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Filastrocca delle razze

di Sara Sirtori - 21.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La «Filastrocca delle razze» di Mimmo Mòllica torna su una questione antica e irrisolta: quella delle razze umane. La scienza non accetta di suddividere i popoli e le etnie per razze. La genetica non ammette il termine «razza» perché antiscientifico. Il filosofo Arthur Schopenhauer ritiene che "il colore bianco della pelle non sia naturale all'uomo".

L’uomo bianco è solo scolorito?

Nel basso Medioevo l'uomo occidentale formalizzò la sua volontà di dominio, teorizzando le "razze" umane. In seguito le popolazioni dell'Africa avrebbero conosciuto la schiavitù, deportate negli Stati Uniti, con la falsa idea che si trattasse di una razza inferiore della scala naturale. La scienza non accetta di suddividere i popoli e le etnie per razze. La genetica non ammette il termine «razza» perché antiscientifico. Gli esseri umani sono in continua evoluzione e i genetisti respingono il concetto di razza. Per loro gli appartenenti al genere umano si somigliano essendo 'figli' delle migrazioni dalle diverse aree geografiche che hanno comportato e comportano lo scambio (mescolanza) dei geni. Il mito delle razze umane perde i pezzi. Possiamo dire, perciò, che «le razze esistono» solo nell'immaginazione.

Il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer (il 21 settembre ricorre l'anniversario della morte)  ne «L'arte di insultare» scrive: "È mia opinione che il colore bianco della pelle non sia naturale all'uomo, il quale, per natura, ha invece la pelle nera o scura, come i nostri antenati, gli indu. Di conseguenza, dal grembo della natura non è mai nato originariamente un uomo bianco, e quindi non esiste una razza bianca, benché se ne parli tanto: ogni uomo bianco è solamente un uomo scolorito".

«Filastrocca delle razze»

Non esiste la razza nera

e neppure la straniera,

razza unica e sovrana

è soltanto quella umana.

Non c'è pelle né colore,

nessun uomo è mai inferiore

né di razza superiore:

ogni pianta fa il suo fiore.

Cose da separare per colore,

come fanno talvolta le signore,

senza che possa dirsi anomalia,

son gli indumenti in lavabiancheria.

Distinguere per razza le persone

è un fatto di miopia, aberrazione,

chi ne propala la supremazia

credendo sia migliore una etnia,

chi crede nel potere del denaro,

si sente superiore ed è un somaro.

Neanche nella galassia la più strana,

ci sta una razza lillipuziana,

son esseri e animali piccolini,

ma per la fantasia di noi bambini.

Non c'è una razza detta venusiana

neanche nella galassia più lontana,

degli abitanti del pianeta Venere

non si conosce bene il loro genere,

ma è solo fantascienza, ufologia,

frutto d'ingegno, genio e fantasia.

Non c'è una razza superiore o strana,

non c'è razza vicina né lontana,

non c'è razza a colori né gitana,

non c'è razza divina né profana,

non c'è razza marina né montana,

neanche vegana e né vegetariana.

Nessuno al mondo è solo bianco o nero,

nessuno sulla Terra è uno straniero,

la sola razza unica e sovrana,

l'unica razza nostra è quella umana.

Mimmo Mòllica ©

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