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Tredicesima settimana di gravidanza

di Valentina D'Andrea - 22.04.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ecco che cosa succede al corpo della madre e a quello del bambino durante la tredicesima settimana di gravidanza.

In questo articolo

Tredicesima settimana di gravidanza

Con la tredicesima settimana inizia il secondo trimestre di gravidanza:il bimbo comincia a nutrirsi con il liquido amniotico e a produrre urina, mentre l'utero materno continua ad espandersi. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna, vediamo cosa succede al corpo della donna e a quello del bambino durante la tredicesima settimana di gravidanza.

I sintomi della tredicesima settimana

Scomparsi, o quasi, i sintomi del primo trimestre, uno degli effetti fisiologici più ricorrenti che potrebbero capitare in questa fase riguarda la frequente necessità di fare pipì. Questo è del tutto normale perché l'utero, in forte espansione, preme maggiormente sulla vescica. Le minzioni però non dovrebbero essere dolorose; in caso contrario è bene allertare subito il medico curante. Inoltre l'aumento delle dimensioni dell'utero è spesso causa di dolori ai fianchi e alla zona lombare.

Gli sbalzi ormonali potrebbero anche acuire i dolori ai denti o alla parte interna della bocca e far sanguinare le gengive.

Altri sintomi frequenti sono:

  • dolori ai piedi
  • debolezza del cuoio capelluto
  • affanno
  • vertigini
  • bruciori di stomaco

Consigli salute nella tredicesima settimana di gravidanza

Le carie

In gravidanza, a causa del nuovo assetto ormonale, la saliva diventa più acida: questo aumenta il rischio di carie. Anche episodi ripetuti di vomito e nausea possono aumentare questo rischio, provocando la demineralizzazione dei denti, con erosione dello smalto.

In generale, la gravidanza è un periodo critico per quanto riguarda la salute orale: oltre alle carie, possono manifestarsi anche infiammazione delle gengive e malattia parodontale. Tutte condizioni che, oltre a provocare disagio (o dolore) alla futura mamma, potrebbero avere anche conseguenze negative per la salute del feto.

Il consiglio: La prima cosa da fare per evitare il rischio di problemi a denti e gengive è seguire seguire una corretta igiene orale, che consiste anzitutto nel lavarsi i denti dopo ogni pasto e dopo aver assunto un alimento dolce. Inoltre, se sono passati più di sei mesi dall'ultimo controllo del dentista, è bene programmarne subito uno, con pulizia dei denti e ablazione del tartaro.

Attenzione alla dieta

È molto importante in gravidanza seguire un'alimentazione sana ed equilibrata, possibilmente di stampo mediterraneo. E senza esagerare con l'aumento di peso.

Il consiglio: A titolo del tutto indicativo, ecco un piccolo schema sulle calorie che si possono introdurre nei tre trimestri della gravidanza

  • Se si è iniziata la gravidanza sottopeso, ogni giorno si dovrebbe assumere da 1900 a 2100 kcal nel primo trimestre, da 2070 a 2370 kcal nel secondo trimestre e da 2300 a 2600 nel terzo trimestre.
  •  Se si è iniziata la gravidanza normopeso, ogni giorno si dovrebbe assumere da 1870 a 2070 kcal nel primo trimestre, da 2070 a 2250 kcal nel secondo trimestre e da 2200 a 2500 nel terzo trimestre.
  •  Se si è iniziata la  gravidanza in sovrappeso, ogni giorno si dovrebbe assumere da 1850 a 2150 kcal nel primo trimestre, da 1900 a 2200 kcal nel secondo trimestre e da 1950 a 2250 nel terzo trimestre.

La pancia nella tredicesima settimana

Nei primi tre mesi di gravidanza l'aumento di peso e quindi l'aumento del pancione è minimo, in media la pancia comincia a vedersi nel quarto mese. Potrebbero però iniziare a darvi fastidio i pantaloni soliti in vita o un accenno di pancia potrebbe già essere visibile. Dipende da donna a donna e dalla corporatura.

Cosa fare nella tredicesima settimana di gravidanza

Test di screening

Se si interessati al percorso per la diagnosi prenatale, bisogna affrettarsi per partecipare ai test di screening. Le Linee guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della salute dicono infatti che questo percorso deve essere offerto a tutte le donne entro la tredicesima settimana + 6 giorni (13+6).

Test DNA fetale

Da termine della decima settimana ci si può anche sottoporre ad test di screening non invasivo: il test del DNA Fetale. Tale esame si effettua con un sempilice prelievo del sangue e serve ad individuare precocemente il rischio che il feto sia affetto da anomalie cromosomiche come le trisomie 21 (sindrome di Down) 13 e 18.

Screening e diagnosi prenatale della sindrome di Down

Fino a pochi anni fa, l'unica possibilità per avere informazioni su un'eventuale presenza della sindrome di Down nel feto era eseguire l'esame del cariotipo, attraverso villocentesi o amniocentesi. Si tratta di un esame che consente la diagnosi vera e propria (cioè dice con certezza se il feto è sano o malato), ma può essere eseguito solo tramite una procedura invasiva, che comporta un rischio, seppur minimo, di aborto.

La villocentesi consiste nel prelievo dei villi coriali, da cui poi si svilupperà la placenta. Come l'amniocentesi, si effettua inserendo un ago sottile nell'addome, sotto la guida di un ecografo. Dopo l'esame è consigliato il riposo per due giorni, con sospensione dell'attività lavorativa e dei rapporti sessuali. In qualche caso, dopo la procedura viene prescritto un antibiotico o una medicina per prevenire le contrazioni dell'utero, ma non si tratta di una prassi applicata a tutte le donne, in quanto non ha dato evidenza di essere davvero efficace nel ridurre il rischio di aborto.

Qualsiasi sintomo, dal dolore, al sanguinamento, va sottoposto tempestivamente all'attenzione della struttura in cui è stata effettuata l'indagine. Il vantaggio rispetto all'amniocentesi è che può essere eseguita a partire dall'undicesima settimana di gravidanza, mentre per l'amniocentesi si deve attendere le 15 settimana.

Villocentesi e amniocentesi sono esami offerti da Servizio sanitario nazionale alle pazienti per le quali esiste un elevato rischio di anomalie cromosomiche fetali, per esempio per:

  • età materna avanzata;
  • aumentato rischio di patologia cromosomica in base ai test di screening (o all'esito di ecografie);
  • precedente figlio affetto da anomalia cromosomica;
  • genitori portatori di alterazioni cromosomiche.

Esami non invasivi

Oltre alla diagnosi prenatale invasiva, però, oggi sono disponibili altre opzioni, che permettono di effettuare uno screening del rischio di sindrome di Down. Significa che in questo caso non si ottiene un risultato certo, ma una stima (a dire il vero sempre più accurata e precisa) del rischio che il feto sia affetto. Tra le opzioni possibili figurano:

  • Translucenza nucale Misurazione ecografica dello spessore della nuca del feto;
  • Bitest o Duotest. Analisi del sangue materno per misurare il livello di due sostanze, la Beta HCG e la PAPP-A, alterato nei bimbi colpiti dalla sindrome di Down;
  • Test combinato Consiste in una combinazione di bitest e translucenza nucale;
  • Test del DNA fetale su sangue materno.

La prima ecografia

L'esecuzione della prima ecografia è raccomandata entro la tredicesima settimana di gravidanza. Lo scopo di questo esame è:

  • accertare il numero degli embrioni (cioè stabilire se la gravidanza è gemellare o no),
  • stabilire l'epoca esatta della gestazione,
  • controllare la conformazione dell'utero e delle ovaie,
  • verificare le dimensioni dell'embrione e la regolarità del suo battito cardiaco.

Se eseguita intorno alle 11-12 settimane (e in generale dopo le 10 settimane, come consigliato dal Royal College of Obstetricians and and Gynaecologists del Regno Unito) permette inoltre di fare una valutazione anatomica del feto già piuttosto accurata.

Il rischio di aborto spontaneo

Poiché il feto rimane attaccato alla placenta, la perdita di una gravidanza è un pericolo che - seppur in percentuali minime - riguarda le prime tredici settimane di gravidanza.

Ovviamente la presenza di particolari condizioni di salute (es: obesità) o la presenza reiterata di abitudini nocive (es: fumo e alcool in gravidanza o continui sforzi eccessivi) possono contribuire ad incrementare le probabilità di rischio, ma nella maggioranza dei casi le più frequenti causa d'aborto spontaneo sono anomalie cromosomiche o genetiche del feto.

Dolori al basso ventre: quando devono insospettire

Nelle prime settimane di gestazione i crampi addominali sono uno dei sintomi più comuni di inizio gravidanza, ma non va mai ignorato un dolore accompagnato da sanguinamento, dolore alla spalla, problemi durante l'evacuazione e la minzione. Questi sintomi potrebbero indicare una gravidanza ectopica e i sintomi compaiono tipicamente tra le 4 e le 12 settimane di gravidanza.

Quando insospettirsi? Se si ha la sensazione di mestruazioni imminenti, con senso di dolore al basso ventre e mal di reni: l'utero infatti è ancorato ai legamenti utero-sacrali, che, stirandosi in seguito alla contrazione, provocano un risentimento nella zona dei reni, proprio come succede durante le mestruazioni.

Il feto nella tredicesima settimana di gravidanza

La placenta adesso ha assunto la sua forma a disco che rimarrà così fino alla fine della gravidanza.

Il corpo del bambino, grosso più o meno come una pesca, diventa via via diventa più proporzionato, per cui il ritmo di crescita della testa rallenta. Il feto comincia a produrre urina, che viene rilasciata nel liquido amniotico, mentre il fegato comincia a produrre globuli rossi. Al termine di questa settimana pesa circa 60-70 grammi.

Maschio o femmina?

Se hai eseguito il test del DNA fetale potrai già sapere se il feto è maschio o femmina. Altrimenti dovrai aspettare l'ecografia morfologica, che si esegue intorno alla ventesima settimana, che consentirà di:

Le misure

La lunghezza cranio-caudale è circa 60 mm (Calcolatore lunghezza feto)

Età gestazionale: quattro mesi (CALCOLO DPP - Data presunta del parto)

FONTI: NHS; BabyCenter

Domande e risposte

Quali sono i dolori più comuni durante la tredicesima settimana di gravidanza?

L'espansione dell'utero e l'aumento di peso del feto può portare la madre a soffrire di dolori ai fianchi, alla schiena e ai piedi. Anche i denti possono risentirne, in questa fase della gravidanza.

Quanto è grande il feto alla tredicesima settimana di gravidanza?

Più o meno come una pesca

Revisionato da Niccolò De Rosa

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