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La «Filastrocca delle mani»

di Sara Sirtori - 15.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La «Filastrocca delle mani» di Mimmo Mòllica è un'ode alle nostre mani, ma ricorda pure l'importanza di lavarsi le mani, impedendo così la trasmissione di microrganismi responsabili di varie malattie infettive tra cui l'influenza, il raffreddore e il coronavirus SARS-Cov-2. Ma non solo.

L'importanza di lavarsi bene le mani

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l'ha chiamata «Save Lives: clean your hands» (Salva delle vite: lavati le mani) l'importanza di lavarsi le mani, impedendo così la trasmissione di microrganismi responsabili di parecchie malattie infettive, tra cui l'influenza e il raffreddore. Ma è durante l'emergenza pandemica da SARS-Cov-2 che l'importanza di lavarsi correttamente le mani diventa fondamentale: a casa, in ufficio, a scuola, in palestra e nei luoghi di cura contribuisce non poco ad evitare un possibile contagio da coronavirus SARS-Cov-2, ma non solo.
Una corretta igiene delle mani richiede, oltre all'acqua e al comune sapone, quell'azione meccanica che consiste nello strofinare ripetutamente le mani per non meno di 40-60 secondi. In mancanza di sapone può essere utile una soluzione idroalcolica, da frizionare per almeno 20-30 secondi. In assenza di acqua e sapone si può ricorrere ai cosiddetti igienizzanti (hand sanitizers) a base alcolica, tenendo presente che abusarne può favorire lo sviluppo di resistenze da parte dei batteri.

«Filastrocca delle mani»

La mano, la mano,

che organo strano,

è capace del gesto più arguto

o di un semplice saluto.

Puoi dire ciao con la mano,

mandare un saluto lontano

con un piccolo gesto o una Bic,

col computer o un semplice clic.

Potrai sempre abbracciare,

potrai scrivere oppure remare.

Con le mani puoi comunicare,

indicare, applaudire e parlare

pure tutte le lingue straniere:

un «okay» non conosce barriere.

Potrai dire chi ha vinto o chi ha perso

con un semplice pollice verso,

afferrare o mollare la presa,

«dare il cinque» ch'è un gesto di intesa;

schioccare le dita per farti notare

o usarle anche tu per contare,

per dire silenzio o in segno di gloria:

due dita a «V» voglion dire vittoria.

Incrociare le dita per scaramanzia

far baciamano per galanteria,

le mani giunte per stare in preghiera,

per lavarsi il viso mattina e sera,

quanto più spesso lavarsi le mani

per stare bene e vivere sani.

Portar la vita in palmo di mano,

amarla forte e guardare lontano.

Mimmo Mòllica  ©

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