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La «Filastrocca dei Draghi»

di Sara Sirtori - 30.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La «Filastrocca dei Draghi» di Mimmo Mòllica è dedicata a Gianni Rodari nel centesimo anniversario dalla nascita. Lo scrittore era di Omegna, sul lago d'Orta, che a settembre diventa "il lago dei draghi". Bambini, adulti e animatori in barca vanno a caccia di draghi animatronici, nascosti fra le rive, tra i cespugli e le vecchie case. Qua incontrare un drago non è per niente difficile. Anzi…

Omegna, la capitale mondiale dei draghi

Omegna, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è la città di nascita di Gianni Rodari, il più grande autore di letteratura per l'infanzia. Nel mese di settembre Omegna diventa la capitale mondiale dei draghi, con dragoni semoventi, alberi parlanti, mostriciattoli vari e scenografie sul tema. Scenario principale della 'capitale dei draghi' è il lago d'Orta, come racconta Gianni Rodari, del quale ricorre quest'anno il centesimo anniversario dalla nascita.

A bordo di imbarcazioni i bambini, accompagnati da adulti ed animatori, perlustrano le rive del Lago d'Orta per dare la caccia ad autentici draghi animatronici, lungo il Torrente Nigoglia, uno dei pochi corsi d'acqua al mondo che scorre "al contrario", da Sud a Nord.

L'Accademia di Dragologia propone animazioni sul tema dei draghi: scivolo gigante del drago e alberi parlanti, con racconti di Gianni Rodari. E ancora, ci sono il Parco della Fantasia "Gianni Rodari" per scoprire i segreti dei draghi e il 'Dragon Adventure Training', scuola di avventura, per sperimentare percorsi sospesi, arrampicata e orienteering.

I draghi, del resto, spaventano solo chi non li conosce.

«Filastrocca dei Draghi»

Cosa mai sono i draghi,

son creature dei maghi,

sono mostri volanti

con gli occhioni rotanti?

Hanno code appuntite e infocate,

son creature gradite alle fate?

Son serpenti con teste argentate

come Arpìe, quasi sempre affamate

e grandi fauci spalancate?

Sono esseri arcani, son creature un po' strane,

leggendarie chimere con le teste di cane,

sputafuoco dei mari, figli delle tempeste

con il corpo di squame e leone a tre teste.

Come il mostro Chimera,

che non si sa chi era,

con quel corpo di capra e la coda di drago,

abitante nel fondo di un lago;

zampe d'aquila e bocche d'uccello,

gatto, lupo, ali di pipistrello,

con tre lingue che emettono fuoco,

da sconfiggere in un videogioco.

Sono forza del male impazzita,

son serpenti con testa appuntita,

dorso a squame e una lunga criniera

e il ruggito da pantera nera.

Incontrare un dragone però sia ben chiaro

non è complicato, non è affatto raro,

perché streghe e dragoni dalla testa orrenda

sono nei videogiochi, sono nella leggenda.

E' per questo che i draghi non sono finiti,

fanno parte dei sogni, fanno parte dei miti,

delle favole antiche e di molti racconti,

come certi animali bifronti,

frutto solo di mitologia,

invenzioni della fantasia.

I bambini, si sa, vanno in cerca di svaghi

vanno a caccia di fate, però pure di draghi,

mentre spesso gli adulti per poter riposare

vanno a caccia di topi, di mosche e zanzare.

Solamente i bambini, che conoscono i maghi,

con la loro inventiva vanno a caccia di draghi.

E i bambini si sa, hanno gran fantasia

sanno sempre inventare qualche diavoleria,

con l'immaginazione san scoprire un tesoro,

perché la fantasia vale assai più dell'oro.

Mimmo Mòllica ©

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