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8 marzo. La «Filastrocca per le donne ucraine» di Mimmo Mòllica

di Nostrofiglio Redazione - 07.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
«Filastrocca per le donne ucraine» di Mimmo Mòllica: È l'8 marzo, «Giornata internazionale della donna» e le donne ucraine fuggono dalla guerra disperate

8 marzo. La «Filastrocca per le donne ucraine» di Mimmo Mòllica

La «Filastrocca per le donne ucraine» di Mimmo Mòllica è quella che non avremmo voluto mai leggere né scrivere, né pubblicare. Racconta delle donne ucraine che fuggono dalla guerra disperate, con bimbi e passeggini, caricate, costrette ad abbandonare le loro case e la loro terra.
Donne che l'8 marzo continuano a fuggire, a piedi o con mezzi di fortuna, sotto la pioggia e la neve, stanche e affamate, per andare verso un destino ostile e sconosciuto. 

Avremmo voluto festeggiare la «Giornata internazionale della donna» parlando di vivaci fiori gialli e di allegria, di mimose, simbolo di forza, gentilezza e femminilità. In questa Giornata saremmo voluti tornare sulle conquiste sociali ottenute dalle donne sin dalla fine della guerra, l'8 marzo 1946, quando la «Giornata della donna» fu celebrata in tutta l'Italia e la mimosa fece la sua prima comparsa come simbolo.

Ma ecco un'altra guerra

Ma ecco un'altra guerra cominciare. Ecco altre donne vittime di violenza e crudeltà scrivere sul libro dell'abnegazione e dell'orrore le loro prime parole, tristi, dolorose, coraggiose. Parole e fatti da consegnare alla storia, per quanto sta accadendo in Ucraina, a pochi passi da noi e da quella Europa nata per assicurare una pace duratura, per ripudiare ogni guerra e viaggiare verso il nuovo mondo: quello della prosperità e della pace.

È l'8 marzo delle «donne ucraine», l'8 marzo cui le donne dell'Ucraina non avrebbero mai creduto, donne cresciute in una realtà ormai lontana da dittature e angosciosi scenari bellici. Donne che hanno appreso sin dalla scuola dell'infanzia il valore insostituibile della pace.

«8 marzo. Filastrocca per le donne ucraine»

Ogni anno l'8 marzo festeggiamo

la 'storia' della costola di Adamo,

fatto di polvere, di fango e di terra,

fatto per ripudiar violenza e guerra,

e perché non ci fosse lui soltanto

Dio gli donò la donna, messa accanto.

Le donne sono forti per natura

sanno sognare, sono grazia pura,

sono discrete ed amano davvero,

ridono e piangono con cuore sincero.

Senza le donne non avremmo i fiori,

né il sorriso dei bimbi e né i colori,

non avremmo le madri e le stagioni,

non avremmo l'amore e le passioni.

Con bimbi e passeggini, caricate,

fuggono dalla guerra disperate,

sono le donne ucraine che la guerra

ha messo in fuga dalla loro terra.

Con gli occhi affranti, tristi e rassegnate,

fuggono a piedi, stanche ed affamate

piangono sottovoce, con pudore,

sotto la pioggia vanno anche per ore.

E dove vanno? Vanno alla ventura,

di salvare i bambini hanno premura,

sembrano non sentire la fatica,

vittime di una sorte assai nemica.

È questo l'8 marzo delle donne,

mamme e bambine con anziane nonne,

vittime di un tiranno dissoluto

vanno verso un destino sconosciuto.

Donne senza diritti in assoluto

donne che nella pace hanno creduto

sin dalla scuola, dall'adolescenza,

donne che han ripudiato la violenza.

Mai avremmo creduto in questa Terra

che fosse ancora possibile la guerra,

e l'8 marzo più che di un giallo fiore

è giorno di violenza e di dolore.

Mimmo Mòllica

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