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Diciassettesima settimana di gravidanza

di Valentina D'Andrea - 27.01.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Diciassettesima settimana di gravidanza: ecco che cosa succede al corpo della madre e a quello del bambino durante questa settimana di gestazione.

In questo articolo

Diciasettesima settimana di gravidanza

La gestazione procede a gonfie vele e il bimbo, sempre più proporzionato, percepisce il mondo esterno. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna, vediamo cosa succede al corpo della donna e a quello del bambino durante la diciassettesima settimana di gravidanza.

I sintomi della diciassettesima settimana

Durante la diciassettesima settimana di gravidanza il pancione inizia ad avere dimensioni considerevoli ed è dunque probabile che la futura mamma si senta sempre più stanca e affaticata. In questo periodo non è inusuale accusare crampi negli arti inferiori, soprattutto di notte, quando la posizione distesa può favorire alcuni tipi di contrazioni muscolari. Un rimedio può essere quello d'integrare potassio e magnesio nella propria dieta o masssaggiare gambe e piedi con dell'acqua fredda prima di andare a dormire (in modo da aiutare la circolazione).

Altri sintomi comuni possono essere:

Consigli salute per la diciassettesima settimana di gravidanza

Controlli di routine

Anche nel secondo trimestre si devono eseguire alcuni controlli, previsti dal Servizio Sanitario Nazionale. In particolare è consigliabile sottoporsi al Toxo Test, per verificare se la futura mamma sia già venuta a contatto col parassita Toxoplasma gondii, responsabile della toxoplasmosi.

Il test per la ricerca del Citomegalovirus (CMV)

Questo test non è indicato indiscriminatamente per tutte le donne, ma secondo quanto riportato dalle Linee guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della salute può essere considerato in alcune categorie di donne più esposte al rischio di aver contratto l'infezione:

  • donne che in qualunque momento della gravidanza hanno sviluppato una malattia con sintomi di tipo influenzale;
  • le educatrici di nidi o scuole materne;
  • le mamme il cui primo figlio frequenta il nido;
  • le donne in cui l'ecografia ha rilevato i segni dello sviluppo di un'infezione da Citomegalovirus.

In realtà il CMV preso dalla madre durante la gravidanza nella maggior parte dei casi non comporta particolari danni al bambino.

La placenta

Che cos'è

 
La placenta è l'organo tondeggiante, spugnoso, ricco di vasi sanguigni che collega il bambino alla mamma. Da questa struttura, che si sviluppa e conclude il suo ciclo vitale nell'arco dei nove mesi di gestazione, dipendono il nutrimento e l'ossigenazione del piccolo. È formata da due facce: una fetale, rivolta verso il bambino, l'altra materna, che aderisce alla parete interna dell'utero. Il primo abbozzo di placenta si chiama trofoblasto ed è costituito da poche cellule che si moltiplicano rapidamente. Intorno all'inizio del secondo trimestre, ma a volte anche prima, tra le 10 e le 12 settimane, la placenta appare già ben delineata. Nelle prime settimane di gravidanza, cresce più velocemente del bambino: nel primo trimestre ha un peso superiore a quello del feto, ma con il passare delle settimane è il bambino a superarla per quanto riguarda il peso. Al termine della gravidanza la placenta pesa circa 500-600 grammi, ha un diametro di 18-22 centimetri e uno spessore di 2-4 centimetri.
 

Che cosa fa

 
Il compito della placenta è complesso: assicura al bambino le sostanze necessarie al suo nutrimento; gli garantisce il giusto apporto di ossigeno; fa da barriera nei confronti di alcune sostanze tossiche ingerite dalla mamma. Per finire produce ormoni, tra cui estrogeni e progesterone, che servono a sostenere la gravidanza. Secondo ricerche recentissime, alcune sostanze prodotte dalla placenta sono inoltre coinvolte nello sviluppo del sistema nervoso del bambino. Nel processo di scambio di nutrimento, ossigeno e altre sostanze mediato dalla placenta, il sangue della mamma e quello del bambino non entrano direttamente in contatto.

La placenta previa

 
La placenta è in posizione corretta quando si inserisce in una zona della parete uterina lontana dal collo dell'utero e, quindi, dall'orifizio da cui il bambino esce all'esterno al momento del parto. In una piccola percentuale di casi si posiziona invece in una zona da cui riesce a estendersi fino a questa apertura, a volte ostruendola del tutto: questa condizione è definita placenta previa ed è una delle indicazioni assolute al taglio cesareo. I fattori di rischio per placenta previa sono: l'età materna avanzata; il fumo; aver avuto altri figli; l'assunzione di cocaina; un precedente taglio cesareo; un precedente aborto spontaneo o indotto.
 

Il feto nella diciassettesima settimana di gravidanza

Alla diciassettesima settimana di gravidanza il feto è lungo circa 11-12 cm (più o meno come un grosso avocado) e comincia a pesare circa 140-150 grammi.

Mentre procede l'allungamento degli arti, l'udito è sempre più sensibile e il bimbo inizia ad ascoltare i rumori del mondo che lo circonda. Anche i primi dentini iniziano timidamente a spuntare all'interno delle gengive. I genitali sono formati e da ora è molto raro che possano sorgere malformazioni.

Età gestazionale: cinque mesi (CALCOLO DPP - Data presunta del parto)

FONTI: NHS; BabyCenter

Domande e risposte

In che mese siamo durante la diciassettesima settimana gravidanza?

Siamo all'inizio del quinto mese di gravidanza

Quando si iniziano a sentire i movimenti del feto?

Già dalla quindicesima il bimbo inizia a muoversi, ma perché la madre inizi a percepirlo bisogna attendere più o meno fino alla ventesima settimana

Revisionato da Niccolò De Rosa

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