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«Filastrocca dell'aquilone»

di Mimmo Mollica - 15.01.2021 - Scrivici

aquilone
Fonte: Shutterstock
Amate gli aquiloni? La «Filastrocca dell'aquilone» dello scrittore Mimmo Mòllica è dedicata proprio agli aquiloni, ecologici "balocchi di carta", simbolo di libertà. Infatti, gli aquiloni non sporcano, non inquinano e uniscono cielo e terra.

La «Filastrocca dell'aquilone» di Mimmo Mòllica è dedicata agli aquiloni, ecologici "balocchi di carta" considerati una forma d'arte ricca di spiritualità, un tramite fra la terra e il cielo, simbolo di libertà. L'aquilone non fa rumore, non distrugge, non sporca e non inquina.

Dal 14 al 25 gennaio ad Ahmedabad, in India, si svolge il Festival degli Aquiloni. Vi partecipano persone d'ogni età, provenienti da ogni parte del mondo, spinte dalla passione per questi "balocchi di carta". Quella dell'aquilone, in India, è considerata una forma d'arte ricca di spiritualità, un tramite fra la terra e il cielo.

Ma non solo India. Anche in Italia, a Cervia, si è svolta nel settembre 2020 la 40esima edizione del Festival dell'Aquilone, dedicata al centenario della nascita di Federico Fellini, Gianni Rodari e Tonino Guerra, sotto il segno della fantasia. Quattro giorni di festa con il volo di aquiloni giganti, dedicati allo spirito libero dei bambini di ogni età, che si incantano davanti alla magia del volo. Gli aquiloni giganti raffigurano animali di 30 metri: piovre, pesci, fantasmi e cherubini. A Gianni Rodari è stato dedicato un laboratorio multidisciplinare con lettura di filastrocche e il volo di magnifici, fantasiosi aquiloni.

Ascolta il podcast con la filastrocca

«Filastrocca dell'aquilone»

Con la carta, la colla e il cartone

ho costruito il mio bell'aquilone,

rosso, verde, di tanti colori

per volare come gli aviatori.

Con le forbici, gesso e matita,

me ne immagino già la salita,

segno i punti con un pennarello,

volerà come fosse un uccello

verso il sole, ma, aspetta un momento,

cosa manca? Ah già, manca il vento.

Ed allora corriamo là fuori,

aquilone di mille colori,

corriam liberi là sulla riva,

ecco sento che il vento già arriva,

l'aquilone già vola lontano

lo saluto agitando la mano.

Vola adesso sull'azzurro mare

c'è una barca, la va a salutare,

pure i pesci ora salgono a galla,

mentre incontra una bianca farfalla.

Se la barca ha bisogno del mare,

l'aquilone per poter volare,

dove volano pure le fate,

ama il vento e le belle giornate.

Può volare così tutto il giorno

verso il cielo e poi fare ritorno,

volteggiare nell'aria, fare tante capriole,

disegnare volando perfino parole.

Ecco, un altro aquilone gli appare… 

che succede? non riesce a volare!

«Dai  gli dice  prendi tu il vento mio,

vola in alto come volo io.

Su, apri le ali e poi stammi vicino,

pensa che fai felice un bambino,

senti come gli batte già il cuore?».

L'aquilone non fa alcun rumore

non distrugge, non sporca nè inquina,

non consuma petrolio o benzina,

non inquina volando i ruscelli,

vola libero come gli uccelli

e va in alto col motore spento,

silenzioso sulle ali del vento.

Vola in alto come le stagioni,

vola come san far gli aquiloni,

passa sopra steccati e confini, 

come sognano tutti i bambini.

Non teme avversità né l'avversario,

decolla pure col vento contrario,

conosce bene l'arte del suo viaggio

ed indica la strada del coraggio

a chi teme anche il frutto del suo seme,

come chi aspira al vento, ma lo teme.

Mimmo Mòllica ©

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