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Trentanovesima settimana di gravidanza

di Valentina D'Andrea - 15.06.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ecco che cosa succede al corpo della madre e a quello del bambino durante la trentanovesima settimana di gravidanza

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Trentanovesima settimana di gravidanza

Superata la trentottesima settimana di gravidanza, ogni giorno può essere quello buono per l'inizio del travaglio. Ecco dunque che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la trentanovesima settimana di gravidanza. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.

I sintomi della trentanovesima settimana di gravidanza

Il momento fatidico è sempre più vicino e la futura mamma deve solo farsi trovare preparata, senza lasciarsi prendere da ansie o preoccupazioni. Al netto di gonfiore ai piedi e difficoltà del sonno (sintomi probabili), è importante dunque riposarsi a dovere, mantenendosi però piuttosto attive durante il giorno, ovviamente senza compiere sforzi eccessivi.

Massima attenzione alle contrazioni tenendo bene a mente però che il travaglio è preannunciato da contrazioni regolari e piuttosto lunghe (almeno 45-50 secondi), con un'intensità crescente.

Il travaglio

Nei giorni che precedono il parto, alcuni sintomi avvertono l'organismo che qualcosa sta cambiando e che il feto si prepara a uscire: si può avvertire una sensazione di maggior pressione nelle pelvi, si può perdere il tappo mucoso, si possono intensificare le contrazioni di Braxton Hicks.

Il travaglio vero e proprio, però, si può considerare iniziato solo quando le contrazioni si fanno sempre più intense, prolungate e regolari e provocano fastidio (o dolore) nella zona dell'addome, dei fianchi o della schiena. In genere, i medici sconsigliano di recarsi in ospedale ai primi sintomi di travaglio e suggeriscono di andarci quando le contrazioni sono state regolari (ogni 10-15 minuti) e abbastanza durature (circa 20 secondi ciascuna) per almeno due ore.
 
Se però si dovessero rompere le acque (o, come si dice tecnicamente, le membrane), bisogna andare in ospedale anche se il travaglio non è ancora partito. Niente paura: è praticamente impossibile non accorgersi della rottura delle acque, perché si ha la netta impressione di avere fatto la pipì senza aver avuto il tempo di raggiungere il bagno...

Le fasi del parto

La fasi del parto sono tre:
 
  • La prima è detta "dilatativa", è caratterizzata dalle contrazioni e si conclude quando il collo dell'utero raggiunge la sua massima apertura, che corrisponde a circa 10 centimetri di diametro.
  • La seconda, detta "espulsiva" è la fase delle spinte e si conclude con la nascita del bambino.
  • La terza fase è detta "secondamento". Durante quest'ultima tappa, che in genere si verifica circa 30 minuti dopo la nascita del bebè, con una contrazione leggera viene espulsa la placenta.

Il feto nella trentanovesima settimana di gravidanza

Il bambino continua a crescere, soprattutto per quanto riguarda il peso. Ora infattio il feto è lungo mediamente 50 centimetri e pesa intorno ai 3 kg e 300/400 grammi.

Adesso i suoi movimenti sono estremamente limitati, stretto com'è nella cavità uterina ormai diventata davvero troppo piccola per lui. Le ossa in questo momento sono particolarmente elastiche per favorire le fasi d'uscita dall'utero. La placenta fornisce al bimbo anticorpi che gl serviranno per combattere le prime infezioni dopo la nascita e il cordone ombelicale è spesso più di 1 centimetro.

Età gestazionale: nove mesi (CALCOLO DPP - Data presunta del parto)

FONTI: NHS; BabyCenter

Gravidanza settimana per settimana

Seguiamo le crescita dell'embrione che poi diventa feto dalla prima settimana di gravidanza fino alla quarantesima. Vedremo la crescita del feto e in che modo cambia il corpo della futura mamma, fino quando è prevista la data del parto. Tutte le informazioni utili sulle quaranta settimane di gravidanza, all'interno degli articoli tante informazioni sullo sviluppo del bambino, su cosa sta accadendo al corpo e consigli utili sugli esami da fare in base al calcolo delle settimane di gravidanza.

Revisionato da Niccolò De Rosa

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