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1 Maggio: la filastrocca per la festa del lavoro di Mimmo Mòllica

di Nostrofiglio Redazione - 26.04.2022 - Scrivici

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La «Filastrocca per la Festa del Lavoro» di Mimmo Mòllica celebra il 1° Maggio, festa del Lavoro e dei Lavoratori, una ricorrenza dalle radici antiche

La filastrocca per la festa del Lavoro di Mimmo Mòllica

La «Filastrocca per la Festa del Lavoro» di Mimmo Mòllica celebra il 1° Maggio, festa del Lavoro e dei Lavoratori, una ricorrenza dalle radici 'antiche', che risalgono alle manifestazioni di protesta per i diritti degli operai in America. Oggi lo scenario del lavoro è molto cambiato, ai mestieri e alle professioni 'tradizionali' se ne assommano di nuovi, tanto da indurre i redattori di dizionari ad aggiungere nomi nuovi e neologismi come «rider», «navigator», «cyberattivista», «mixologist».

Filastrocca per la Festa del Lavoro

Un amore felice, un lavoro che piace

e il sogno di vivere in pace

son le cose da desiderare,

son davvero le cose più care.

Come l'ape operaia

coi suoi tanti "mestieri",

e malgrado ciò gaia,

nonostante i suoi molti doveri.

Il lavoro non sia mai fatica,

ad ognuno il suo ruolo, come la formica,

non sia una condanna da sopportare,

come il pescatore che ama il suo mare.

Il lavoro non sia mai un miraggio

da festeggiare solo il primo maggio,

ma sia sempre qualcosa da amare,

e prima di tutto lo devi trovare.

Perciò buon Primo Maggio ai precari,

ai carabinieri e ai bibliotecari,

a chi disse in poesia «lavorare stanca»*

e pure a coloro cui il lavoro manca.

A chi sta facendo il «periodo di prova»

e magari dopo un lavoro lo trova;

al tranviere, all'artista, agli agenti di viaggio,

all'apicoltore, buon Primo Maggio.

Al «rider» in bici ed all'ingegnere,

al bravo dottore ed all'infermiere,

all'animatore e al capo villaggio

ed agli insegnanti, buon Primo Maggio.

A chi ha fatto solo domande e concorsi

e parecchi mesi già sono trascorsi,

a chi viene detto «cittadino straniero»

e a chi ha un lavoro, ma un «lavoro in nero».

Ai lavoratori dai «diritti negati»,

e a chi i diritti se li è guadagnati.

E pure ai bambini, all'età dell'oro,

perché giocare sia il vostro lavoro,

ed anche ai nonni giunga il messaggio:

facciamo festa, buon Primo Maggio.

Mimmo Mòllica

La Festa del 1 Maggio

Il 1° Maggio, «Festa del Lavoro e dei Lavoratori» è una festa dalle radici 'antiche', che risalgono alle manifestazioni di protesta per i diritti degli operai delle fabbriche negli Stati Uniti d'America, durante la Rivoluzione industriale. Era il 1866 quando a Chicago, nell'Illinois, fu approvata la prima legge che riduceva a 8 ore il lavoro giornaliero degli operari. In effetti la legge entrò in vigore un anno dopo, il 1º maggio 1867. In quel giorno si svolse una imponente manifestazione con diecimila partecipanti. Le 8 ore lavorative, infatti, costituivano una 'conquista' dei lavoratori e del sindacato e tale legge venne estesa in seguito a tutto il territorio americano. Ma costò altra lotta, altre manifestazioni.

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Le lotte operaie in Italia

In Italia, dopo decenni di lotte operaie e sindacali, le 8 ore lavorative divennero legge con il Regio decreto legge n. 692 del 1923 del Governo Mussolini. La delegazione socialista della Seconda Internazionale, riunitasi a Parigi nel 1889, decise che in Europa la «Festa del Lavoro» si tenesse per gli anni a venire il 1º maggio. La «Festa del Lavoro e dei Lavoratori» veniva così ufficializzata, ma in Italia fu ratificata due anni dopo:  

«Il Primo Maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d'ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento». Così si leggeva sulla rivista «La Rivendicazione», pubblicata a Forlì, in edicola il 26 aprile 1890.

I nuovi mestieri e il dizionario

La «Festa del Primo Maggio» vede negli anni più recenti novità 'incredibili' fino a qualche anno addietro, quando mestieri e professioni erano in sostanza ormai consolidati in un elenco sia pure vasto, ma non tale da indurre linguisti e redattori di dizionari a formulare o aggiungere nomi nuovi, neologismi e termini strani.

Ma ecco che le «professioni del futuro» hanno arricchito il vocabolario degli italiani. Andrea Zaninello, redattore del dizionario Zanichelli, racconta come siano stati aggiunti 15 nuovi mestieri negli ultimi 3 anni: da «rider» a «navigator», ma pure «sfoglina», «cyberattivista», «mixologist».

«Rider»" può essere tradotto in "ciclofattorino", mentre «navigator» è una figura professionale il cui compito è supportare gli operatori dei Centri per l'Impiego nella realizzazione di un percorso che coinvolga i beneficiari del Reddito di cittadinanza.

Sono i mestieri entrati nel linguaggio degli italiani ed ora registrati ufficialmente nel vocabolario Zingarelli.

Dai social media ai green jobs

«Social media manager», «influencer», «manager della transizione digitale», «machine learning specialist», «project manager», «e-commerce manager», «SEO specialist», «big data scientist», «cloud architect», ma anche «giurista d'impresa» e «criminologo».

Vi è poi la 'categoria dei «Green Jobs», lavori legati alla sostenibilità ambientale, alla salvaguardia e al benessere della Terra: esperto di energia sostenibile, marketers ambientale, project manager nel settore green, project finance verde e tanti altri.

Buon Primo Maggio!

Nota - * «Lavorare stanca» è una raccolta di poesie dello scrittore Cesare Pavese (1936)

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