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Filastrocca degli (anti)eroi

di Sara Sirtori - 08.04.2020 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
"Filastrocca degli (anti)eroi" è la composizione che Mimmo Mòllica dedica a medici, infermieri e operatori sanitari impegnati in prima linea per il Covid-19, che lavorano senza sosta, dormono poco, manifestano stress, insonnia e disagio, ma non arretrano.

Medici e infermieri: i nuovi eroi

Bertolt Brecht scriveva: "Sventurata la terra che ha bisogno di eroi"

Il Coronavirus in Italia ripropone il dibattito sull'eroismo e sugli eroi, mentre da quasi tutte le parti si levano applausi, ringraziamenti ed attestazioni di stima e solidarietà per medici e gli operatori sanitari impegnati in prima linea nella cura e nell'assistenza dei malati e dei loro familiari.

C'è chi li considera "eroi" e chi sostiene che facciano solo il loro dovere, che svolgano semplicemente i loro compiti. Vanno avanti senza fermarsi, tra turni interminabili, senza orari prestabiliti, continuamente sotto tensione, sempre pronti a dare assistenza. Sempre in campo con tanta umanità.

E allora permetteteci di ringraziare medici, infermieri, personale sanitario con questa filastrocca di Mimmo Mòllica.

Filastrocca degli (anti)eroi

Quando il maestro parlò degli eroi

nella mia mente pensavo "e poi?

avremo ancora altri eroi in futuro

che scriveranno «libertà» sul muro?".

Ed ho capito che gli eroi di Stato

non fanno parte solo del passato;

non sono figli della vanagloria: 

i veri eroi han cambiato la Storia. 

Ma chi saranno davvero gli eroi?

Papa Francesco lo ha detto per noi:

"Non è l'elite di chi ha soldi e successo, 

ma chi per gli altri dà tutto se stesso";

chi arriva pure a donare la vita

senza mai chiedersi a cosa è servita.

Dopo attentati e delegittimazione,

a Borsellino e a Giovanni Falcone, 

la mafia spietata, crudele e accanita

dei due magistrati ha stroncato la vita.

Ed ora un virus che porta sventure

tenace e subdolo, resistente alle cure,

tiene infermieri e dottori in trincea,

in prima linea, ed è un'odissea.

Con fatica davvero infinita

sono pronti a donare la vita,

dentro armature di tipo spaziale

impegnati a sconfiggere il male,

affannati a soccorrere ognuno,

senza negare mai cure a nessuno.

Dover scegliere chi dei tanti salvare

da quel perfido virus letale, 

se salvare l'anziano o il bambino

è morir più di loro, persino.

E gli abbracci sono abbracci mancati,

dentro quelle armature isolati,

rimaner sempre vigili e umani

senza stringer neppure le mani.

Abbracciare ma solo a distanza

con la vita chiusa in una stanza,

con quegli occhi che voglion parlare,

con la bocca che vuol respirare.

E non diteci che siamo eroi

siamo più costernati di voi,

non c'è gloria, non c'è alcun riscatto,

ciò che stiamo facendo va fatto.

Che cos'altro potremmo noi fare

se non quante più vite salvare?

Se non essere quello che sei?

Se non essere lì dove sei!

Mimmo Mòllica ©

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