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Filastrocca della parola

di Sara Sirtori - 12.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La «Filastrocca della parola» di Mimmo Mòllica è un omaggio alla parola come mezzo espressivo, poetico. La parola, come mettere le mani dentro un sacco… Quel particolare tessuto che gli esseri umani si confezionano con la stoffa del linguaggio.

Ti prendo in parola

"A fare da controcanto alla poetica felliniana troviamo la chiacchiera, il cicaleccio pettegolo, il vano dar fiato a parole ormai svuotate del loro senso e della loro capacità evocativa".

La VII^ edizione del Festival della Parola si è svolta a Parma da mercoledì 8 a sabato 11 luglio 2020, nel nome di Federico Fellini: un modo per rendere omaggio al grande maestro nel centesimo anniversario della sua nascita.
Tra le iniziative in programma si segnala «Ti prendo in parola», progetto editoriale benefico. Una raccolta di quasi 200 parole con le relative definizioni, create dai bambini della scuola elementare Toscanini, della media Fra Salimbene di Parma e dagli ospiti delle case per anziani Bonzani di Varano Melegari (PR) e Patrioli di Medesano (PR). L'associazione artistica Abecedario ha curato la realizzazione di illustrazioni legate alle parole. I proventi di questo progetto editoriale, che contiene pure una poesia inedita di Franco Arminio, andranno ad un'associazione che si occupa di persone che non possono udire, pronunciare o vedere le parole.
"La parola, come mettere le mani dentro un sacco che raccoglie tutti gli strumenti espressivi e ricavare qualcosa di particolare. La parola, quel particolare tessuto che gli esseri umani si confezionano ad hoc sulla base della stoffa del linguaggio, questo grande sacco universale, generico che è la raccolta dei sistemi" (Dalle lezioni del dr. Carmelo Licitra-Rosa).

«Filastrocca della parola»

Quante parole, parole sante,

tante parole, son tante e tante:

non far parola, passar parola

dirgliene quattro, una gragnola.

Una parola, poche parole,

ma quelle poche non son le sole,

le sottintese mezze parole,

quando più chiaro dir non si vuole.

Parole astruse o anche crociate,

parole strane, sconclusionate,

parole antiche e non più usate,

parole nuove o complicate,

inesistenti o anche inventate.

Parole al vento, troppe parole,

altre taglienti come tagliole

parole allegre, parole vere,

mezze parole, parole intere.

Parole false, altre gentili,

parole dolci, parole ostili,

c'è chi fa giri con le parole,

quando parlando si fan capriole.

E chi pretende l'ultima parola,

che non si insegna nemmeno a scuola.

Belle parole, parole d'oro,

dette cantando come in un coro.

Dire parole troppo pesanti,

parole grosse ed abbondanti,

meglio pesarle certe parole,

parlando sempre come Dio vuole.

Son le più belle le prime parole,

che lascian tutti senza… parole,

«mamma» e «papà» sono le prime:

è un bimbo nuovo che già si esprime,

prime parole, poesia sublime.

Mimmo Mòllica ©

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