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Settimana nazionale della musica a scuola

di Penelope Greco - 28.05.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Settimana nazionale della musica a scuola: dal 24 al 29 maggio si svolge la Rassegna nazionale delle Istituzioni scolastiche "La musica unisce la scuola".

"La musica unisce la scuola" è un'importante Rassegna musicale di respiro nazionale istituita molti anni fa dal Ministero dell'Istruzione e rivolta a tutte le scuole italiane. L'evento si svolge da circa 30 anni. Il Ministero dell'Istruzione promuove da diversi anni iniziative di sostegno alla pratica musicale della quale riconosce la particolare valenza educativa e formativa. La pratica musicale contribuisce alla crescita equilibrata della persona e attraverso una più armoniosa utilizzazione delle varie capacità della mente umana, favorisce e migliora l'apprendimento promuovendo l'integrazione fra diverse componenti: quella logica, quella percettivo-motoria e quella affettivo-sociale.

In questo articolo

La settimana nazionale della musica a scuola: il programma

In questa settimana le istituzioni scolastiche hanno l'occasione di testimoniare l'importanza delle attività musicali che esse realizzano nel corso dell'intero anno scolastico e possono capitalizzare le numerose esperienze artistiche singole o collettive svolte dagli allievi di ogni età delle scuole.

La Rassegna si svolgerà sul portale La musica unisce, sarà organizzato secondo le modalità indicate nell'allegato regolamento e per tutta la settimana accoglierà in una programmazione di 24 ore al giorno:

  • momenti di formazione per i docenti attraverso webinar e seminari in streaming;
  • trasmissione di video inviati dalle istituzioni scolastiche a documentazione delle attività musicali svolte nell'anno scolastico 2020-2021 o nell'anno scolastico 2019-2020, purché non già presentate nella precedente edizione della settimana della musica a scuola;
  • presentazione di buone pratiche regionali di attività in rete proposte dagli Uffici Scolastici Regionali;
  • trasmissione di brevi audio/video/testimonianze di docenti o studenti contenenti brevi narrazioni sulle motivazioni e sulle emozioni nel praticare o ascoltare la musica.

L'importanza della musica

Tutti i bambini possono imparare a suonare e cantare ed è un'esperienza divertente a ogni livello anche senza raggiungere risultati eccellenti. Tutto è più semplice quando in famiglia o tra gli amici qualcuno già suona e canta: probabilmente il bimbo stesso chiederà di imparare uno strumento. Al contrario, c'è chi non pensa proprio a suonare: in questo caso, il genitore può proporlo come un gioco evitando, però, qualsiasi forzatura. E' molto importante che il figlio non associ la musica a un "obbligo" da aggiungere alla lista dei suoi doveri. 

Interesse e partecipazione da parte della famiglia aiutano a motivarlo nel percorso a ogni diversa tappa.Tra i corsi più diffusi in Italia per bimbi da 0 a 6 anni, hanno grande successo quelli basati sul metodo Gordon proposti dall'AIGAM (Associazione Italiana Gordon per l'Apprendimento musicale).

L'eta giusta per iniziare

In genere, molti bambini imparano uno strumento davvero verso i 5-6 anni, a volte anche prima. Tuttavia non esiste un'età ideale: molto dipende dallo sviluppo del singolo bambino e dallo strumento che sceglie. In altre parole, quando abilità motorie, coordinazione e capacità di concentrazione migliorano, il bimbo è pronto per cominciare a suonare. In ogni caso, dal punto di vista dell'autore Hugo Pinksterboer, musicista e scrittore , sotto i 6-7 anni è pretenzioso pensare che i ritmi di apprendimento di un bimbo possano essere costanti e rigorosi. Quello che conta davvero è passare la curiosità e l'amore per la musica senza dare troppo peso ai progressi o alla qualità dell'esecuzione.

I concerti per bambini

Di certo, i genitori appassionati di musica, possono fare molto per avvicinare anche i loro figli e stimolare la stessa passione e uno dei modi migliori per farlo è portarli ai concerti. Quando si può iniziare? Erika Biral, pediatra del Policentro Pediatrico di Milano consiglia di evitare i concerti con i bambini molto piccoli e prestare attenzione ai decibel e alle zone più affollate.

I benefici della musica per i bambini

Numerosi studi hanno analizzato i benefici della musica per i bambini e ne hanno valutato l'impatto sullo sviluppo sociale e psicologico. Ad esempio una ricerca dell'università di Washington, pubblicata sulla rivista Pnas, Proceedings of the National Academy of Sciences, ha scoperto che la musica aiuta a migliorare le capacità cognitive dei neonati, mentre uno studio americano, pubblicato sul Journal of Neuroscience, ha concluso che studiare musica affina la capacità d'ascolto.

E ancora, uno studio tedesco del 2013 ha evidenziato che la musica migliora le abilità cognitive e non cognitive più del doppio rispetto ad attività sportive, teatro o danza.

Effetto Mozart

 Secondo la teoria di Campbell, l'effetto Mozart:

  1. Stimola le funzioni cognitive
  2. Lavora sulla capacita di concentrazione
  3. Facilita lo studio
  4. Fa aumentare i livelli di dopamina nel cervello, contrastando la depressione
  5. Influenza lo stato emotivo

La teoria dell'effetto Mozart sul cervello si basa sul fatto che l'ascolto di musica (e, in particolare, la musica rilassante) permette di aumentare il nostro livello di dopamina

Musica contro lo stress

Gli effetti benefici della musica sono noti, ma ora i ricercatori dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù hanno sviluppato una nuova tecnica riabilitativa basata su un algoritmo musicale capace di migliorare il sonno dei bambini disabili, rilassarli e ridurre anche lo stress dei genitori.

Il metodo è stato battezzato "Euterpe", dal nome della musa della poesia lirica e della musica nella mitologia greca. Gli esperti l'hanno elaborato per i piccoli pazienti affetti da disabilità motorie e neurologiche costretti a casa durante i periodi di lockdown.

Il procedimento viene regolarmente utilizzato dai terapisti del Dipartimento di neuroriabilitazione del Bambino Gesù, diretto dal prof. Enrico Castelli, per la stimolazione multisensoriale dei bimbi disabili. Ciò avviene attraverso l'uso combinato, secondo le necessità del paziente, di suoni, musiche, immagini, aromi, oggetti, strumenti e luci.

I ricercatori hanno così sviluppato un algoritmo originale per ordinare in una precisa sequenza ritmica molti degli strumenti utilizzati all'interno del nosocomio per stimolare i sensi del bambino e raggiungere gli obiettivi terapeutici. Tra questi, il rilassamento, lo sviluppo delle competenze comunicative, il miglioramento dell'interazione con i familiari. Sono stati così realizzati dei componimenti audiovisivi personalizzati contenenti suoni a particolari frequenze, musiche originali, la voce della mamma e del bambino stesso, canzoni, ninne nanne familiari e immagini legate a momenti piacevoli registrate durante le sedute al Bambino Gesù.

Lo studio è stato condotto dai ricercatori del Dipartimento di neuroriabilitazione e i risultati sono stati pubblicati sul Journal of Telemedicine and Telecare. Ad essere coinvolti sono stati 14 pazienti tra i 7 anni e 5 mesi affetti da diversi disturbi neurologici (paralisi cerebrale infantile, sindromi genetiche, malformazioni cerebrali) e le rispettive famiglie. Queste ultime hanno ricevuto, da marzo a maggio 2020, le composizioni audio-video personalizzate da somministrare ai bambini 3 volte al giorno per due settimane consecutive.

Al termine della sperimentazione, gli effetti della terapia a domicilio sono stati valutati con appositi questionari scientificamente validati. Il nosocomio rende noto che dall'analisi sono emersi dati statisticamente significativi. Tra questi vi sono in particolare la riduzione dei disturbi del sonno dei bambini, dei livelli di stress dei genitori e il miglioramento della relazione bambino-genitore.

Fonti articolo: Ministero dell'Istruzione, "Neuroriabilitazione: l'algoritmo musicale che riduce lo stress" Ospedale Bambin Gesù, Pnas, Proceedings of the National Academy of Sciences - Journal of Neuroscience

 

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