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La «Filastrocca Mafalda e il Natale»

di Sara Sirtori - 18.12.2020 - Scrivici

mafalda
Fonte: Shutterstock
Nella «Filastrocca Mafalda e il Natale» Mimmo Mòllica mette in rima alcuni pensieri 'natalizi' di Mafalda, la bambina ribelle dei fumetti che pone a Babbo Natale domande disarmanti, vive i suoi sogni di bambina e manifesta con molta ironia le sue emozioni. Mafalda mette in discussione la pace e il mondo degli adulti, dicendo ciò che pensa, per non avere rimpianti nella vita e dovere un giorno dire: «Avrei potuto mangiarla quella fetta di torta!».

Mafalda, una pacifista in guerra per la pace

Mimmo Mòllica mette qua in filastrocca alcuni pensieri 'natalizi' di Mafalda, spirito libero e bambina ribelle dei fumetti con un 'papà' argentino: il disegnatore Quino. Nata per mettere in cantiere una società nuova, sempre meno incline all'ipocrisia, Mafalda desidera vivere i sogni di una bambina di 6 anni. Ama dire con molta ironia ciò che pensa, manifestare le proprie emozioni, è sognatrice, concreta e mai egoista. Mafalda mette in discussione il bene e il male, la pace e il mondo degli agli adulti, che trova troppo… adulto.

Il personaggio di Mafalda ha estimatori in tutto il mondo e non solo tra i più giovani (sono stati suoi fans John Lennon e Gabriel García Márquez) per quella sua ribelle saggezza con cui riflette sul futuro dell'umanità e se ne preoccupa, operando per la pace nel mondo. Mafalda non ama ' i soprusi' e i suoi sogni ribelli, "non ci vogliono stare nel cassetto". E i verbi… "Signora maestra, il passato lo hanno riscritto, il presente è una lotteria e il futuro ce l'hanno fregato". Mafalda è una pacifista in guerra "contro chi non vuole la pace".

Mafalda crede nell'ironia, nell'umanità e nella pace.

Ascolta il podcast con la filastrocca

La «Filastrocca Mafalda e il Natale»

Caro Babbo Natale,

son stata tanto brava,

un po' saltuariamente,

non sempre veramente,

insomma raramente,

anzi quasi per niente…

D'accordo, lascia stare…

perciò non mi portare,

non mi portare niente,

lo dico veramente,

quella t-shirt viola

me la compro da sola.

Caro Babbo Natale…

fra i tanti regalini

vorrei molti quattrini,

un conto assai corposo,

diciamo più… adiposo,

magari un bel prosciutto

e un fisico più asciutto.

Stammi bene a sentire,

però non invertire,

come l'anno passato,

ciò che ti ho domandato:

il conto era più asciutto

e il fisico più brutto.

E se invece di chiederti qualcosa,

ti chiedessi di togliermi una cosa:

cioè i chili di troppo?

Che il nero renda snelli,

faccia sembrar più belli

nei giorni delle feste

va tolto dalle teste:

per non sembrar paffuto

soltanto il buio può esserci d'aiuto.

Caro Babbo Natale…

mi sai dire perché

sempre per tanta gente

conta ciò che è più «urgente»

e non ha un solo istante

per ciò che è più «importante»?

Addio all'anno vecchio,

non ci vedremo più

mi mancherai parecchio,

ma porta via i tabù

e buonanotte al secchio.

Portali via pertanto

e senza alcun rimpianto.

Basta parole! Vogliamo i fatti!

Anche quest'anno rompiamo i piatti,

ma dopo non andarteli a riprendere:

"Fermate il mondo, voglio scendere!".

Sarà che in questo mondo di cartone

c'è sempre più gente

e sempre meno persone?!

Sai che possiamo farci?

Se non possiamo amarci

mai gli uni con gli altri,

insomma tra noialtri,

proviamo con certuni

ad amarci gli altri con gli uni.

I miei sogni lo so, sono ribelli,

ma sono quasi sempre molto belli,

con un grosso ed unico difetto:

non voglion stare chiusi nel cassetto.

Caro Babbo Natale…

son state eliminate dalla Terra

le cose ingiuste e brutte della guerra?

Sono finite fame e povertà,

le armi di massa, la radioattività?

Hai detto no, che mai non finiranno…

Allora perché mai cambiare anno?!

Affrettiamoci a cambiarlo questo mondo,

o sarà lui a smetter d'esser tondo.

E quest'anno a Natale facciamoci un favore:

cominciamo a costruirci un bel mondo migliore.

Abbiam fatto domanda tante volte,

le avran bocciate tutte, non sono state accolte?

Oppure gli ingeneri, tecnici e architetti,

o qualche deficiente ha smarrito i progetti?

Mimmo Mòllica ©

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