filastrocca

Filastrocca dell’astronomo

Di Sara Sirtori
astronomo
29 giugno 2020
Con la «Filastrocca dell'astronomo», Mimmo Mòllica rende omaggio ad Esopo e alla memoria dall'astrofisica Margherita Hack, la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste, ordinario di astronomia all'Università e membro delle più prestigiose società astronomiche. Margherita Hack è morta a Trieste il 29 giugno 2013.

 

Nata sotto una buona stella

 

L'astrofisica Margherita Hack è stata una "stella di prima grandezza", la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste (dal 1964 al 1987), dandogli rinomanza internazionale. E' stata professore ordinario di astronomia all'Università di Trieste sin dal 1964, membro delle più prestigiose società astronomiche nonché direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Trieste, dal 1985 al 1991 e dal 1994 al 1997. 

Margherita Hack terminò gli studi senza poter sostenere gli esami di maturità per lo scoppio della seconda guerra mondiale. Si laureò in fisica nel 1945 con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi a Firenze. Da giovane praticò con successo la pallacanestro e l'atletica leggera. Fu campionessa di salto in alto e in lungo in campionati universitari.

Fu sempre scettica riguardo agli UFO, definendoli "bischerate".

Nel 2006 venne eletta alla Camera dei Deputati, ma  rinunciò al seggio ottenuto per "seguire la sua buona stella", continuare a dedicarsi all'astronomia.

Nata "sotto una buona stella" a Firenze il 12 giugno 1922, Margherita Hack è morta a Trieste il 29 giugno 2013.

 

Filastrocca dell’astronomo

 

di Mimmo Mòllica

 

In cerca della stella più segreta  

andava nella notte buia e fonda

l'astronomo studiando la cometa,

ad indagare se la terra è tonda.

 

Finché una notte cupa là in campagna,

con gli occhi al cielo fissando le fiammelle,

come dal riccio cade una castagna,

dentro un pozzo cascò, vide le stelle.

 

Gridando forte, in preda a un gran dolore,

l'astronomo invocava «aiuto, aiuto»,

così un passante, un uomo di buon cuore

accorso là pensava: «Avrà bevuto?».

 

Ma quando chiese com'era avvenuto,

l'astronomo descrisse l'accaduto:

«Quassù a studiar le stelle ero venuto,

non ho visto la pozza e son caduto».

 

«Il destino degli astri lo sa il cielo, 

se scambi luna e stelle col vangelo −

rispose quel passante con saggezza −

non vedi della terra la bellezza».

 

Esopo volle dir ch'è troppo in alto,

raggiungere le stelle con un salto,

è una scalata assai pericolosa.

Seguir la propria stella è buona cosa,

ma da lassù perfino le farfalle

cadrebbero dalle stelle alle stalle.