Home Giochi Filastrocche

«Filastrocche plastic free»

di Mimmo Mollica - 12.02.2021 - Scrivici

bimba-con-fiore
Fonte: Shutterstock
Il problema dei rifiuti in mare è molto grave ed è importante sensibilizzare i più piccoli al riguardo. «Filastrocca di un piatto di plastica», «Filastrocca di un bicchiere di plastica» e «Filastrocca dei tre pescatori» fanno parte di «Filastrocche Plastic Free» di Mimmo Mòllica, tre filastrocche per ricordarsi che i "bicchieri di carta" in realtà sono fatti di "plastica".

«Filastrocca di un piatto di plastica», «Filastrocca di un bicchiere di plastica» e «Filastrocca dei tre pescatori» fanno parte di «Filastrocche Plastic Free» di Mimmo Mòllica, tre filastrocche per sviluppare una memoria di "ferro" per ricordarsi che i "bicchieri di carta" in realtà sono fatti di "plastica".

L'autore specifica: «I rifiuti marini costituiscono un grave problema in costante aumento. Se la "plastica" rappresenta una importante risorsa per la società moderna, il suo smaltimento in mare è una autentica iattura. La presenza di rifiuti in plastica è sterminata nell'ambiente marino: più di 11 mila tonnellate l'anno vengono recuperate lungo le coste e sulle spiagge.

Nelle reti a strascico dei pescatori viene trovato di tutto: copertoni di automobile, bottiglie, sacchetti di plastica, tessuti, stoviglie di plastica (piatti, bicchieri, posate, cannucce), tubi, boe, attrezzi da pesca, secchi in plastica e metallo ed altro ancora».

Ascolta il podcast con la filastrocca del piatto di plastica

«Filastrocche plastic free»

Ecco le tre «filastrocche plastic free». 

Di plastica un bicchiere,

fatto apposta per bere,

fu lasciato cascare

sulla riva del mare.

Si riempì quel bicchiere

d'acqua, come un paniere,

e non sapendo nuotare

cominciò ad affondare.

Continuando a calare

nel profondo del mare,

si posò sul fondale,

tra una bolgia infernale

di migliaia di bicchieri,

tra rifiuti e batteri,

gomme d'auto e altri oggetti.

Tra bottiglie e sacchetti,

borse in plastica e reti,

batterie con magneti,

piatti e tante forchette,

ruote di biciclette,

spazzatura e conchiglie, 

tappi, cicche e stoviglie,

bastoncini da orecchie, 

ceste e taniche vecchie,

mozziconi e assorbenti,

tanti e tanti frammenti.

Però i pesci non posson sapere

che da quando c'è il mondo un bicchiere

è costruito soltanto per bere, 

mentre loro non sapendo che fare

han pensato: «Saran da mangiare!».

Ed i pesci, piuttosto affamati,

mangian piatti e bicchieri già usati,

i cetacei assai più voraci

di mangiarne di più son capaci.

Se mettiamo su di una bilancia

tutto ciò che ci sta nella pancia

di uno squalo o una bianca balena,

di sacchetti di plastica piena,

scopriremo che son tanti chili:

sono gesti davvero incivili.

E così la balena morì,

la testuggine molto soffrì,

e alla fine perdette la vita,

per la plastica da lei ingerita.

Perciò abbiamo compreso che «mare»

rima con «non bisogna buttare»,

spazzatura «non farne affondare»

ed ai pesci «non farne mangiare».

Cosicché per difendere il mare

combattiamo chi vuole «inquinare»,

sconfiggiamo così il «malaffare»

se il bel mare vogliamo «salvare». 

«Filastrocca di un piatto di plastica»

Di plastica un piatto

fu colto sul fatto,

sulla sabbia adagiato,

da quattro gendarmi

che l'hanno arrestato.

 

Per tale misfatto,

commesso dal piatto

venne scomodato

perfino lo Stato.

 

Ma prima che in cella

venisse portato

il piatto parlò:

«Io non sono stato».

 

Il giudice allora,

piuttosto adirato,

con tono furente

gli chiese: «Chi è stato?». 

 

E il piatto, spaurito,

con tono pacato,

«Signore, rispose:

là m'hanno lasciato».

 

«Ma chi ti ha lasciato?

Su, dimmi chi è stato?».

«Degli uomini in gita,

hanno riso e mangiato

e quando è finita

là m'hanno lasciato.

Sulla sabbia pulita,

della spiaggia, buttato,

finita la gita,

siccome ero usato,

come foglia appassita

m'hanno là abbandonato».

 

E così il magistrato

ordinò a quei gendarmi

che il piatto accusato

fosse lì rilasciato,

con verbale redatto:

«Non ha commesso il fatto».

 

«Ho capito davvero

che sei stato sincero,

e perciò mi dispiace

se chi è stato capace

di gettarti già usato,

non verrà denunciato».

 

«Chi ti ha messo da parte

sa che un'opera d'arte

anziché da un abuso

nasce invece dal riuso?

Se ricicli anche un piatto

ci puoi fare un bel gatto,

disegnato a pennello,

con colori acquerello»...

 

«Ci puoi fare un uccello,

un cestino, un cappello,

un pupazzo a colori,

un bel mazzo di fiori,

un castello incantato,

con un piatto gettato».

 

Di plastica un piatto

ai rifiuti sottratto

e poi messo da parte

può esser opera d'arte.

 

Nelle reti di tre pescatori,

che del mare son lavoratori,

non ci sono più acciughe e sardine,

ma bottiglie, bicchieri e lattine.

Ci son scarti di vetro e tessuti,

alluminio, metallo e rifiuti,

e pensare che il fondo del mare

fu creato per poterci pescare.

Dove un tempo c'eran seppie ed orate,

c'è ora plastica a tonnellate;

oggi c'è spazzatura marina,

ieri l'acqua cristallina.

Nelle reti hanno trovato

tonnellate di ferro incastrato,

macroplastiche, oggetti flottanti,

microplastiche molto abbondanti,

particelle piccole e strane

tra coralli, sogliole e tane.

I pescatori che per destino

son difensori del mondo marino,

ora pescano i tanti rifiuti

che nel mare son caduti.

È la plastica ad avere il primato

delle cose che abbiamo gettato

e che finiscono nelle reti,

incuranti dei divieti.

Non va meglio sulle spiagge

dove spesso orde selvagge

di bagnanti ed incivili

compion gesti da porcili,

e non mancan le famiglie

che abbandonano bottiglie:

così vengon rinvenuti

chili e chili di rifiuti.

Tocca adesso ai pescatori

diventare pulitori,

catturando con le reti

tutto il frutto dei divieti:

l'immondizia dei villani,

pure dei rifiuti urbani,

dalla plastica ai metalli,

ferro, carta e anche cristalli,

dai rifiuti quotidiani,

alle sedie ed ai divani.

È l'inciviltà di alcuni,

con dei gesti inopportuni,

che trasforma il nostro mare

in ambiente da salvare,

in discarica abusiva,

dove gente assai cattiva

sporca, inquina e fa di tutto

perché il mare sia distrutto.

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli