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Filastrocche di Natale per i bambini: le più belle da insegnare e recitare

di Sveva Galassi - 01.11.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Filastrocche di Natale per i bambini: filastrocche brevi, in rima, poesie antiche e moderne, canzoncine natalizie, filastrocche di Rodari, Gozzano e altri autori

In questo articolo

Filastrocche di Natale per i bambini

Ci sono alcune bellissime filastrocche da insegnare ai bambini durante le feste natalizie, da cantare o da recitare assieme. Abbiamo selezionato per voi le più belle filastrocche di Natale per i bambini: ecco filastrocche in rima, poesie antiche e moderne, canzoncine natalizie. Non mancano le filastrocche d'autore, tra cui spiccano quelle del bravissimo scrittore Gianni Rodari

Filastrocche di Natale in rima

"Babbo Natale di rosso vestito" (di Jolanda Restano)

Babbo Natale di rosso vestito
lascia ogni bimbo sempre stupito
con i suoi doni e i suoi regali
sempre fantastici, sempre speciali!

Babbo Natale con la barba bianca
lavora di notte e non si stanca;
vola lassù insieme alle renne
porta per tutti i doni e le strenne!

"Arriva Natale" (di Jolanda Restano)

Cade la neve, scende dal cielo
e lieve, lieve copre di un velo
case e palazzi, strade e sentieri,
tetti aguzzi e comignoli neri.

Non c'è rumore, tutto tace
ascolto il mio cuore: senti che pace!
Arriva Natale, crea l'atmosfera
senti nel cuore la pace vera!

"Babbo Natale" (di Patrizia Nencini)

Sono un papà molto speciale
mi chiamo Babbo Natale!

Il vestito che porto addosso
è di un vivace colore rosso.

Cappello, stivali e cintura
completano la mia figura.

Quando mi guardo nello specchio
vedo la faccia di un bel vecchio.

Vivo al Polo tra nevi e orsachiotti
insieme a tanti gnomi grassotti.

Al lume fioco di una lampadina
leggo la posta fino a mattina.

Nella stanza delle sorprese
incarto i regali dal primo del mese.

Ho una slitta a nove renne
e scio sulla neve carico di strenne.

Per non sentire la tramontana
mi copro tutto con la sciarpa di lana.

Arrivo in città a notte scura
lascio le renne per una nuova avventura.

Salgo svelto sopra il tetto
poi scivolo piano nel caminetto:

nella casa tutto tace
e a luci spente regna la pace.

L'albero di Natale è luminoso:
metto i giocattoli e mi allontano silenzioso.

Dopo un dolcetto e un riposino
lascio la casa di ogni bambino.

Al mattino, tutto solo,
sveglio le renne e …via verso il Polo!

Durante il viaggio saluto tutti:
i piccoli, i grandi, i belli e i brutti!

A casa arrivo con un po' d'affanno,
mi stendo sul letto e dormo per un anno.

Sogno una notte fatata e speciale…
il tempo è passato: è già Natale!

"Babbo Natale" (di Monique Hilton)

In un nido di cicogna
Babbo Natale sogna
un albero illuminato
un bimbo incantato
un giorno più lieto
un mondo più quieto.

Sogna sotto le stelle
tutte le cose più belle.
Nel cuore del suo sogno,
sai chi c'è?
Un regalo tutto per sé.

"Buon Natale" (di Dino Buzzati)

E se invece venisse per davvero?
Se la preghiera, la letterina, il desiderio
espresso così, più che altro per gioco
venisse preso sul serio?
Se il regno della fiaba e del mistero
si avverasse? Se accanto al fuoco
al mattino si trovassero i doni
la bambola il revolver il treno
il micio l'orsacchiotto il leone
che nessuno di voi ha comperati?
Se la vostra bella sicurezza
nella scienza e nella dea ragione
andasse a carte quarantotto?
Con imperdonabile leggerezza
forse troppo ci siamo fidati.
E se sul serio venisse?
Silenzio! O Gesù Bambino
per favore cammina piano
nell'attraversare il salotto.
Guai se tu svegli i ragazzi
che disastro sarebbe per noi
così colti così intelligenti
brevettati miscredenti
noi che ci crediamo chissà cosa
coi nostri atomi coi nostri razzi.
Fa piano, Bambino, se puoi.

Filastrocche di Natale: i testi

"A Gesù bambino" (di Umberto Saba)

La notte è scesa

e brilla la cometa

che ha segnato il cammino.

Sono davanti a Te,

Santo Bambino!

Tu, Re dell'universo,

ci hai insegnato

che tutte le creature sono uguali,

che le distingue solo la bontà,

tesoro immenso,

dato al povero e al ricco.

Gesù, fa' ch'io sia buono,

che in cuore non abbia che dolcezza. F

a' che il tuo dono

s'accresca in me ogni giorno

e intorno lo diffonda,

nel Tuo nome.

"Alla vigilia di Natale" (di Bertolt Brecht)

Oggi siamo seduti, alla vigilia
di Natale, noi, gente misera,
in una gelida stanzetta,
il vento corre fuori, il vento entra.
Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo:
perchè tu ci sei davvero necessario.

"Buon Natale" (di Alda Merini)

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

"È Natale" (di Madre Teresa Calcutta)

È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l'altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.


È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Filastrocche di Natale divertenti

"Il Natale dei bambini" (da "Un mondo da scoprire")

Il Natale è di tutti
ma ancor più dei bambini
perchè sono i più vicini
all'amor di Gesù.

Vanno e vengono per casa
tutti presi nell'attesa.
Il presepe coi Re Magi
l'alberello di Natale:
tutto è pronto, tutto è bello
sta tornando il Bambinello.

Tutto vostro è il Natale,
o bambini tanto cari,
custoditelo nel cuore
perché insegna solo amore.

"Natale" (di Mimì Menicucci)

Stanotte a mezzanotte
è nato un bel bambino
bianco, rosso e ricciolino.
La sua mamma con grande amore
lo accarezza e lo stringe al cuore.

Stanotte a mezzanotte
è nato un bel bambino
bianco, rosso e ricciolino.
Con le greggi escono fuori
lunghe file di pastori.

Stanotte a mezzanotte
è nato un bel bambino
bianco, rosso e ricciolino.
Portan cacio, frutta, fiori
ed un bianco pecorino.

Stanotte a mezzanotte
è nato un bel bambino
bianco, rosso e ricciolino.

"Quanti giocattoli!" (di Lina Schwarz)

Quanti giocattoli
nelle vetrine!
Tutti si fermano
bimbi e bambine.
Ma si divertono
solo a vedere,
san già che tutto
non si può avere!

"Ninna nanna di Natale" (di Jolanda Restano)

Dorme la renna dentro alla stalla,
mentre nel cielo brilla una stella.

Dormon gli gnomi nei loro lettini
e sognan regali portati ai bambini.

Dorme anche il Babbo di rosso vestito
stanco, distrutto davvero sfinito…

Dormono tutti dopo Natale!
La loro notte è stata speciale:

han consegnato migliaia di doni
a tutti i bimbi buoni!

"Lina la pallina" (di Gigliola Balatresi)

Lina la pallina
nell'albero splendeva,
bambini sorridenti
di luce rifletteva.
Le amiche sue palline
brillavano più in alto
gridavano: "Dai Lina!
Raggiungici, fai un salto!
Sei l'unica sì gialla
appesa al ramo in basso!"
"Silenzio!"disse Lina
"Che fate un gran fracasso!
Se qui quella manina
mi ha posta e sistemata
devo considerarmi
parecchio fortunata!
Da qui il Presepe ammiro
ed i regali sfioro,
a farmi compagnia
il ramo dell'alloro!
Non posso io saltare
amiche mie palline!
Intera voglio arrivare
al prossimo Natale!".

Vecchie poesie di Natale

"Natale" (di Giuseppe Ungaretti)

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono.

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

"Il presepio (alla nonna)" (di Gabriele D'annunzio)

A Ceppo si faceva un presepino
con la sua brava stella inargentata,
coi Magi, coi pastori, per benino
e la campagna tutta infarinata.
La sera io recitavo un sermoncino
con una voce da messa cantata,
e per quel mio garbetto birichino
buscavo baci e pezzi di schiacciata.
Poi verso tardi tu m'accompagnavi
alla nonna con dir: "Stanotte L'Angelo
ti porterà chi sa che bei regali!".
E mentre i sogni m'arridean soavi,
tu piano, piano mi venivi a mettere
confetti e soldarelli fra' i guanciali.

"Il Presepe" (di Salvatore Quasimodo)

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l'asinello di colore azzurro.

Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

"È nato! Alleluia!" (di Guido Gozzano)

È nato il sovrano bambino,
è nato! Alleluia, alleluia!
La notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaie
suonate! Squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma come nei libri hanno detto
da quattromill'anni i profeti,
un poco di paglia ha per letto.

Da quattromill'anni s'attese
a quest'ora su tutte le ore.
È nato, è nato il Signore!
È nato nel nostro paese.

Risplende d'un astro divino
la notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino,
è nato! Alleluia, alleluia!

"Natale degli spalatori di neve" (di Jacques Prévert)

(Quando cade a Natale)
I nostri camini sono vuoti
le nostre tasche rivoltate
ohè ohè ohè

i nostri camini sono vuoti
le nostre scarpe bucate
ohè ohè ohè

e i nostri figli lividi
sono a pancia vuota
ohè ohè ohè

Eppure è Natale
Natale che bisogna festeggiare
Festeggiamo festeggiamo il Natale
lo si fa ogni anno
Ohè la vita è bella
Ohè felice Natale

Ma ecco la neve che cade
che cade così dall'alto
Si farà certo male
cadendo così dall'alto
ohè ohè èho

Povera neve novella
corriamo corriamo verso quella
corriamo con le nostre pale
corriamo a raccoglierla
perchè questo è il nostro mestiere
ohè ohè ohè

Graziosa neve novella
tu che arrivi dal cielo
dicci dicci o bella
ohè ohè ohè

Quando a Natale
cadranno di lassù
i tacchini di Natale
con i loro piccoli
ohè ohè èho!

Poesie di Natale di Gianni Rodari

"La cometa" (di Gianni Rodari)

Sono la Cometa
di Natale.
Ardo nel firmamento;
illumino i presepi;
riposo sulle punte degli abeti;
prometto pace alla terra
e doni ai bimbi buoni.

Ma voi mi fate certe confusioni!
Perchè, con tutta la vostra scienza,
non avete ancora scoperto
che di bimbi cattivi non ce n'è?

"Un abete speciale" (di Gianni Rodari)

Quest'anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.

Non lo farò in tinello, lo farò nella mente,
con centomila rami,
e un miliardo di lampadine
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.

Un raggio di sole
per passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.

E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro un giorno
all'altro è uguale,
e non è mai festa.

Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche un solo, piccolo,
che piangere non si sente
Natale è tutto sbagliato.

"Ritorna ogni anno" (di Gianni Rodari)

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.

C'è l'orsacchiotto giallo di stoffa,
che ballonzola con aria goffa;
c'è il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e scrolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.

Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d'oggi le bambole han fretta,
vanno in auto o in bicicletta.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.

Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne son contento.

"Il pianeta degli Alberi di Natale" (di Gianni Rodari)

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.

C'è l'orsacchiotto giallo di stoffa,
che ballonzola con aria goffa;
c'è il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e scrolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.

Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d'oggi le bambole han fretta,
vanno in auto o in bicicletta.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.

Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne son contento.

"Il pellerossa nel Presepe" (di Gianni Rodari)

Il pellerossa con le piume in testa
e con l'ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l'asinello, e i magi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro seduto:
torna presto di dove sei venuto.

Ma l'indiano non sente. O fa l'indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua,
ha fatto tanto viaggio,
perchè ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà.

Filastrocche sull'albero di Natale

"L'albero di Natale" (di Nazim Hikmet)

A sud del golfo di Finlandia la notte
vicino al mare brumoso
l'albero di Natale scintilla
tra oscure torri gotiche
corazze di cavalieri teutoni
e ciminiere di fabbriche
l'albero di Natale
l'albero di Natale canta
sulla piazza bianca di neve
canzoni dell'Estonia
lunghissimo scintillante
pagliuzzato d'oro
l'albero di Natale
tu sei nella palla di vetro rosso
i tuoi capelli son paglia gialla le ciglia azzurre
sono io che l'ho appesa
mettendotici dentro
il tuo collo bianco è lungo e rotondo
ti ho messa nella palla di vetro rosso
con i miei dubbi
con le mie ansietà con le mie parole
le mie speranze le mie carezze
a tutti gli alberi di Natale a tutti gli alberi
a tutti i balconi le finestre i chiodi le nostalgie
ho appeso la palla di vetro rosso

Filastrocche di Natale per i più piccini

Filastrocche per i più piccini (di Giuseppe Bordi)

Filastrocca di Natale

faccio un albero speciale

con palline e caramelle

con la polvere di stelle.

Faccio un albero a colori

che rallegri tutti i cuori

e poi scrivo tra i regali

"Siamo tutti quanti uguali".

Filastrocche sulle luci del Natale

Filastrocca di Natale (di Coccole Sonore)

Arriva il Natale, c'è aria di festa,

una canzone mi frulla in testa!

Jingle Bells fa il ritornello,

tutto sembra ancor più bello!

Le luci dell'albero brillano già,

dentro le case e nelle città.

Tanti regali per tutti i bambini,

per quelli buoni e per i birichini!

Dalla cucina un bel profumino,

il fuoco arde dentro il camino.

Scende la neve, è un giorno speciale,

tutti aspettiamo Babbo Natale!

Poesie di Natale brevi

Sul sito di Maestra Mary troviamo tante poesi di Natale per i bambini della scuola dell'infanzia e della primaria. Poesie brevi come questa.

La notte di Natale

La notte di Natale

é festa anche nel bosco

la voglio festeggiare

con quelli che conosco.

Animali ed uccellini

fanno un grande girotondo

per dire pace e gioia

ai bambini di tutto il mondo!

Filastrocche di Natale di Mimmo Mòllica

La filastrocca di Natale della pace

Filastrocca del Natale

filastrocca sempre attuale

di Gesù venuto al mondo

perché sia sempre giocondo.

Il presepe è già adornato,

l'alberello già  addobbato

con le luci colorate

e con le stelle dorate,

le palline son stupende

e la neve fuori scende.

Poi verrà Babbo Natale

con la slitta, meno male,

ma non chieder per la strenna

che il giubbotto sia di renna,

chè le renne e le montagne

son le sue fide compagne.

Cosa porterà ai bambini?

Dolci, giochi e regalini,

perché ciò che i bimbi han chiesto,

lui capisce con un gesto;

ma gli adulti son più lesti,

si comprendon meglio a… cesti.

Io quest'anno per Natale

chiedo un dono originale,

al Bambinello Gesù

chiedo un grosso dono in più:

che la Pace universale

scenda sulla nostra Terra

e cancelli fame e guerra.

Come dono è l'ideale,

a noi tutti Buon Natale.

Mimmo Mòllica ©

Filastrocca del Natale dei bimbi

Sì, per Natale addobberò un abete,

per tutti voi bambini ovunque siete,

per chi dormirà fuori al freddo, al gelo,

senza una casa, dentro un sacco a pelo.

Ci metterò le stelle e le comete,

accese su di voi dovunque siete.

L'albero della pace e della quiete,

dai rami penderan tante monete 

per togliere dal mondo fame e sete,

per tutti i bimbi poveri del mondo

perché il futuro sia per voi fecondo,

e non monete per cuori duri

da sperperare per costruire muri.

Poi per piantarlo chiamerò gli amici

che dell'abete sono le radici.

E non importa se sarà dipinto, se sarà vero, oppure sarà finto,

o se sarà piccino, 

perché spero questo Natale sia un Natale vero,

se c'è la pace pure un fiore sboccia,

nel mare, nel deserto e nella roccia

Mimmo Mòllica ©

La filastrocca dell'albero di Natale

Un bambino la vigilia di Natale

andò nel bosco con un tempo glaciale

a cercar legna da metter nel camino

la notte santa di Gesù Bambino.

Malgrado il freddo il bambino cercava

ceppi di faggio e le ore non contava,

intanto era arrivata già la sera,

faceva buio dal bosco alla brughiera.

Stanco e sfinito, ormai finito il giorno,

non trovò più la strada del ritorno

e vinto da stanchezza, fame e sete

si addormentò ai piedi di un abete.

Faceva freddo e il piccolo tremava

mentre là attorno forte nevicava,

ma l'albero di abete già innevato

accolse quel bambino addormentato.

Chiuse i suoi rami come una capanna,

sembrò davvero l'albero della manna,

lo preservò dal freddo e dalla neve

perché la notte fosse calda e lieve.

Intanto nella notte gli abitanti

del piccolo villaggio, tutti quanti,

s'erano messi subito in cammino,

malgrado il freddo, in cerca del bambino.

Ed al mattino si udì presto la voce

degli abitanti che con passo veloce,

seguendo nella notte le comete,

erano già vicini a quell'abete.

Il bambino, perduta ogni speranza,

sentendo quelle voci in lontananza,

corse esultante incontro ad i suoi amici

e si abbracciarono, si strinsero felici.

Ma rimasero stupiti dal colore

dell'albero di abete che con amore

aveva accolto il piccolo bambino:

sembrò brillante, bello e cristallino,

quell'albero imbiancato, soffice e lieve,

e ricoperto di cristalli di neve.

L'abete dal chiarore illuminato

sembrò come di lucciole adornato,

e gli occhi luccicanti dei bambini

sembrarono dei piccoli lumini.

La bianca neve caduta sulle fronde

scolpì le pigne come palle tonde,

lo scintillio e il magico splendore

sembrarono una festa di colore,

sembrò una dolce aurora boreale

e lo chiamarono «albero di Natale».

Grandi e bambini rimasero incantati

dalla bellezza di quei rami innevati

e in ricordo dell'albero ospitale

in ogni casa nei giorni del Natale

un alberello vollero addobbare,

con candeline da accendere e adornare.

Tante palline poi da colorare,

che come stelle sembrano brillare,

e foglie secche, pigne, funghi e ghiande,

festoni, nastri e piccole ghirlande,

catene natalizie luminose,

ciuffi di luci, lanterne ed altre cose,

per ringraziare nei giorni del Natale

madre natura e «l'albero speciale»,

l'abete generoso decembrino

che quella notte strinse a sé il bambino

sperdutosi nel bosco nella sera,

mentre fuori infuriava la bufera.

Fu meraviglia davanti ai loro occhi,

come trovar nel bosco dei balocchi,

quando tra tanta neve quel mattino

sano e salvo si ritrovò il bambino.

L'abete come un albero augurale

divenne simbolo d'ogni santo Natale,

da allora in ogni casa illuminato

da tutti quanti viene riaddobbàto

per ricordare ai bimbi che miraggio

fu per la gente del piccolo villaggio.

L'albero ringraziò quegli abitanti

scuotendo i rami con gesti festanti,

curvò le fronde pendenti verso il basso

e foglie secche, formando un materasso,

sparse ai suoi piedi, fece anche un cuscino

e disse «buonanotte» a quel bambino.

Di tenere i rami spioventi poi decise:

«Li terrò sempre così, promise».

E ancora adesso sotto le sue fronde

i bimbi li protegge e li nasconde,

come fece la grotta col Bambino,

come l'asino, il bue e l'agnellino.

Così per sempre nel mondo universale

è per noi tutti l'albero di Natale.

Mimmo Mòllica ©

La filastrocca del vecchio che odiava il Natale

Un vecchio banchiere odiava il Natale,

era assai ricco, ma avaro e asociale,

aveva tanti soldi e nonostante,

mai una moneta, neppure a un mendicante.

Sempre in disparte, non amava feste,

le sfuggiva davvero come peste,

festeggiare per lui era amorale,

perfino il giorno del Santo Natale.

«Il Natale è dispendio di denaro»

tanto era tirchio, tanto era avaro,

a casa sua non c'era mai nessuno,

ma questa volta invece c'è qualcuno:

sembra uno Spettro dal buio venuto, 

forse uno Spiritello sconosciuto?!

Quello che accade perciò è una strana cosa,

è una magia, una roba assai curiosa.

È quasi già Natale e all'improvviso

qualcuno è a casa sua senza preavviso.

L'avaro riccone durante la notte di vigilia riceve 3 visite: sono gli Spiriti del Passato, del Presente e del Futuro che gli parlano per farlo riflettere e cambiare vita. Il primo Spirito della notte è quello del Passato:

Proprio quella vigilia di Natale

è lo Spirito del Passato che lo assale,

appare all'improvviso il fantasmino,

come fosse la lampada di Aladino,

gli dice: «Cambia vita o altrimenti

vivrai di delusioni e pentimenti,

sarai solo e soltanto un vecchio avaro,

oppresso dalla sete di denaro».

Gli fa rivivere tutta la sua esistenza,

gli fa fare un esame di coscienza.

Il vecchio avaro rimane ad ascoltare

senza aprir bocca, senza protestare,

la storia della sua squallida vita,

come uno spettatore alla partita.  

Ascolta ogni parola ed è turbato,

rivede infatti tutto il suo passato

e la sua giovinezza. È molto scosso,

ricorda i tempi andati ed è commosso,

quando cantava allegro ad una festa,

senza strani pensieri per la testa.

Ma ecco poi tornare in un momento

ai tempi attuali e al suo comportamento:

non ha rispetto per il suo impiegato,

pensa solo al denaro guadagnato,

è un uomo ricco, tanto ricco ormai,

ma una famiglia non l'ha avuta mai.

Nella sua testa ora è un gran marasma,

per il rimorso manda via il fantasma,

lo scaccia con maniere inferocite,

ma le sorprese non sono finite,

anche se è notte fonda e non si vede,

sentite adesso quello che succede!

Dopo avere scacciato via lo Spirito del Passato, il vecchio avaro pensa di potere trascorrere finalmente una notte tranquilla. Ma non sarà così: lo Spirito del Presente, infatti, poco più tardi, nel cuore della notte lo assale. State a sentire:

Lo Spirito del Presente l'ha svegliato 

dal suo sonno affannoso ed agitato,

gli dice: «Tanta gente, con amore,

si prepara al Natale di buon cuore».

Intanto in casa di amici e parenti

son tutti quanti assieme e son contenti,

è quasi pronto il pranzo di Natale,

c'è pure l'impiegato suo abituale,

col figlio accanto piccolo e malato,

coi nonni e i cuginetti tutti a lato.

L'avaro è turbato e commosso per ciò che lo spirito del Presente gli ha mostrato. Ma non è ancora finita. La notte, infatti, gli riserva un'altra sorpresa: gli appare lo Spirito del Futuro e ciò che accade è da non credere. Ascoltate:

Quindi gli appare lo Spettro del Futuro,

ciò che gli dice adesso è molto duro:

gli parla della morte di un riccone,

tirchio e taccagno con tutte le persone,

nessuno vuole andare al funerale,

non avrà un fiore neanche per Natale.

I servi le sue cose le han vendute

non si sa bene neanche chi le avute.

Nessuno al cimitero va a trovarlo,

nessuno degli amici sta a pensarlo.

L'uomo al pensiero trema e impallidisce,

cosa vuol dir lo Spirito capisce,

si pente della sua vuota esistenza

che non merita alcuna ricompensa.

Ripensa pure al povero bambino,

forse a Natale neanche un regalino,

quel piccolo non è stato curato

e solo perché é  povero e malato,

per mancanza di cure e medicine,

per mancanza di cibo e vitamine.

L'avaro inorridisce a quel pensiero

pensa al bene mai fatto, al cuore altero, 

pensa che sian sbagliate le sue azioni,

che a questo mondo è meglio essere buoni.

Capisce che ha sbagliato e si ravvede,  

che non è niente quello che possiede,

che la ricchezza non è gioia infinita,

ch'è ancora in tempo per cambiare vita.

E proprio nella notte di Natale

qualcosa c'è di strano che lo assale, 

comincia a far regali a tutti quanti,

a bimbi, a conoscenti ed a passanti,

sente nel cuore un bisogno sincero

di sorridere agli altri e al mondo intero,

sente che son passati i tempi bui,

finalmente è Natale anche per lui.

Manda a comprare il più grosso tacchino,

le medicine per quel bel bambino,

quindi si veste a festa e ripulito

indossa finalmente un bel vestito,

esce per strada a salutar la gente,

abbraccia le persone cordialmente.

Va a casa dei parenti con onore

e viene accolto con tanto calore,

sente la sua esistenza rifiorita,

passa il più bel Natale della vita.

Ridendo dalla gioia abbraccia tutti,

sono svaniti là i ricordi brutti,

è proprio la sua vita ritrovata

e scoppia in una splendida risata.

La mattina seguente di buonora

aspetta l'uomo che da lui lavora,

gli dice: «Ascolta quello che ti dico,

da oggi tu sarai per me un amico,

tu non sei più soltanto il mio impiegato,

ma un vecchio amico perso e ritrovato».

Così dicendo il vecchio miliardario

aumenta all'impiegato anche il salario

e da quel giorno con grande meraviglia  

si prende cura della sua famiglia,

il figliolo malato poi accudisce,

ed il ragazzo subito guarisce.

Questo racconto è il «Canto di Natale»,

sempre moderno, sempre molto attuale,

certo è una filastrocca a volte triste,

ma ciò che conta sono le conquiste.

Ogni racconto ha la sua morale,

la vittoria del bene sopra il male,

perché sia sempre una festa speciale,

magica notte, la notte di Natale. 

Mimmo Mòllica ©

La filastrocca di Mafalda e il Natale

Caro Babbo Natale,

son stata tanto brava,

un po' saltuariamente,

non sempre veramente,

insomma raramente,

anzi quasi per niente…

D'accordo, lascia stare…

perciò non mi portare,

non mi portare niente,

lo dico veramente,

quella t-shirt viola

me la compro da sola.

Caro Babbo Natale…

fra i tanti regalini

vorrei molti quattrini,

un conto assai corposo,

diciamo più… adiposo,

magari un bel prosciutto

e un fisico più asciutto.

Stammi bene a sentire,

però non invertire,

come l'anno passato,

ciò che ti ho domandato:

il conto era più asciutto

e il fisico più brutto.

E se invece di chiederti qualcosa,

ti chiedessi di togliermi una cosa:

cioè i chili di troppo?

Che il nero renda snelli,

faccia sembrar più belli

nei giorni delle feste

va tolto dalle teste:

per non sembrar paffuto

soltanto il buio può esserci d'aiuto.

Caro Babbo Natale…

mi sai dire perché

sempre per tanta gente

conta ciò che è più «urgente»

e non ha un solo istante

per ciò che è più «importante»?

Addio all'anno vecchio,

non ci vedremo più

mi mancherai parecchio,

ma porta via i tabù

e buonanotte al secchio.

Portali via pertanto

e senza alcun rimpianto.

Basta parole! Vogliamo i fatti!

Anche quest'anno rompiamo i piatti,

ma dopo non andarteli a riprendere:

"Fermate il mondo, voglio scendere!".

Sarà che in questo mondo di cartone

c'è sempre più gente

e sempre meno persone?!

Sai che possiamo farci?

Se non possiamo amarci

mai gli uni con gli altri,

insomma tra noialtri,

proviamo con certuni

ad amarci gli altri con gli uni.

I miei sogni lo so, sono ribelli,

ma sono quasi sempre molto belli,

con un grosso ed unico difetto:

non voglion stare chiusi nel cassetto.

Caro Babbo Natale…

son state eliminate dalla Terra

le cose ingiuste e brutte della guerra?

Sono finite fame e povertà,

le armi di massa, la radioattività?

Hai detto no, che mai non finiranno…

Allora perché mai cambiare anno?!

Affrettiamoci a cambiarlo questo mondo,

o sarà lui a smetter d'esser tondo.

E quest'anno a Natale facciamoci un favore:

cominciamo a costruirci un bel mondo migliore.

Abbiam fatto domanda tante volte,

le avran bocciate tutte, non sono state accolte?

Oppure gli ingeneri, tecnici e architetti,

o qualche deficiente ha smarrito i progetti?

Mimmo Mòllica ©

La filastrocca del Natale e del lupino

Quando nacque Gesù fu emesso un bando

contro i bambini nati proprio quando

i Magi giunti da Gerusalemme

raggiunsero la grotta di Betlemme.

Saputo del Bambino, un re potente

cominciò ad indagare tra la gente,

temendo fosse in bilico il suo regno

voleva uccidere Gesù con molto sdegno.

E quando si avverò la profezia,

la nascita a Betlemme del Messia,

Erode diede l'ordine ai soldati

di uccidere in Giudea tutti i neonati.

Giuseppe falegname fu avvertito

da un angelo del Dio dell'Infinito,  

disse a Giuseppe: «Scappate via in Egitto,

Erode ha pubblicato già un editto,

restate là finché lo dirò io

e fatta sia la volontà di Dio».

In piena notte Giuseppe e Maria

con il Bambino scapparono via,

innalzarono a Dio la loro lode

perché salvasse il Bimbo da re Erode.

Fugge Maria con San Giuseppe accanto,

il Figlio avvolto dentro un bianco manto,

e nella notte per sentieri foschi

cercano scampo tra foreste e boschi,

mentre i soldati proprio là vicino

son sulle tracce di Gesù Bambino,

a Giuseppe e Maria danno la caccia

per strapparle il Bambino dalle braccia.

Maria nel bosco non trova riparo,

solo cielo scoperto e tempo amaro,

sentendo ogni soldato già vicino

cerca un rifugio per Gesù Bambino.

Fugge Maria e va per la campagna,

l'Angelo benedetto l'accompagna,

corre Maria, il cuore le si schianta,

chiede riparo pure ad ogni pianta,

anche Giuseppe sentendosi perduto

e agli alberi del bosco chiese aiuto.

La prima pianta che vide vicino

fu un fitto cespuglio di lupino:

«Dolce Lupino mio, dolce Lupino

aiutami a nascondere il Bambino!»

Ma il lupino rispose «andate via»,

a san Giuseppe, al Bimbo ed a Maria,

ed agitò più forte le sue fronde,

disse: «Il Bambino qua non si nasconde».

Chiuse i suoi rami stretti e rinserrati

a Giuseppe e Maria stanchi e stremati,

mentre i baccelli scoppiavano ad oltranza

lanciando i loro semi in lontananza,

per attirar lo sguardo dei soldati

che per fortuna erano già passati.

«Per amore di Dio - disse Maria -,

sbatter così le fronde è una follia,

con i giudei armati già alle porte»,

però il Lupino le sbatté più forte.

E dopo il gran rifiuto del Lupino

Maria vide nel bosco un grande Pino,

malgrado la fatica e la distanza

le ritornò nel cuore la speranza.

«O dolce Pino mio, mio dolce Pino

aiutami a nascondere il Bambino!».

Il Pino aprì le fronde sue maestose

e subito il Bambino là nascose,

divenne il bosco quieto e meno scuro

per rendere il rifugio più sicuro.

Il Pino aprì i suoi rami ed a Maria,

disse: «Sei benvenuta, Madre mia,

non ci son più giudei né soldati,

erano prima qua, ma son passati».

A Gesù con Maria diede riparo

e il bosco sembrò farsi meno amaro.

Quando sentì al sicuro il suo Bambino

Maria commossa si rivolse al Pino,

lo ringraziò e lo strinse forte al petto:   

«Pino sarai per sempre benedetto

per avere salvato il mio Bambino

da Erode, re feroce ed assassino».

«Tu che a Gesù Bambino hai aperto il cuore

di incenso santo porterai l'odore,

ma tu Lupino fosti tanto avaro

e il frutto tuo sarà per sempre amaro,

tu col Bambino fosti aspro e crudele

e darai frutti amari più del fiele».

«Tu Pino fosti buono e per compenso

profumerai di resina e d'incenso

ed il profumo degli aghi di pino,

la notte di Natale e del Bambino,

si innalzerà nel vento fino al cielo,

col canto di alleluia e del Vangelo».

Da allora in ogni casa per Natale

c'è sempre un bell'addobbo floreale;

per festeggiar l'arrivo del Bambino

non manca mai una pigna di pino,

per ricordare con la sua fragranza

questa leggenda divenuta usanza,

della fuga in Egitto del Bambino

e dell'amaro frutto del lupino.

Mimmo Mòllica ©

Abbiamo scelto due filastrocche semplici che parlano di Babbo Natale, renne e regali.

Ciò che rende magico il Natale per i più piccini. E allora aspettando che arrivi la slitta di Babbo Natale trainata dalle renne, i bambini potranno imparare queste due filastrocche.

  • I'm a Little Reindeer

I'm a little reindeer,

Ready to fly.

I'll pull Santa's sleigh

Up in the sky.

Christmas is here,

We can't be late.

All the children

Just cannot wait!

  • I Like to See Christmas

I like to see the stockings

I like to see the gifts

I like to see the bells

I like to see the tree

And I like to see Santa

Looking at me!

La prossima filastrocca è la famosa ninna nanna "Brilla Brilla piccola stella" una canzoncina il cui motivetto sarà molto noto ai vostri bambini, quindi potrete impararla in inglese e cantarla anzichè recitarla.

  • Twinkle, twinkle little star

Twinkle, Twinkle, Little Star
Twinkle, twinkle, little star,
How I wonder what you are!
Up above the world so high,
Like a diamond in the sky.
Twinkle, twinkle, little star,
How I wonder what you are!

Revisionato da Francesca Capriati

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