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5 maggio, Giornata Internazionale dell'Ostetrica/o

di Lorenza Laudi - 05.05.2023 - Scrivici

ostetrica
Fonte: shutterstock
La Giornata internazionale dell'Ostetrica viene celebrata il 5 maggio accompagnata da uno slogan. Nel 2023: "Together again: from evidence to reality"

In questo articolo

Giornata Internazionale dell'Ostetrica/o

Una figura di conforto e di supporto per le mamme che stanno per partorire ma non solo. L'ostetrica o l'ostetrico accompagnano i futuri genitori durante il parto e nella fase del post parto. Per loro c'è una giornata speciale: il 5 maggio, Giornata Internazionale dell'Ostetrica/o. 

Dal 1991 questa ricorrenza celebra, con iniziative nazionali e internazionali, questa professione. E' stata istituita nel 1987 dalla International Confederation of Midwives (ICM, Confederazione internazionale ostetriche)

Lo slogan per il 5 maggio 2023

Come ricorda La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), l'International Confederation of Midwives (ICM) per l'anno 2023 ha proposto lo slogan "Together again: from evidence to reality", "Dalle prove alla realtà", che sinteticamente rimanda alla necessità di partire dai dati delle evidenze scientifiche che confermano il ruolo incisivo ed irrinunciabile delle Ostetriche/ci nella promozione e della salute e riduzione della mortalità materno neonatale.

Dalle prove alla realtà

Uno degli obiettivi che la Professione Ostetrica si pone è quello di creare gruppi e centri di ricerca di eccellenza che implementino una rete, rafforzando la metodologia della ricerca, anche attraverso la formazione già dal percorso didattico di base. Grande valore va riconosciuto anche alle società scientifiche di categoria AIO, Sirong, Sisogn, Syrio in cui riponiamo grandi aspettative per il ruolo peculiare e sinergico della ricerca e formazione con il lavoro e l'attività politica nel percorso di salute delle donne. La Giornata internazionale dell'Ostetrica (IDM) è l'occasione per stimolare i decisori politici e non a garantire risorse e il supporto necessario affinché le Ostetriche possano essere messe nelle condizioni ottimali per prestare cure sicure e qualificate. In qualità di Presidente della Federazione Nazionale della Professione di Ostetrica, a nome delle 20880 Ostetriche/i, di tutte le Presidenti degli Ordini provinciali, interprovinciali e regionali, nonché a nome di tutto il Comitato Centrale , invitiamo a festeggiare con noi, unitamente a tutte le donne, alle coppie ed alle famiglie a cui offriamo la nostra professionalità, dedizione ed assistenza; la celebrazione di questa giornata rappresenta anche la ricerca del potenziamento delle cure ostetriche ginecologiche e neonatali a tutela delle scelte di salute delle donne, strette insieme in una grande e forte alleanza.

Numerose sono le iniziative sul territorio Nazionale ed Internazionale che saranno pubblicizzate all'interno del sito della FNOPO. Le sfide di questa professione sono tracciate da tematiche ricorrenti ed altre emergenti: la denatalità, la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, la promozione di sani stili di vita, sessualità responsabile e genitorialità responsiva, la prevenzione delle morti materne prevedibili e tutti gli aspetti di salute, prevenzione ed assistenza connessi alla sempre più elevata longevità della popolazione femminile.

È doveroso ricordare che le cure ostetriche, come concludono le ricerche internazionali e nazionali, oltre a garantire i migliori esiti di salute delle donne, dei nascituri, dei bambini e delle famiglie, risultano anche essere determinanti nel garantire alle donne il diritto a ricevere un'assistenza sicura, qualificata e rispettosa. Ciò è realizzabile se il servizio sociosanitario implementa servizi alla maternità e alla salute delle donne e delle famiglie accessibili sia in termini di gratuità che di offerta attiva ed equa in tutto il territorio nazionale.

Le donne hanno il diritto di vivere al sicuro da pericoli, violenza e abuso, devono essere libere da ogni forma di discriminazione economica, religiosa e culturale per esercitare il diritto di autodeterminazione e di scelta informata. Esse devono potere decidere il luogo dove partorire ed aver diritto a ricevere un'assistenza ostetrica di qualità e competente attraverso la continuità assistenziale che concretizza la partnership con l'Ostetrica di riferimento, assicura la privacy, la capacità decisionale e migliora la soddisfazione delle cure ricevute. Si vuole parlare di Diritti delle Donne per portare a un cambiamento politico e culturale intorno alla nascita, perché oggi ancora molto spesso i diritti non sono rispettati o sono taciuti: ad esempio, diritti come libertà di movimento in travaglio, la vicinanza di persone di propria scelta, il rispetto dei tempi individuali di donna e bambino, il travaglio/parto di prova dopo Taglio cesareo (VBAC), il contatto con il proprio figlio appena nato e non solo nelle prime ore, senza interferenze, l'allattamento al seno o il nutrire il proprio bambino con altre modalità appropriate ad ogni singola situazione trovando il sostegno di professioniste competenti senza colpevolizzazione per le scelte intraprese.

Le donne hanno il diritto di accedere ad informazioni oggettive, imparziali e basate sulle evidenze scientifiche e raccomandazioni. Le ostetriche assicurano alle donne il diritto di essere in mani sicure e di non essere più lasciate sole, dall'adolescenza all'età matura, dalla pianificazione della gravidanza fino ai mesi successivi alla nascita.

Le Ostetriche devono essere messe nella condizione di poter studiare, di fare ricerca, di poter esercitare in sicurezza e prendersi cura delle persone che si affidano a loro senza vivere:

  •  Solitudine di fronte alla persona che chiede (complessità e inadeguatezza dei saperi); 
  • Solitudine dei saperi (specialismi e nicchie di sapere conseguenza di gerarchie non più attuali); 
  • Solitudine nel lavoro (non sono disponibili saperi per lavorare processualmente); 
  • Solitudine dall'organizzazione (portatrice di obiettivi diversi e distante dalla ricchezza della relazione di cura); 
  • Solitudine nella percezione di sé (anonimato e fatica a recuperare senso al proprio fare).

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