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«Quanno nascette Ninno» un canto di rinascita

di Sara Sirtori - 25.12.2020 - Scrivici

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«Quanno nascette Ninno», tradotto in italiano per noi da Mimmo Mòllica, è il canto di Natale scritto in lingua napoletana da sant'Alfonso Maria de' Liguori, dal quale deriva il più 'universale' «Tu scendi dalle stelle». Scritto nel 1754, è stato interpretato da cantanti italiani e cori tra cui Mina, Edoardo Bennato e il Piccolo Coro dell'Antoniano. "Senza Tu scendi dalle stelle non è Natale", diceva il grande compositore Giuseppe Verdi.

Da «Quanno nascette Ninno» a «Tu scendi dalle stelle»

«Quanno nascette Ninno» è il canto di Natale scritto in lingua napoletana da sant'Alfonso Maria de' Liguori, dal quale deriva il più 'universale' «Tu scendi dalle stelle». Scritto nel dicembre 1754 per la nascita di Gesù, negli anni ha subito parecchie modifiche e traduzioni ed è stato interpretato da molti cantanti di musica leggera e cori, tra cui Mina, Edoardo Bennato, il Piccolo Coro dell'Antoniano e molti altri. Noi vi proponiamo la versione letteraria (e non letterale) di Mimmo Mòllica, in rima.

«Ninno» in lingua partenopea significata «bambino», forse dal greco "neanías" o più probabilmente dallo spagnolo "niño". Come già detto, da questo canto deriva «Tu scendi dalle stelle» e "senza Tu scendi dalle stelle non è Natale", diceva il grande compositore Giuseppe Verdi.

"Quanno nascette Ninno" ci ricorda la nascita di Gesù e il Natale semplice, la fragilità e la forza della natura, giacché nella povertà rifioriscono il fieno e il biancospino, le stelle si accendono di una luce mai vista prima, gli uccelli cinguettano in un modo tutto nuovo e malgrado sia inverno sbocciano rose e fiori: poesia della natura e della… Natività.

Ma la strofa che 'dice tutto' sul Natale fa riferimento al mondo animale: "Non v'erano nemici sulla terra, la pecora pasceva col leone, il leopardo se ne stette a giocare con le caprette, con l'orso e il vitello, e con il lupo in pace pure l'agnello". Non si potevano trovare parole più poetiche ed efficaci per descrivere l'essenza vera del Natale: la pace!

Ascolta il podcast con la filastrocca

«Quanno nascette Ninno»

Quando nacque il Bambino a Betlemme

era notte e pareva mezzogiorno,

mai le stelle lustre e belle,

si vedettero così,

la più lucente

andò a chiamare i Magi ad Oriente.

Subito si svegliarono gli uccelli

cinguettando in un modo tutto nuovo,

pure i grilli coi loro crì-crì,

saltellavano di qui e di lì:

«È nato, è nato

- dicevano - Colui che ci ha creato».

Malgrado fosse inverno, tra colori

sbocciarono migliaia di rose e fiori,

persino il fieno ispido, ahimè,

che fu posto sotto a te

e il biancospino,

di foglie e fiori fecero un cuscino.

Non v'erano nemici sulla terra,

la pecora pasceva col leone,

il leopardo se ne stette

a giocare con le caprette,  

con l'orso e il vitello,

e con il lupo in pace pure l'agnello.

Si rivoltò la Terra in un frangente,  

il cielo, il sole, il mare, tutta la gente,

chi dormiva si sentiva

dentro il cuore sussultar

per la gaiezza,

sognando solo pace e contentezza.

Per voi è Natale, è festa dell'amore,

è nato il tanto atteso Salvatore,

là nella grotta, non puoi sbagliare

sopra la culla lo puoi trovare

addormentato,

con l'asinello e con il bue a lato.

Accorsero i pastori alla capanna

sentendo una soave ninna nanna,

c'era Maria col capo chino,

con Giuseppe e con il Bambino,

e nel suo viso

si rispecchiava Dio del Paradiso.

 

Insieme cominciarono a suonare

ed a cantar con l'Angelo e Maria,

con soave e dolce voce,

e cantando sottovoce,

Gesù sospirò

poi chiuse gli occhi amati e s'addormentò.

[Sant'Alfonso Maria de' Liguori

versione in italiano di Mimmo Mòllica]

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