento alla Domenica di Pasqua - forse il momento più importante per la religione cristiana - durante il quale i fedeli si preparano spiritualmente ad accogliere la Resurrezione di Gesù Cristo. Il nome di tale periodo liturgico deriva dall'aggettivo latino quadragesimus, che significa "quarantesimo": infatti per Quaresima s'intendono proprio i 40 giorni prima della Pasqua.

Nel corso dei secoli i riti e le celebrazioni quaresimali si sono arricchiti di simboli e allegorie che ormai ci appaiono più che familiari, anche se non sempre il loro vero significato ci appare così chiaro. Ecco dunque alcuni dei più comuni simboli della Quaresima, spiegati e semplificati in modo che anche i più piccoli possano comprendere l'essenza di questo momento di grande spiritualità (per chi ci crede)

Le ceneri

La Quaresima si apre con il Mercoledì delle Ceneri, il primo mercoledì immediatamente successivo al Carnevale. In questa giornata durante la messa i sacerdoti cospargono un po' di cenere sul capo dei fedeli, pronunciando la formula «Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai» oppure «Convertiti e credi al Vangelo». La cenere dunque simboleggia l'umile condizione dell'uomo - mortale e peccatore - che però, accettando la propria fragilità, predispone l'anima in attesa della Resurrezione, quando Gesù sconfigge la morte e salva l'umanità dal Peccato Originale.

Si apre così il periodo quaresimale, dove i cristiani si preparano pregando e facendo penitenza (es: il digiuno al venerdì o l'astinenza da certi cibi e bevande) per arrivare senza troppi peccati al giorno di festa, la Pasqua.

Il colore viola

Durante tutto il periodo della Quaresima gli abiti dei sacerdoti e i paramenti esposti nei luoghi di culto sono sempre di colore viola.

Il viola infatti è una tonalità che anticamente veniva associata alla ricchezza e al prestigio sociale (dopotutto anche in natura non è un colore così comune) e che nei secoli i vari concili della Chiesa hanno associato a momenti particolarmenti significativi. Infatti nella liturgia cristiana e cattolica il viola è il colore del lutto (per la morte di Cristo), della penitenza ma anche dell'attesa, poiché non viene usato solo in Quaresima (l'attesa della Pasqua) ma anche durante il periodo dell'Avvento, quando invece si aspetta la nascita di Gesù.

Il ramoscello d'ulivo

L'ulivo o il ramo d'ulivo sono elementi ricorrenti nella simbologia cristiana e, ancor prima, ebraica. Infatti le particolari caratteristiche di questa pianta - forte, coriacea e dai frutti ricchi di nutrimento - hanno fatto sì che il popolo di Abramola scegliesse come simbolo di rinnovamento e rigenerazione: dopotutto nell'episodio biblico del Diluvio Universale è proprio un ramo d'ulivo che la colomba riporta nel becco a Noè per fargli capire che le acque si sono ritirate e si può tornare a vivere sulla terraferma.

La tradizione cristiana riprese questo tratto associandolo alla figura di Gesù. Infatti per l Cristianesimo l'ulivo non solo simboleggia la rinascita di Cristo e la conseguente salvezza delle anime, ma è anche la pianta (insieme alle foglie di palma) che recavano in mano gli abitanti di Gerusalemme quando accolsero l'arrivo in città di Gesù. Tale episodio viene ricordato durante la Domenica delle Palme, che precede la Domenica di Pasqua.

La colomba

Così come l'ulivo, anche la colomba è un elemento biblico della tradizione ebraica che è stato adottato anche dal Cristianesimo, dove è diventato il simbolo dello Spirito Santo, la manifestazione più astratta di Dio e della sua potenza.

Spiegare ad un bambino che cosa sia esattamente lo Spirito Santo non è proprio impresa semplice, ma ci si può provare in questi termini: i cristiani cattolici credono che Dio sia «Uno e Trino», cioè un'entità sovrannaturale costituita da tre diversi aspetti o "persone" - Padre, Figlio e appunto Spirito Santo - che costituiscono un'unica sostanza divina. Infatti, per i fedeli, Dio è sia Padre, che Figlio, che Spirito Santo.

Le spine e la croce

Quello della Quaresima è un periodo molto "serioso", dove i fedeli fanno i conti con i loro peccati ed esercitano penitenza, rinunciando a qualche piacere (es: l'astinena dai dolci) per ripulirsi l'anima in attesa della salvezza pasquale. Dunque non deve stupire che due dei simboli più utilizzati durante il periodo pasquale siano la croce e la corona di spine, che sostanzialmente sono strumenti di tortura e morte.

La croce

La Quaresima infatti esalta i momenti più tragici e difficili della vita di Gesù (e simbolicamente di quella di ogni cristiano) per poi poter gioire con maggior forza al momento della Resurrezione. Per questo motivo la ritualità quaresimale fa ampio ricorso alla croce, un'antico - e brutale - supplizio che i Romani riservavano ad alcuni criminali per prolungarne l'agoinia, appendendoli mani e piedi a dei pali incrociati e lasciandoli morire lentamente. Anche Gesù andò incontro a questa fine, come fosse l'ultimo dei ladri, e perciò la croce è diventata l'incarnazione stessa del sacrificio compiuto dal Figlio di Dio che si fece uccidere per salvare l'umanità dal peccato.

La corona di spine

Prima di crocifiggerlo, i Romani posero sul capo di Gesù una corona di spine, l'ennesima tortura che non solo doveva ferire il condannato, ma umiliarlo definitivamente. Gesù infatti si era annunciato come il Figlio di Dio e Re dei Giudei, così i soldati Romani, che tenevano molto all'autorità del loro Impero, vollerlo deriderlo ulteriormente "incoronandolo" con dei rovi intrecciati.

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