filastrocca

Filastrocca Castelli di sabbia

Di Sara Sirtori
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24 giugno 2020
"Filastrocca Castelli di sabbia" di Mimmo Mòllica fa parte delle filastrocche per l'estate. Guardare i bambini giocare con la sabbia, scavare buche profonde, disegnare e scrivere sulla sabbia bagnata, costruire castelli. Ieri come oggi giocare con la sabbia, in spiaggia, accomuna i bambini ma coinvolge pure gli adulti, è principio di libertà.

 

Filastrocca con paletta e secchiello

 

Filastrocca con paletta e secchiello, per fare un castello. La spiaggia, la sabbia bagnata, un secchiello, una paletta e delle strane formine sono tutto l'occorrente per affondare le mani e la fantasia dove la realtà non arriva. Sporcarsi le mani con la sabbia, con la terracotta, con la pasta morbida o con i colori è sempre l'inizio di un'avventura. Modellare la sabbia umida, darle forme inventate è un'opera nuova ogni volta, e costruire castelli incantati è la nuova invenzione.

Giocare con la sabbia di una spiaggia rende protagonisti i bambini,  è principio di libertà, occasione di infinito, di libera creatività, opportunità di libero gioco. Libera l'immaginazione, stimola la fantasia e la concentrazione, esercita i cinque sensi, sviluppa le abilità di manipolazione e la destrezza, allena il corpo e la mente, favorisce le abilità grafiche e rilassa.

 

Filastrocca Castelli di sabbia

 

di Mimmo Mòllica

 

Con la sabbia, paletta e secchiello

ho costruito un fiabesco castello,

con finestre, terrazze e balconi,

pavimento, soffitto e lampioni.

 

Per difenderlo da nemici e predoni

ho costruito fossato e dongioni,

ed un ponte di ferro e di legno

che si abbassa azionando un congegno.

 

Un bambino una buca scavava, 

suo cugino la sabbia portava,

e più in là il suo caro fratello

trafficava con un bel secchiello,

perché l'acqua doveva portare, 

avanti ed indietro dal mare. 

 

Le amichette con le loro formine, 

con l'aiuto di tante bambine,

costruivan le torri e le mura, 

impegnate in quell'architettura.

 

Chi portava gli stecchi e gli arbusti,

forme e sagome per tutti i gusti, 

chi pensava alle arcate del ponte,

chi al giardino, al castello ed al monte.

 

Giocar tutti là insieme era bello

e le mani sembravan farfalle

che donavano al mondo un castello 

in un prato di primule gialle, 

di tutta la spiaggia il più bello,

con una paletta e un secchiello.