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«Filastrocca di un bicchiere di plastica»

di Mimmo Mollica - 19.02.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
«Filastrocca di un bicchiere di plastica» è una filastrocca di Mimmo Mòllica, da lui scritta per aiutare genitori e bambini a ricordare i che i «bicchieri di carta» in realtà sono fatti di «plastica». I rifiuti marini rappresentano un grave problema in costante aumento.

«Filastrocca di un bicchiere di plastica» è una filastrocca che fa parte di «Filastrocche Plastic Free» di Mimmo Mòllica, tre filastrocche per sviluppare una memoria di «ferro» per ricordarsi che i «bicchieri di carta» in realtà sono fatti di «plastica». I rifiuti marini costituiscono un grave problema in costante aumento.

Se la plastica rappresenta una importante risorsa per la società moderna, il suo 'smaltimento' in mare è una autentica iattura. La sterminata presenza di rifiuti in plastica nell'ambiente marino è un problema serio: più di 11 mila tonnellate l'anno vengono recuperate lungo le coste e sulle spiagge. Nelle reti a strascico dei pescatori viene trovato di tutto: copertoni di automobile, bottiglie, sacchetti di plastica, tessuti, stoviglie di plastica (piatti, bicchieri, posate, cannucce), tubi, boe, attrezzi da pesca, secchi in plastica e metallo ed altro ancora.

Ascolta il podcast con la filastrocca

«Filastrocca di un bicchiere di plastica»

Di plastica un bicchiere,

fatto apposta per bere,

fu lasciato cascare

sulla riva del mare.

Si riempì quel bicchiere

d'acqua, come un paniere,

e non sapendo nuotare

cominciò ad affondare.

Continuando a calare

nel profondo del mare,

si posò sul fondale,

tra una bolgia infernale

di migliaia di bicchieri,

tra rifiuti e batteri,

gomme d'auto e altri oggetti.

Tra bottiglie e sacchetti,

borse in plastica e reti,

batterie con magneti,

piatti e tante forchette,

ruote di biciclette,

spazzatura e conchiglie, 

tappi, cicche e stoviglie,

bastoncini da orecchie, 

ceste e taniche vecchie,

mozziconi e assorbenti,

tanti e tanti frammenti.

Però i pesci non posson sapere

che da quando c'è il mondo un bicchiere

è costruito soltanto per bere, 

mentre loro non sapendo che fare

han pensato: «Saran da mangiare!».

Ed i pesci, piuttosto affamati,

mangian piatti e bicchieri già usati,

i cetacei assai più voraci

di mangiarne di più son capaci.

Se mettiamo su di una bilancia

tutto ciò che ci sta nella pancia

di uno squalo o una bianca balena,

di sacchetti di plastica piena,

scopriremo che son tanti chili:

sono gesti davvero incivili.

E così la balena morì,

la testuggine molto soffrì,

e alla fine perdette la vita,

per la plastica da lei ingerita.

Perciò abbiamo compreso che «mare»

rima con «non bisogna buttare»,

spazzatura «non farne affondare»

ed ai pesci «non farne mangiare».

Cosicché per difendere il mare

combattiamo chi vuole «inquinare»,

sconfiggiamo così il «malaffare»

se il bel mare vogliamo «salvare». 

Mimmo Mòllica ©

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