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Ventottesima settimana di gravidanza

di Valentina D'Andrea - 23.03.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la ventottesima settimana di gravidanza

Ventottesima settimana di gravidanza

Ci si inoltra nel terzo trimestre e il feto è più attivo che mai. Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la ventottesima settimana di gravidanza. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.

I sintomi della ventottesima settimana di gravidanza

A questo punto della gravidanza è normale che la futura mamma prenda peso (senza però esagerare). Le ovvie conseguenze però comportano maggiore difficoltà nei movimenti - anche perché il bimbo nel oancione continua a crescere - e molta stanchezza in più. Fiato corto, gambe pesanti e sudate costante diventano compagni comuni della vita di una donna incinta nel corso dei suoi ultimi tre mesi di gravidanza.

Altri sintomi frequenti possono essere:

  • emorroidi
  • bruciori di stomaco
  • crampi agli arti inferiori
  • mal di testa
  • prurito
  • stipsi
  • vertigini 
  • epistassi (sangue dal naso)

Consigli salute nella ventottesima settimana di gravidanza

Bruciore di stomaco

Il nome scientifico di questo disturbo è pirosi. Si manifesta con sensazione di fastidio e bruciore nella parte alta dello stomaco, a volte associati a reflusso. In gravidanza è molto frequente: da uno studio condotto su 607 donne incinte è emerso che colpisce il 22% delle future mamme nel primo trimestre; il 39 % nel secondo trimestre e addirittura il 72% nel terzo trimestre.

Si ipotizza che il problema sia legato alle modificazioni ormonali della gravidanza che interferiscono sulla motilità gastrica. È possibile, inoltre, che l'utero aumentato di dimensione vada a esercitare una pressione sullo stomaco, che favorisce la risalita dei succhi gastrici nell'esofago: da qui il bruciore.

Il consiglio: bisogna parlarne con il medico perché si deve escludere che il dolore avvertito sia espressione di preeclampsia, della quale può, a volte, essere un sintomo già tardivo: eseguire il dosaggio dell'albumina nelle urine e la misurazione della pressione del sangue può bastare ad avere conferma che si tratta invece di semplice pirosi e non di un problema ben più significativo. Questi test possono essere fatti in un Pronto Soccorso, ogni volta che si hanno dubbi.

Per controllare la pirosi è meglio eliminare tutte le bevande che contengono caffeina e le spezie piccanti; è opportuno frazionare l'alimentazione quotidiana in piccoli pasti frequenti (ma questa regola vale comunque in gravidanza); dormire con la schiena leggermente sollevata da un cuscino; non coricarsi subito dopo i pasti, ma cercare di fare qualche passo o, comunque, di mantenere una postura eretta della schiena. Se il bruciore peggiora significativamente la qualità della vita, si può ricorrere ai farmaci, che devono essere prescritti dal medico. Le medicine che si possono usare appartengono alla categoria degli antiacidi, ma spetta solo al medico decidere se e quando è opportuno assumerli ed eventualmente prescriverli.

Cosa fare nella ventottesima settimana di gravidanza

ln attesa del parto, può essere il momento di prepararsi all'arrivo del bimbo  seguendo dei corsi pre-parto o preparando una valigia d'emergenza per ogni eventualiu corse in ospedale.

Inoltre dalla ventisettesima settimana è possibile (consigliabile) sottoporsi ad alcuni esami: 

  • Esame urine per rivelare la presenza di eventuali alterazioni renali. Oltre alla presenza del diabete in questo periodo può suggerire la presenza di gestosi.
  • Test di Carpenter, un esame di screening che valuta la glicemia prima dell'ingestione e dopo un'ora (il test è positivo per valori superiori o uguali a 140 mg/dl dopo il carico). La sua positività non indica la presenza del diabete ma serve per effettuare un test più approfondito e diagnostico: l'OGTT.
  • L'OGTT, ossia un test per rilevare casi di diabete gestazionale.
  • Creatininemia per controllare l'indice di funzionalità renale
  • Test di Coombs indiretto solo se gruppo sanguigno Rh negativo
  • Ecografia ostetrica.

Il feto nella ventottesima settimana di gravidanza

Il piccolo avverte in modo nitido i suoni: sobbalza in risposta a un rumore forte e fastidioso e si fa cullare dalla voce della mamma. Pare inoltre che inizi a riconoscere la voce del papà e che apprezzi la musica. Si sono formate le ciglia , le palpebre sono parzialmente aperte e non è raro che il feto afferri il cordone ombelicale.

Adesso è lungo lungo circa 37 centimetri e pesa quasi un chilo: se dovesse nascere alla fine di questa settimana avrebbe un'alta probabilità di sopravvivenza, grazie all'assistenza di un reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Da questo momento in poi, la probabilità di sopravvivenza, senza conseguenze negative per lo sviluppo neurologico e motorio, aumenta significativamente di settimana in settimana.

Età gestazionale: sette mesi (CALCOLO DPP - Data presunta del parto)

FONTI: NHS; BabyCenter

Domande e risposte

Quanto pesa un bambino a 28 settimane di gravidanza?

All'incirca dai 1000 ai 1100 kg.

Quanto si muove il feto alla ventottesima settimana di gravidanza?

Il piccolo ora è molto attivo, si rigira anche una decina di volte al giorno e afferra pure il cordone ombelicale.

Revisionato da Niccolò De Rosa

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