Home Feste

Perché il 31 dicembre si festeggia San Silvestro?

di Ines Delio - 29.12.2022 - Scrivici

san-silvestro
Fonte: Shutterstock
Perché la vigilia di Capodanno è chiamata anche notte di San Silvestro? Le origini e le tradizioni dell'ultimo dell'anno

In questo articolo

Perché si festeggia San Silvestro?

Da sempre, la notte del 31 dicembre è una delle più celebrate al mondo. Ci si prepara a dare l'addio all'anno agli sgoccioli e a salutare quello in arrivo con feste, cenoni, brindisi, risate, abbracci, musica, messaggi di auguri alle persone che amiamo, bilanci e una lista di buoni propositi. Un momento di gioia in famiglia o con gli amici, ma anche di tradizioni ricche di significato. Non tutti, però, sanno perché la vigilia di Capodanno è conosciuta come la notte di San Silvestro. Scopriamolo.

Chi era San Silvestro

Il 31 dicembre è una data dedicata a San Silvestro, che fu il 33° vescovo di Roma e papa della Chiesa Cattolica dal 314 alla sua morte. Il suo pontificato coincise con il lungo impero di Costantino I, il primo imperatore romano che riconobbe ai cristiani la libertà di culto. Benché il pontefice non riuscì ad avere una notevole influenza a livello politico, anche a causa della forte personalità dell'imperatore, nel periodo in cui Silvestro fu papa ci fu un passaggio epocale dalla Roma pagana a quella cristiana.

Secondo il Liber Pontificalis, su suggerimento del papa, Costantino fondò la basilica di San Pietro sul Colle Vaticano, sopra un preesistente tempio dedicato ad Apollo, e altre celebri basiliche e chiese. Per i cattolici, San Silvestro è considerato il 'traghettatore', colui che guida e trasporta le anime e le persone verso il nuovo anno. 

Perché il 31 dicembre è la notte di San Silvestro

Nonostante la vigilia di Capodanno sia conosciuta come notte di San Silvestro, non è collegata alle gesta del santo, ma essenzialmente al giorno della sua morte, avvenuta il 31 dicembre 335 d.C. All'epoca, quella data non era ancora riconosciuta, però, come ultimo giorno dell'anno. L'importanza della notte a cavallo fra il 31 dicembre e il 1° di gennaio risiede soprattutto nella fine dell'anno solare, che viene accompagnata dal countdown degli ultimi secondi che ci separano dalla mezzanotte.

Perché Capodanno si festeggia il primo dell'anno

Secondo alcuni storici, il primo gennaio è stato considerato il primo giorno dell'anno a partire dal 191 a.C; secondo altri, è accaduto nel 46 a. C. con l'introduzione del calendario giuliano, basato sul ciclo delle stagioni e promulgato da Giulio Cesare; per molti studiosi, infine, la sua origine convenzionale nel calendario giuliano va anticipata al 153 a.C.

Nel Medioevo, nonostante molti paesi europei avessero adottato il suddetto calendario, si continuava a celebrare il Capodanno in date diverse, che variavano anche da regione a regione. Ad esempio, in Spagna fino all'inizio del Seicento, il Capodanno si festeggiava il 25 dicembre, mentre fino alla metà del Settecento, in Inghilterra e in Irlanda si celebrava il 25 marzo, così come a Pisa e a Firenze. In Francia fino al 1564 veniva festeggiato nella domenica di Resurrezione; a Venezia, fino al 1797 cadeva il 1° marzo, mentre in Puglia, Calabria e Sardegna si celebrava il 1° settembre, seguendo lo stile bizantino. Finché, con l'adozione universale del calendario gregoriano, la data del 1° gennaio come inizio dell'anno nuovo divenne finalmente comune. Tuttavia, ancora oggi cambia in base alla particolare cultura e religione dei paesi.

Le tradizioni della notte di San Silvestro

Lenticchie o uva

L'usanza di mangiare le lenticchie a San Silvestro nacque nell'antica Roma. La loro forma tonda e schiacciata ricorda infatti quella delle piccole monete e mangiarne in abbondanza la notte della vigilia di Capodanno, insieme al cotechino, è un simbolo di prosperità e fortuna per l'anno nuovo. Gli antichi Romani erano soliti anche regalare una borsa di cuoio, chiamata 'scarsella', piena di lenticchie che doveva essere legata alla cintura come auspicio di ricchezza per tutto l'anno. In Messico e in Spagna c'è, invece, l'usanza di mangiare dodici acini di uva allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre: ad ogni chicco corrisponde un mese dell'anno. C'è anche chi sostituisce l'uva con i chicchi di melograno.

Botti e fuochi d'artificio

Dietro l'usanza di far scoppiare petardi e fuochi d'artificio ci sarebbe la volontà di scacciare gli spiriti maligni e i diavoletti col rumore, mentre il più tollerato 'botto' del tappo dello spumante basterebbe ad allontanare il malocchio.

Lancio di oggetti vecchi dalla finestra

Tra i riti propiziatori dell'ultima notte dell'anno c'è anche il lancio di oggetti vecchi e cocci dalla finestra, un'antica usanza che rappresenta un modo per rompere con il passato e aprirsi a un futuro più roseo. Se siete tra i fan di questa tradizione, è raccomandabile lanciare oggetti sul pavimento di casa, così da non ferire gli ignari passanti.

Biancheria rossa

Indossare biancheria rossa nella notte di San Silvestro è un altro auspicio di buona fortuna, anche questo giunto ai giorni nostri dall'antica Roma. Tuttavia, perché funzioni è necessario che l'intimo sia regalato e non comprato, e bisogna utilizzarlo una sola volta.

Bacio sotto il vischio

Il bacio sotto il vischio allo scoccare della mezzanotte è la tradizione più romantica della notte di San Slvestro. L'usanza nasce dalla leggenda della dea celtica Freya, protettrice degli innamorati, che ha reso il vischio simbolo dell'amore che sconfigge la morte e della protezione eterna.

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli