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Salute e benessere

5 cose che devi ASSOLUTAMENTE sapere sull'alimentazione in gravidanza

Di Irma Levanti
alimentazionegravidanza

22 Ottobre 2015 | Aggiornato il 21 Aprile 2016
Un'indagine presentata a Milano, nell'ambito del congresso della Società italiana di ginecologia, sottolinea quali sono le principali carenze informative delle donne italiane rispetto ai comportamenti alimentari più corretti da tenere in gravidanza.

 

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Peso sotto controllo, adeguato apporto di acido folico e vitamina D, un buon consumo di pesce e colazione abbondante: sono tutti fattori molto importanti in gravidanza, e anche prima. Eppure, secondo un'indagine* realizzata da AstraRicerche per conto della Fondazione Giorgio Pardi, ente no profit che sostiene la ricerca in ambito materno-fetale, sono ancora molte le donne poco informate su questi aspetti.

 

L'indagine ha coinvolto 1000 donne italiane tra i 18 e i 42 anni, che hanno risposto a un articolato questionario sulle abitudini alimentari e lo stile di vita e sulle conoscenze relative ai comportamenti corretti in gravidanza.

 

Il campione era composto da donne per il 65,8% di peso normale, per il 17,7% in sovrappeso, per il 6,1% obese e per il 10,5% sottopeso. Il quadro emerso in generale è abbastanza positivo: i due terzi delle intervistate hanno infatti dichiarato di mangiare a sufficienza frutta e verdura, di limitare i grassi introdotti nella dieta e di praticare sport o almeno una moderata attività fisica.

 

Alimentazione in gravidanza: le cose che non sappiamo

Quando però si tratta di conoscenze relative ai comportamenti corretti da tenere in gravidanza, emergono diverse lacune significative. Per esempio:


1. Solo la metà delle donne è consapevole dell'importanza di evitare obesità e sovrappeso. Eppure, bisognerebbe cercare di tenere il peso sotto controllo già da prima del concepimento.

 

Iniziare una gravidanza obese o in sovrappeso, infatti, rappresenta un fattore di rischio per l'insorgenza di diabete gestazionale, ipertensione, preeclampsia, macrosomia fetale: tutte condizioni che, a loro volta, aumentano il rischio di parto complicato e di taglio cesareo. Inoltre, è sempre più evidente che disturbi metabolici in gravidanza (come appunto l'obesità) espongono anche i bambini al rischio di sviluppare disturbi metabolici da adulti.


2. Poco meno della metà conosce l'importanza di una dieta ricca di vitamina D e meno del 35% l'importanza di svolgere una vita (o almeno alcune attività) all'aria aperta. Ricordiamo che una moderata esposizione al sole è fondamentale per la produzione di vitamina D da parte dell'organismo. La vitamina D è importante per la mineralizzazione dello scheletro e sembra inoltre, secondo alcuni studi recenti, che una sua carenza possa essere associata al rischio di complicazioni in gravidanza.

 

3. Solo il 35% delle donne intervistate conosce l'importanza di distribuire più equamente le quantità di cibo tra i pasti principali, compresa la colazione, che spesso è troppo leggera. Tra l'altro, si tratta di un'abitudine che aiuta a ridurre il disagio delle nausee dei primi mesi e il rischio di bruciore gastrico negli ultimi.

 
4. Quasi tre donne su dieci non conoscono l'importanza di assumere acido folico, una sostanza fondamentale per ridurre i rischi di difetti del tubo neurale, come la spina bifida, nel bambino. In questo caso, la tempistica è fondamentale, come ha ricordato durante la presentazione dell'indagine Enzo Grossi, gastroenterologo e Scientific Advisor del Padiglione Italia di Expo. "L'acido folico va assunto per almeno un paio di mesi prima del concepimento e per i primi due-tre mesi della gravidanza".


 5. Solo il 23,6% delle intervistate è consapevole dell'importanza di mangiare più pesce anche durante l'allattamento. Il pesce è fondamentale per il suo apporto in acidi grassi di tipo omega 3 (come il DHA) e per la ricchezza di vitamina D e Iodio. A proposito dello iodio, un altro dei partecipanti alla conferenza di presentazione, Michale Krawinkel, docente di nutrizione e pediatria all'Università di Giessen, in Germania, ha sottolineato come la carenza di questo elemento sia una delle emergenze nutrizionali principali, anche nei paesi sviluppati.

 

*L'indagine è stata realizzata con il contributo dell'azienda Effik Italia, in occasione del lancio di un nuovo integratore di acido folico per la gravidanza.