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Perché i bambini preferiscono pentole e scatoloni ai loro giochi

di Zelia Pastore - 22.12.2022 - Scrivici

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Perché i bambini preferiscono pentole e scatoloni ai loro giochi? La parola alla pedagogista, con tanti consigli su come utilizzare a nostro favore questa preferenza

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Perché i bambini preferiscono pentole e scatoloni ai loro giochi

Tutti i genitori con figli al di sotto dei 5 anni nelle festività natalizie assistono ad un curioso fenomeno: invece delle costosissime macchinine portate da Babbo Natale o delle belle bambole viste in tv e prontamente comperate dalla zia, la massima attrazione per i piccoli sembra essere una semplice pentola da cucina o lo scatolone dove tenevate le decorazioni dell'albero di Natale, incautamente lasciato vuoto sul pavimento e che ora si è trasformato in un nascondiglio, in un'astronave o in un veliero. Viene da chiedersi perché i bambini preferiscono pentole e scatoloni ai loro giochi: per sciogliere l'arcano abbiamo chiesto a Simona Fico, pedagogista con 10 anni di esperienza a contatto con i bambini nei nidi della cooperativa Stripes.

Perché i bambini preferiscono pentole e scatoloni ai loro giochi all'asilo nido?

Perché i bambini preferiscono pentole e scatoloni ai loro giochi all'età dell'asilo nido?

"Prima di rispondere al perché i bambini preferiscono giocare con pentole e scatoloni è necessaria fare una premessa" spiega Simona Fico. "Il gioco per il bambino è il principale strumento di studio della realtà. Lo psicologo Jean Piaget (1896-1980), punto di riferimento indiscusso per gli studi sull'infanzia,  ha studiato a lungo lo sviluppo dell'infante e sul gioco ha distinto due fasi:

  • il gioco concreto: che si realizza tramite la sperimentazione pura degli oggetti (fino ai 18 mesi circa), significa che quando trovano un sonaglio lo ciucciano, lo sbattono a terra, lo lanciano per capire cos'è e cosa fa, questo processo avviene per qualsiasi cosa. Anche le torri inizialmente sbatacchiano i pezzi per capire cosa sono, successivamente quando la mamma le impila le buttano giù e in ultimo le impilano loro.
  • il gioco simbolico: molto più complesso, restituisce al piccolo la competenza nel saper analizzare una situazione ed intervenire per modificarla. Quello che si osserva più frequentemente è quando imitano i genitori nelle faccende di casa o nella cura delle bambole, poi può diventare il far finta di essere il panettiere, il gelataio, il pediatra…

Inoltre il gioco, come ci ricorda George Herbert Mead (filosofo, sociologo e psicologo seconda metà 800 inizi 900) è un modo per apprendere la socializzazione, quindi il bambino nel gioco studia come si interagisce tra persone e che ruoli si può ricoprire (come quando li sentite dire "io faccio la mamma che va al lavoro").

In entrambi gli autori si parla di "gioco per imitazione": infatti i bambini apprendono molto di più attraverso l'osservazione e la riproduzione di un dato comportamento.

L'attrazione per ciò che è quotidiano e reale.

Possiamo facilmente intuire quindi perché vogliono le pentole vere: hanno mai visto la mamma o il papà cucinare con le pentole di plastica? O guidare la macchina con chiavi enormi, colorate e che il fratellino si può mettere in bocca? I bambini sono istintivamente attratti da ciò che fa parte della quotidianità, non per niente il famoso "cesto dei tesori" di Elinor Goldschmied contiene solo materiali di uso comune. Quegli oggetti hanno una storia vera, che ricollega il bambino alla realtà.

"Veniamo quindi alle scatole: se non posso avere un oggetto vero meglio avere un oggetto che può assumere la forma che desidero! Una scatola può essere tutto ciò che la fantasia del bambino decide". 

A conferma di questo, uno studio condotto dall'Università dell'Alabam mostra che i bimbi in età prescolare sono molto più attratti dagli oggetti di uso quotidiano e generici che da giocattoli ben definiti. Il motivo di ciò è nel fatto che gli oggetti come le scatole di cartone che stiamo prendendo in esame sono più versatili e possono divenire qualsiasi cosa grazie all'immaginazione dei piccoli, così come un bastoncino può diventare una spada. Secondo gli studiosi, gli oggetti con bassa specificità portano ad avere una maggiore capacità di "sostituzione". L'aumento della specificità dell'oggetto sembrerebbe influenzare negativamente i bambini: più un oggetto assomiglia a qualcos'altro, minore è lo sforzo creativo dei piccoli (se ho una finta pentola di plastica non c'è sforzo creativo, se ho una bacinella di legno della cucina mi devo industriare a inventarmi cosa sia).

Dalla ricerca è emerso che ciò è particolarmente evidente nei bambini di 5 anni.

Scuola dell'infanzia: i bambini continuano a preferire pentole e scatoloni ai loro giochi?

Continuano a preferire pentole e scatoloni ai loro giochi anche alla scuola dell'infanzia?

"Questa preferenza per gli oggetti di uso quotidiano inizia al nido e non credo finisca mai. Ovviamente più crescono più le operazioni che sono in grado di compiere sono complesse, più richiedono quindi una diversa attenzione. Ma c'è un motivo se i famosissimi mattoncini colorati sono così amati...quanta libertà di espressione possono dare?".

Quando iniziano a preferire i loro giochi a pentole e scatoloni?

Quando iniziano a preferire i loro giochi a pentole e scatoloni e perché?

"Già a due - tre anni iniziano a usare consapevolmente i giochi "commerciali", perché quelli gli vengono proposti dai genitori e nonni e di conseguenza i bambini si abituano ad usarli. Senza demonizzare questo tipo di prodotti, va detto che sicuramente rappresentano un'esperienza più limitante rispetto al materiale destrutturato (come scatole, pigne, rotoli di carta igienica)".

Asilo nido: che giochi si possono fare con pentole e scatoloni?

Che giochi si possono fare con pentole e scatoloni a casa con bambini che vanno al nido?

"Una scatola può essere qualsiasi cosa. Può essere una macchina, una casa, può contenere le urla della rabbia, i baci della mamma… tutto sta nel capire noi adulti cosa siamo disposti a fare. Un buon esercizio è proporre la scatola e osservare il bambino cosa fa, come la utilizza. Non pensiamo di dover organizzare noi per forza il gioco. Abbiamo detto che preferiscono le scatole perché lascia libera la fantasia: lasciamo liberi di sperimentare!"

Facciamo un esempio?

Se noto che il piccolo entra nella scatola e fa finta di guidare, posso provare a chiedergli che mezzo è, dove sta andando e se vuole colorarlo o mettergli le ruote. La risposta potrebbe anche essere "no", perché così questa scatola può essere oggi un treno e domani una casa.

Però noi possiamo "stare al gioco", chiedendo se ci porta a fare un giro con il rimorchio e se possiamo prendere la coperta da picnic per fare una pausa nell'erba (a questo proposito consiglio la lettura del libro "La sedia blu" di Claude Boujon, edizioni Babalibri).

Come rendere sicuri gli scatoloni?

"Sulla sicurezza basta essere presenti durante la fase di gioco e fare attenzione alle dimensioni: se mio figlio non cammina, gli darò una scatola che sia gestibile da scavalcare, in modo che se vuole entrarci lo potrà fare gattonando".

Scuola dell'infanzia: che giochi si possono fare con pentole e scatoloni ?

Che giochi si possono fare con pentole e scatoloni  a casa con bambini che vanno alla scuola dell'infanzia?

"Con i bambini che già parlano è più semplice: vi diranno loro cosa vogliono e se desiderano fare degli interventi alla scatola per renderla un castello, un'astronave o un fortino.

Se invece parliamo di scatole piccole si possono fare delle città stupende, torri, robot, scrigni di tesori. Ricordiamoci di metterci in ascolto di quello che dicono (e fanno) i piccoli: il gioco verrà da sé".

Un esempio pratico?

"Quasi tutti i bambini hanno gli animaletti di plastica o legno in casa: potreste costruire insieme la fattoria! Basta prendere un cartoncino rettangolare come base, le scatole dei medicinali e la colla: serve poco per costruire una bella stalla e tutto quello che serve all nostra fattoria, che va poi colorata con le tempere".

Scatole di Natale: come possiamo utilizzarle con i bambini?

Scatole di Natale: come possiamo utilizzarle al caso nostro?

"Mai buttare una scatola, soprattutto quelle di Natale! Intanto abituare i bambini al riciclo è qualcosa di saggio e utile per il futuro; in secondo luogo le scatole di latta sono utili per giocare e per riporre tesori, quelle di cartone sono proprio ciò che fa al caso nostro perché possono essere modificate infinite volte e quando perdono la loro forma possiamo sempre usare il cartone come base per un bel dipinto".

L'intervistata

Simona Fico è pedagogista e lavora da 10 anni a contatto con bambini e famiglie nella cooperativa Stripes. Sta conseguendo un master in pedagogia familiare e ha scritto due libri, "Ale e Sofi: amici, uguali e diversi, ma gentili" (Pav Edizioni, 2021), "E se finisce?" (La fabbrica dei segni, 2022)

E' attiva con il suo profilo su Instagram e Facebook per fare divulgazione pedagogica.

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