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La «Filastrocca della siccità» di Mimmo Mòllica

di Mimmo Mollica - 05.07.2022 - Scrivici

siccita
Fonte: shutterstock
La «Filastrocca della siccità» di Mimmo Mòllica tratta il tema della siccità in Italia, dell'estate sempre più calda e del cambiamento climatico

La «Filastrocca della siccità» di Mimmo Mòllica

La «Filastrocca della siccità» di Mimmo Mòllica affronta i temi attualissimi dell'emergenza siccità in Italia, dell'estate che si fa sempre più calda e del cambiamento climatico. L'allarme è suonato da tempo. E la «nuvoletta della pioggia» è triste per certi comportamenti umani dissennati, al punto da pensare che anziché piovere sul prato e sull'asfalto, quasi quasi sarebbe meglio piovere verso l'alto.

«Filastrocca della siccità»

Nuvoletta piccina piccina

sei distante, poi vieni vicina,

cambi forma come per magia,

ai bambini tu infondi allegria.

Nuvoletta però sul tuo viso

stamattina non c'è più il sorriso,

se ti osservo qualcosa mi dice

che sei triste, che non sei felice.

E così ora ti sei fatta pianto,

le tue lacrime piovono tanto

da riempire il naviglio e la roggia,

nuvoletta ti sei fatta pioggia.

- Sì, ora piango di gran dispiacere

nel capire, nel tanto vedere

come l'uomo la invoca ed impreca

però dopo tanta acqua la spreca.

La contamina e poi la disperde,

la campagna non è più verde

e così sempre peggio sarà,

tempo triste di gran siccità.

Perciò più che sul prato e l'asfalto

quasi quasi pioverei verso l'alto.

Mimmo Mòllica

L'emergenza siccità

Siccità, lo Stato italiano dà il via libera allo stato emergenza. L'assenza di pioggia sta causando ingenti danni all'agricoltura e perfino alla fornitura dell'acqua potabile nelle case, specie in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto. Ora si pensa alla pulizia degli invasi di montagna, alla creazione di nuovi invasi e a forme di irrigazione non colabrodo, dato che attualmente la canalizzazione a «cielo aperto» ha una dispersione dell'acqua paurosa. Si pensa di puntare sull'arido-coltura, come in Israele, dove l'irrigazione a goccia ha preso il posto della canalizzazione.

Bisogna pensare al futuro. Ai cittadini si chiede buon senso affinché l'acqua non vada sprecata.

Quasi quasi non faccio lo shampoo

 Piove poco e l'estate si fa sempre più calda. Il cambiamento climatico ci presenta il conto. L'allarme è ormai suonato da tempo, ma adesso l'emergenza siccità sembra farsi più grave e il mese di luglio sembra essere la data di scadenza. Che l'acqua vada usata con giudizio ed etica si è sempre saputo, eppure perdite d'acqua nelle condotte e sprechi sono un'abitudine durissima da contrastare, al punto che un sindaco del bolognese ha emesso un'ordinanza che vieta a barbieri e parrucchieri di fare più di un (solo) shampoo per ciascun cliente. Insomma, di abolire la seconda passata!

Meglio piovere verso l'alto?

Ma come stanno veramente le cose? È l'Istat a fare i conti: ci sono città capoluogo in cui le perdite totali di acqua nelle condutture superano il 45%, con picchi che vanno oltre il 65%: Siracusa (67,6%), Belluno (68,1%), Latina (70,1%) e Chieti (71,7%). Lo sperpero dell'acqua e il cambiamento climatico costituiscono un reale triste connubio: estati più calde e piogge sempre più rare si affiancano all'aumento delle temperature.

È possibile allora che perfino una «nuvoletta» sia triste per questi comportamenti umani dissennati, che sovrastano la natura e la oltraggiano.

La siccità causa l'inaridimento dei pozzi e dei bacini idrici di raccolta, impedendo ai terreni e alle colture di ricevere l'acqua necessaria per sopravvivere e garantire il raccolto.

E la «nuvoletta della pioggia» è triste, al punto da pensare che anziché piovere sul prato e sull'asfalto, quasi quasi  sarebbe meglio piovere verso l'alto.

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