Home Giochi

Gioco dal passato per bambini: il "ciclotappo"

di Sara De Giorgi - 20.07.2020 - Scrivici

bambini-giocano
Fonte: Shutterstock
Vi piacerebbe che i vostri figli scoprissero alcuni tra i giochi più divertenti di una volta? Abbiamo chiesto ad Andrea Angiolino, giornalista e inventore di giochi, di suggerirci un originale gioco del passato per i più piccoli.

Un tempo non esistevano né dispositivi tecnologici come smartphone e tablet né videogame. I bambini sostavano all'aperto, in cortili o parchi, o nelle case, per molto tempo e facevano giochi semplici e divertenti. Chi non ha mai sentito parlare nonni o zii dei giochi antichi?

In questa estate così particolare, caratterizzata dalla cosiddetta "Fase 3", i bambini di oggi possono sperimentare e fare rivivere alcuni giochi del passato.

Abbiamo chiesto ad Andrea Angiolino, giornalista e celebre inventore di giochi, che ha pubblicato il libro Giochiamo insieme con carta e matita (Sonda Edizioni), di suggerirci un "gioco di una volta" per i più piccoli.

L'attività presentata fa parte del SUMMER CAMP online di nostrofiglio.it del lunedì. 

Gioco di una volta per bambino: il “ciclotappo"

«Il ciclotappo è uno dei giochi più divertenti da fare all'aperto, in due o più», spiega Andrea Angiolino.
 

In quanti si gioca

«Si gioca in due o più, anche in tanti».
 

Come si gioca

«Su uno spiazzo d'asfalto, disegnate con i gessetti una pista larga un palmo e chiusa ad anello. Procuratevi un tappo a corona per ciascuno, dentro cui incollerete la foto di un ciclista (o di un animale, o del vostro personaggio dei fumetti preferito, ecc.) per riconoscerlo.
 
Tracciate il traguardo lungo un rettilineo e sorteggiate l'ordine di partenza. Al proprio turno, il giocatore mette il tappo sul traguardo e lo lancia con una schicchera, cioè un colpo dato con l'indice che va trattenuto con il pollice e lasciato andare all'improvviso. Se il tappo si ribalta o esce di pista il tiro è nullo e il giocatore riproverà al turno dopo. 
 
Quando tutti hanno tirato si lancia di nuovo, iniziando da chi è più avanti e poi gli altri in ordine di posizione. Anche in questo caso se un tappo esce di pista, si ribalta o manda fuori pista un avversario, il tiro è nullo e si rimette tutto come era prima; il giocatore ritenterà al turno dopo.
 
Vince il primo che taglia il traguardo dopo aver fatto tutto il giro della pista. Se non tutti hanno tirato in quel turno, si completa il giro dei lanci: se più giocatori tagliano il traguardo senza uscire di pista, vince quello che è andato più lontano. 
 
C'è chi si costruisce piste ritagliandole nel cartone e fissandole tra loro con lo scotch, arricchendole con guardrail, gallerie e ponticelli. Si possono persino fare salite, usando il mollettone che va sotto le tovaglie: ma va messo ben teso. Con una pista così si può giocare anche in casa.
In spiaggia la pista si fa nella sabbia, anche in questo caso con la possibilità di fare strettoie, ponticelli, gallerie e altro. Tradizionalmente si traccia trascinando per i piedi un ragazzino seduto che tiene le mani sotto le ginocchia, ma in tempi di distanziamento è meglio scavarla con le mani stando lontani. Per giocare sulla sabbia servono le biglie di plastica, quelle mezze colorate e mezze trasparenti. Le regole restano le stesse», ha chiarito Andrea Angiolino.

Andrea Angiolino, l'autore

«Ho iniziato a scrivere di giochi su riviste specializzate di giochi nel 1982, quando ancora ero al liceo. Da allora ho pubblicato molti giochi da tavolo: il più famoso è Wings of War, oggi Wings of Glory (Ares Games), che è stato tradotto in una dozzina di lingue e ripropone i duelli aerei della prima e della seconda guerra mondiale con modellini accuratissimi. La sua variante fantascientifica è Battlestar Galactica - Starship Battles, ed. Tesla Games.

Per i bambini c'è Safari Golo (Oliphante 2), una caccia fotografica agli animali.

Tra i miei libri sul gioco c'è Giochiamo insieme con carta e matita (Sonda), che ha avuto fortuna anche all'estero, Basta niente per giocare (Gallucci), che insegna giochi senza materiali specifici e Storie di giochi (Gallucci), che racconta curiosità e retroscena su come sono nati i giochi più noti. C'è poi il Dizionario dei giochi (Zanichelli). Tengo corsi di game design, scrivo voci su gioco e fumetto per le opere Treccani, racconto storie di giochi e giocattoli a Wikiradio (Rai Radio Tre)».

TI POTREBBE INTERESSARE

Leggi articoli su

articoli correlati

ultimi articoli