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Giochi e attività per superare la paura di non farcela

di Stefano Padoan - 17.08.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
È possibile accrescere l’autostima dei nostri figli tra i 6 e i 10 anni con attività che sviluppino sicurezza in se stessi e superino il timore di sbagliare: ecco qualche suggerimento pratico

Giochi e attività per superare la paura di non farcela

I bambini imparano e costruiscono la propria autostima giorno per giorno in famiglia, a scuola e nella vita sociale. È possibile dunque proporre ai nostri figli delle attività che sviluppino la loro sicurezza e la capacità di affrontare la paura di fallire. Ecco alcuni giochi e attività proposte dal libro "L'autostima del mio bambino" di Caroline Jambon (ed. Red, 2020) per i bambini dai 6 ai 10 anni.

In questo articolo

5 attività per superare la paura di fallire

Le persone sicure di sé non sono quelle che hanno in generale meno timori, ma quelle che di fronte alla paura della novità e dell'insuccesso sanno trovare soluzioni e imparare eventualmente dai propri errori. Questi giochi e attività hanno l'obiettivo di far sentire i bambini in grado di sopravvivere ai propri fallimenti, di trasformarli in opportunità per migliorarsi e di fare dei piani. L'intelligenza e le capacità crescono esercitandosi: di fronte a una cosa difficile, che sembra far perdere loro fiducia in se stessi, possono scoprire di saper ragionare per trovare le soluzioni possibili e formulare strategie nuove e migliori. E arrivare più preparati alla prossima sfida che li attende li farà sentire sempre più sicuri.

I miei pensieri positivi

Il modo in cui valutiamo ciò che ci succede influenza la nostra autostima. A volte però si insinua in noi una vocina negativa e pessimista… Come fare a tenerla lontana o a trasformarla in pensieri positivi, che aumentano le nostre possibilità di successo?

TEMPO: 15 minuti.

MATERIALE: una tavola dei pensieri.

PARTECIPANTI: da solo o con un adulto.

PROCEDIMENTO

  1. Create una tavola dei pensieri in due colonne: da una parte i pensieri negativi e, dall'altra, un pensiero positivo corrispondente. A sinistra i pensieri "problema/limite", a destra i pensieri "soluzione/apprendimento".
  2. Riempite le prime righe della tabella con un po' di esempi su come trasformare un brutto pensiero in uno pieno di fiducia. Ad esempio "Non ho tempo" può diventare una domanda "Come faccio a trovare del tempo per questa cosa?"; "Rinuncio" può diventare "Utilizzerò tutte le mie capacità per avanzare un passo per volta"; "Non ci riuscirò mai" diventa "Per ora non ci riesco"; "Da sono non ci riesco" diventa "Chi mi potrebbe aiutare?"; "Non sono bravo a..." diventa "Posso sempre imparare: partiamo dalle basi per poi migliorare".
  3. Fate completare al bambino la tabella con i propri pensieri negativi e spronatelo a trovare uno stratagemma per trasformarli in positivi.

CONSIGLIO. Lo scienziato Albert Jacquard sconsiglia ai genitori di dire a un bambino "Non sei portato per…"; "Non ci riuscirai mai": non è insegnare loro consapevolezza, ma portarli verso il fallimento. Invece un atteggiamento incoraggiante è vincente perché i bambini costruiscono la loro autostima sulla fiducia che noi riponiamo in loro.

Il gioco degli errori

Tutti possiamo sbagliare, ma la cosa importante di fronte a un errore è parlarne e rielaborarlo per scoprire cosa se ne può imparare. La gravità degli errori non ha importanza e possono riguardare la casa, la scuola, lo sport, gli amici: un brutto voto, una sconfitta, un litigio, un vaso rotto in casa. Questo gioco permette di non avere paura degli errori commessi e che si commetteranno, capendo che c'è sempre la possibilità di superarli. A nessuno piace sbagliare… ma alla fine gli errori sono solo esperienze.

TEMPO: 15 minuti.

MATERIALE: nessuno.

PARTECIPANTI: in gruppo, con familiari o amici.

PROCEDIMENTO

  1. Sedetevi in cerchio e, a turno, iniziate a raccontare il vostro peggior errore della settimana, descrivendo anche come vi siete sentiti.
  2. Alla fine del giro si vota per eleggere l'errore più grande di tutti.
  3. Riflettete poi a turno ognuno su queste domande:
  • Che cosa non ha funzionato?
  • Perché non ha funzionato?
  • Che cosa avresti potuto fare di diverso in quella situazione?
  • Che cosa farai la prossima volta che ti troverai nella stessa situazione?

CONSIGLIO. Sbagliare non è assolutamente vietato! Il modo migliore che gli adulti hanno per trasmettere questa regola è di utilizzare umorismo e autoironia: ridete insieme ai bambini sugli errori propri (addirittura compiuti da un adulto!) e altrui e così sdrammatizzare il tema del fallimento.

Le difficoltà del passato

Tendiamo a minimizzare le nostre capacità e a enfatizzare ciò che non sappiamo fare… Però ciò che sappiamo fare oggi, un tempo è stata una cosa per noi nuova e difficile. L'abbiamo imparata con tempo ed esercizio: dobbiamo ricordarcene quando saremo di fronte alla prossima sfida.

TEMPO: 15 minuti.

MATERIALE: nessuno.

PARTECIPANTI: in gruppo insieme agli adulti.

PROCEDIMENTO

  1. Ripensate al modo in cui avete imparato a camminare, magari anche con l'aiuto dei racconti dei genitori:
  • Quanto ci avete messo?
  • Quando siete caduti vi siete arresi?
  • Avreste imparato se aveste lasciato perdere?
  1. Elencate tre traguardi che avete raggiunto da quando siete piccoli (es: leggere, andare in bicicletta) e ripensate a come avete imparato:
  • Quanto ci avete messo a diventare bravi?
  • All'inizio vi sembrava difficile? Che cosa?
  • Ora vi sembra facile?
  • Quanti ostacoli avete superato?
  • Come avete fatto a superarli? Avete anche chiesto aiuto a qualcuno?

CONSIGLIO. Insistete sul processo e non sul risultato, soprattutto quando vostro figlio si trova "a metà del guado" nell'imparare di qualcosa di nuovo. Così gli dimostrerete che prove ed errori fanno parte di ogni apprendimento e lo farete concentrare sugli avanzamenti parziali che sta compiendo.

I tre disegni

La scarsa autostima si tramuta in paura di provare, paura di sbagliare, paura del giudizio degli altri. La creatività aiuta a dare una forma a queste paure in un momento di tranquillità, per rielaborarle e dimostrare al proprio cervello di saperle riconoscere e trovare soluzioni per sconfiggerle!

TEMPO: 15 minuti.

MATERIALE: matite colorate o pennarelli, 3 fogli di carta numerati da 1 a 3.

PARTECIPANTI: da solo.

PROCEDIMENTO

  1. Sul primo foglio, fate disegnare a vostro figlio un problema che lo assilla e fategli aggiungere più dettagli possibile: cosa ti provoca dentro? Che effetto fa? Cosa pensa la tua testa? Che faccia fai? Chi c'è con te? Che forme e colori ha questo problema?
  2. Sul terzo foglio fategli invece disegnare come vorrebbe che andasse quella situazione: cosa accadrà quando il problema sarà risolto? Come ti sentirai? Che emozioni proverai?
  3. Prendete il secondo foglio e mettetelo tra il primo e il terzo: è lo spazio per immaginarsi la soluzione che farà passare vostro figlio dal problema alla soluzione. Se vedete vostro figlio in difficoltà, suggerite delle cose anche immaginarie: "Arriva un missile sul problema?"; "Chiami qualcuno ad aiutarti?"; "Cosa dovrebbe fare qualcuno per aiutarti?": Lasciate però che l'idea finale sia sua.
  4. Quando i tre disegni sono fatti, divertitevi ad accartocciare o tagliuzzare il problema che adesso non c'è più.
  • Quanto ci avete messo a diventare bravi?
  • All'inizio vi sembrava difficile? Che cosa?
  • Ora vi sembra facile?
  • Quanti ostacoli avete superato?
  • Come avete fatto a superarli? Avete anche chiesto aiuto a qualcuno?

CONSIGLIO. Per far comprendere meglio il cambiamento positivo, potreste suggerire a vostro figlio di impostare il primo e il terzo disegno in maniera identica, però in chiave positiva: ad esempio una smorfia di paura diventa un sorriso.

Mi do degli obiettivi

Se di fronte a una cosa difficile stiamo perdendo fiducia, fare un piano d'azione ci può aiutare a ritrovare serenità: Scomporre un'attività complessa in tanti piccoli passaggi "abbordabili" rende quell'obiettivo più a portata di mano e realizzabile, realistico. Più uno si sente pronto, meno ha paura di ciò che lo attende!

TEMPO: 20 minuti.

MATERIALE: matite e scheda degli obiettivi.

PARTECIPANTI: da solo.

PROCEDIMENTO

  1. Create una scheda degli obiettivi:
  • Scrivete il vostro obiettivo: un bel voto in una verifica, farsi dei nuovi amici, vincere una gara.
  • Scrivete cosa vi fa paura e quali sono gli ostacoli che vi possono impedire di raggiungere lo scopo (per esempio, la paura di essere preso in giro).
  • Elencate tutte le idee per superare questi ostacoli.
  • Valutate i pro e i contro di tutte le idee precedenti: sono realistiche e facili da attuare?
  • Sotto, scrivete la prima soluzione che avete scelto da mettere in pratica.
  1. Applicate questa soluzione!

Il libro

I giochi e le attività proposti sono tratte dal libro "L'autostima del mio bambino" di Caroline Jambon (ed. Red, 2020) per aiutare i bambini dai 6 ai 10 anni a scoprire e mettere a frutto tutte le loro potenzialità.

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