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Sesta settimana di gravidanza

di Valentina D'Andrea - 14.12.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ecco che cosa succede al corpo della madre e a quello del bambino nel corso della sesta settimana di gravidanza

Sesta settimana di gravidanza

Un piccolo cuoricino che inizia a battere con forza e sintomi d'intensità variabile che introducono la futura mamma alle gioie (e dolori) della gestazione: scopriamo con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano (presidente dell'associazione onlus Vita di donna) cosa succede al corpo materno e del feto durante la sesta settimana di gravidanza.

In questo articolo

I sintomi della sesta settimana di gravidanza

Uno dei sintomi più comuni è la perdita di sangue (ne soffre una donna su quattro), ma la gamma di effetti che possono caratterizzare questo periodo sono molto vari:

Tali condizioni sono causate dal fatto che l'organismo è ormai pronto ad accogliere lo sviluppo della nuova vita e perciò comincia a modificare radicalmente i suoi compiti in funzione della crescita del feto.

E se non si avvertono sintomi della gravidanza?

A parte l'assenza di mestruazioni dunque, a volte le prime settimane di gravidanza possono passare anche inosservate. Altre volte, invece, compaiono sintomi più o meno accentuati (come il turgore e l'indolenzimento del seno, la sensibilità agli odori, la nausea, la pancia dura e gonfia, la stanchezza, un maggiore appetito) che non vengono riconosciuti o ricondotti all'inizio di una gestazione.

Questo è il periodo per effettuare un test di gravidanza (basta il semplice kit fai da te che si può acquistare in farmacia o al supermercato) che rileva la presenza nelle urine di un ormone prodotto proprio in caso di gravidanza, la gonadotropina corionica (beta-HCG). Nella maggioranza dei casi però, dalla sesta-settima settimana i segnali della gravidanza cominciano a modificare visibilmente il corpo materno

La beta-HCG
La beta-HCG è un ormone prodotto dal primo abbozzo di placenta: il test di gravidanza che si esegue sulle urine risulta positivo quando rileva la sua presenza. Da qualche tempo si è affermata la tendenza di effettuare il dosaggio della beta HCG nel sangue, allo scopo di stabilire se la gravidanza è davvero iniziata e come procede. In realtà, salvo casi particolari, non c’è alcuna ragione per eseguire di routine questo test. Il dosaggio della beta nel sangue è utile quando l'operatore che segue la gravidanza (ostetrica o ginecologo) ritiene necessario sapere il prima possibile se l’andamento della gravidanza è regolare perché ci sono dei problemi (per esempio un sospetto digravidanza extrauterina). Per avere queste informazioni dal dosaggio delle Beta nel sangue bisogna eseguire almeno due prelievi a 48-72 ore di distanza uno dall’altro: in linea di massima se tutto va bene il valore della beta ogni 2-3 giorni raddoppia.

Consigli per la salute nella sesta settimana di gravidanza

I radicali cambiamenti subiti dall'organismo spesso possono portare la futura mamma a soffrire momenti di malessere o dolore fisico e psicologico.

Umore sottotono

Può capitare di sentirsi un po' giù di tono e di non riuscire a capire perché, visto che aspettare un bambino è proprio quello che si desiderava. La responsabilità è da attribuirsi sia al nuovo assetto ormonale, a cui l'organismo deve adattarsi, sia ai dubbi, agli interrogativi, ai timori che comprensibilmente sorgono a fronte di un grande cambiamento come quello di diventare madre.

Il consiglio: La cosa migliore da fare è accettare la situazione per quella che è, scacciando con determinazione eventuali sensi di colpa. Essere tristi non significa che non si è brave né che non si sta preparando al bambino l'accoglienza che merita. L'umore altalenante è un'eventualità possibile, destinata il più delle volte a risolversi già intorno alle dodic settimane.

Stanchezza e affaticamento

La frequente indolenza e le indisposizioni fisiche più o meno accennate sono conseguenze piuttosto comuni delle prime settimane di gravidanza. 

Il consiglio: una buona alimentazione (varia, bilanciata e poco calorica) e la pratica di sport consapevole (senza esagerare) può essere miolto d'aiuto per rinfrancare fisico e spirito della mamma.

Cosa fare nelle prime settimane di gravidanza?

  1. Prendere appuntamento con il tuo ginecologo per la prima visita di controllo. In alternativa, prenota la visita nell'ospedale in cui pensi di andare a partorire. Si può andare anche in un Consultorio familiare, dove più avanti nella gravidanza si possono anche seguire corsi di accompagnamento alla nascita, e incontrare altre future mamme.
  2. Seguire un'alimentazione sana, cioè varia, bilanciata (tutti i nutrienti devono essere presenti), ragionevolmente calorica. Vale naturalmente solo se prima della gravidanza seguivi una dieta scorretta: eccessivamente calorica, monotona, sbilanciata (per esempio, troppe proteine o troppi carboidrati).
  3. Eliminare completamente le bevande alcoliche, perché potrebbero produrre danni al bambino anche se assunte in minime quantità.
  4. Smettere di fumare. È questa la prima decisione da prendere immediatamente dopo aver saputo che c'è un bambino in arrivo. L'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto Superiore di Sanità dispone di un numero verde (800.554088) al quale possono rivolgersi le donne incinte che fumano.

Il pericolo di aborto spontaneo

Poiché l'embrione rimane attaccato alla placenta, la perdita di una gravidanza è un pericolo che - seppur in percentuali minime - riguarda le prime tredici settimane di gravidanza.

Ovviamente la presenza di particolari condizioni di salute (es: obesità) o la presenza reiterata di abitudini nocive (es: fumo e alcool in gravidanza o continui sforzi eccessivi) possono contribuire ad incrementare le probabilità di rischio, ma nella maggioranza dei casi le più frequenti causa d'aborto spontaneo sono anomalie cromosomiche o genetiche del feto

La camera gestazionale

La camera gestazionale è la struttura che si crea all'interno dell'utero per ospitare l'embrione. Normalmente la comparsa di questa "camera" - riscontrabile nel corso della prima ecografia -  è uno dei primi evidenti segni che determinano l'inizio di una gravidanza.

E se non si vede la camera gestazionale?

Talvolta può succedere che la camera gestazionale non venga rilevata durante la prima ecografia. Una delle ragioni può riguardare il fatto che l'embrione sia più piccolo del previsto, magari a causa di un errore nel calcolo del concepimento. C'è anche la possibilità che si tratti di una gravidanza extra-uterina.

Nei casi più gravi però, l'assenza di questa struttura segnala il mancato sviluppo dell'ovulo e dunque il preludio ad un aborto spontaneo.

Il feto nella sesta settimana di gravidanza

Già dalla sesta settimana il feto - che tecnicamente è ancora "embrione" - comincia a rendere evidente il lento sviluppo che si completerà solo alla fine della gestazione. La testa inizia ad ingrossarsi e ominciano a svilupparsi le orecchie e a delinearsi le dita delle mani e dei piedi.

Anche gli occhi - due puntini neri che spiccano sul resto - e i tratti del viso sono più evidenti, così come la colonna vertebrale, la quale, lungi dall'assumere la sua forma finale, va a creare una specie di piccola coda che diventerà invisibile quando il feto si sarà ingrossato a sufficienza per "inglobare" l'intera spina dorsale.

A sorprendere per la sua potenza è però il battito cardiaco, che pulsa con una frequenza quasi doppia rispetto a quello della madre che lo "ospita"!

Le misure

La lunghezza cranio-caudale è circa 2 mm (Calcolatore lunghezza feto)

Età gestazionale: due mesi (CALCOLO DPP - Data presunta del parto)

FONTI: NHS; BabyCenter

Domande e risposte

Quando si entra nella sesta settimana di gravidanza?

A metà del primo trimestre. La consuetudine fissa il primo giorno dell'ultima mestruazione come l'inizio della gestazione.

Quando si comincia a vedere la camera gestazionale?

Già dalla quinta settimana si può vedere la camera gestazionale nel corso della prima ecografia. Talvolta però l'embrione non è ancora sviluppato a dovere e dunque anche la camera gestazionale non risulta visibile.

Revisionato da Niccolò De Rosa - Aggiornato il 15.06.2015

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