Salute e benessere

Alimentazione in gravidanza: tutte le risposte alle vostre (tantissime) domande

Di Valentina Murelli
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04 Gennaio 2019 | Aggiornato il 04 Gennaio 2019
Alla prima diretta di nostrofiglio.it le nutrizioniste Giulia Privitera e Angela Spadafranca hanno risposto alle vostre domande sulla dieta da seguire in gravidanza, sui cibi da evitare e sui piccoli trucchi da adottare per affrontare i disturbi dell'attesa. Eccole riassunte qui.
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Tutto quello che avreste voluto sapere sull'alimentazione in gravidanza

: lo avete effettivamente chiesto alla prima diretta di nostrofiglio.it (online il 18 dicembre scorso) alle nostre esperte Giulia Privitera, dietista specializzata in alimentazione e nutrizione umana alla Clinica Mangiagalli di Milano, e Angela Spadafranca, biologa specialista in scienza dell’alimentazione, libera professionista e collaboratrice di ricerca della Mangiagalli.

 

Ecco tutte le loro risposte suddivise per temi differenti, dalle questioni igieniche e di sicurezza ai trucchi per non prendere troppo peso e per affrontare disturbi come la nausea.

 

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Igiene e sicurezza

Sono negativa alla toxoplasmosi: posso mangiare tonno in scatola e maionese? (Valentina)


Per il tonno in scatola la risposta è sicuramente sì: il toxoplasma è un parassita veicolato dalle feci del gatto che si può trovare nel terreno. Gli alimenti pericolosi perché a rischio di contaminazione sono prodotti di origine animale come la carne (che per questo deve sempre essere consumata ben cotta se si è toxo-negative) e il latte non pastorizzato, oppure verdura (che deve quindi essere lavata molto bene se consumata cruda). Il pesce non è a rischio di contaminazione da

toxoplasma.

 

Per quanto riguarda la maionese, il rischio di contaminazione è veramente ridotto. L'ingrediente a rischio potrebbero essere le uova, ma in genere quelle presenti nelle maionesi industriali (per intenderci, la maionese che compriamo al banco del supermercato) sono pastorizzate dunque prive di rischi. (Spadafranca)

 

Come si fa a sapere se le uova della maionese sono pastorizzate?


È riportato in etichetta. Per quanto riguarda le uova fresche, va tenuto presente che l'eventuale rischio di contaminazione batterica non è tanto sul contenuto (albume e tuorlo) quanto sul guscio. Per questo, le uova “del contadino” sono a maggior rischio di contaminazione batterica di quelle provenienti da allevamenti industriali.

 

In generale, in gravidanza va tenuto conto del fatto che, senza nulla togliere al loro grande valore nutrizionale, i prodotti comprati direttamente dal produttore hanno in genere un maggior rischio di contaminazione microbiologica. (Spadafranca)

 

Sono negativa alla toxoplasmosi: posso mangiare alimenti marinati? (Rossella)


Gli unici due metodi che permettono di devitalizzare il toxoplasma sono la cottura (sopra i 67°C per almeno quattro minuti) e il congelamento (per almeno quattro giorni a -18°C in congelatore domestico o per almeno un giorno a -20°C o meno in congelatore commerciale).

 

Altri processi come la marinatura, la salatura, la stagionatura, l'affumicatura possono ridurre il rischio ma non lo azzerano del tutto. Per questo, se vogliamo dare un'indicazione di sicurezza diciamo che è meglio evitare gli alimenti marinati. (Spadafranca)

 

Se congelo le alici prima di marinarle, poi posso mangiarle? (Tanya)


Sì, il congelamento abbatte eventuale parassiti. Deve avvenire per quattro giorni ad almeno -15° o -18°C nei congelatori domestici. Il punto critico è essere sicuri che il congelatore di casa arrivi davvero a quello temperature. (Spadafranca)

 

Non sono immune alla toxo ma mangio spesso il prosciutto cotto. Si può o è meglio evitare? (Giovanna)


Può essere sicuramente consumato dal punto di vista del rischio toxoplasmosi, ma ricordiamo che gli affettati vanno messi in tavola non più di una volta alla settimana, per l'elevato apporto di colesterolo, grassi saturi, nitriti. (Spadafranca)

 

Si può mangiare il prosciutto crudo? E in generale i vari insaccati? C'è qualche livello di stagionatura che permette di consumarli con tranquillità? (Giovanna)


Alcune osservazioni suggeriscono che una stagionatura superiore ai 24 mesi riduce il rischio di infezione da toxoplasma, ma non lo azzera del tutto, e comunque è difficile per i consumatori essere certi della durata di una stagionatura. Per questi motivi, se non si è immuni alla toxoplasmosi vale la pena fare il sacrificio di rinunciare temporaneamente al prosciutto crudo.

 

Vale lo stesso per coppa, pancetta, speck, bresaola, culatello e salame crudo. (Spadafranca)

 

Posso mangiare insalata e verdure crude? Come è meglio lavarle? (Roxana)


Certo, l'insalata e altre verdure crude possono a rischio di toxoplasmosi, ma si possono – anzi, si devono! - consumare comunque, ovviamente dopo averle ben lavate. Come? L'importante è il lavaggio molto accurato sotto abbondante acqua corrente.

 

A questo proposito, ricordiamo che l'uso del bicarbonato è ok, ma non deve essere una scusa per prestare meno attenzione all'accuratezza del lavaggio. Di per sé il bicarbonato non riduce il rischio di infezione perché non distrugge il parassita, ma il suo vantaggio sta nel fatto che crea una sorta di patina biancastra sulle verdure che spinge a lavarle meglio per togliere la patina stessa. (Spadafranca)

 

È molto pericolosa la toxoplasmosi per il feto? (Linda)


Molto dipende dal momento della gravidanza in cui avviene l'infezione: più è precoce e maggiori sono i rischi, perché i primi mesi della gravidanza sono quelli nei quali avviene la morfogenesi, cioè la formazione degli organi del bambino. In generale, possiamo dire che può portare ad aborto spontaneo, a malformazioni, a danni al sistema nervoso centrale o all'apparato visivo. (Spadafranca)

 

Sono immune alla toxo: posso mangiare tutto? (Raffaella)


La risposta è sì se si considera solo il rischio di infezione da toxoplasma, ma va tenuto presente che l'assunzione di alcuni alimenti pone comunque a rischio di altre infezioni causate da altri batteri.

Per esempio: il pesce crudo non bene abbattuto (cioè sottoposto a congelamento per almeno 96 ore a -18 °C in congelatore domestico o per almeno 24 ore a -20° C in congelatori della ristorazione) è un alimento a rischio di salmonella. (Spadafranca)

 

 

Quali sono gli alimenti a cui prestare attenzione per evitare il rischio di listeriosi?


Oltre al pesce crudo o affumicato, anche il latte crudo non pastorizzato e formaggi erborinati o con muffe come gorgonzola, brie, camembert, roquefort. Anche in questo caso, bollitura (per il latte) e cottura ad almeno 65-70° C per qualche minuto possono azzerare il rischio.

 

Si ricorda che Listeria ha un'incidenza di infezione molto più bassa rispetto alla toxoplasmosi, ma che questa incidenza non è comunque pari a zero (Spadafranca).

 

Quali pesci sarebbe meglio evitare in gravidanza? (Valentina)


Il pesce è un alimento molto importante in gravidanza, perché è ricco di acidi grassi omega 3 che sono essenziali per lo sviluppo nervoso del feto.

 

Spesso in questo periodo se ne riduce l'assunzione per paure legate alle possibili contaminazioni con sostanze tossiche come il mercurio, ma tutte le linee guida dicono che può essere consumato con tranquillità due o tre volte alla settimana.

 

L'accortezza è quella di preferire pesci di piccola taglia come alici, aringhe, sgombri, merluzzi, naselli, limitando a non più di una volta alla settimana i grandi pesci come squalo, tonno e pesce spada. (Privitera).

 

Si ricorda che il pesce contiene anche piccole quantità di altre sostanze importanti per lo sviluppo fetale, come la vitamina D e lo iodio (redazione).


Crostacei e molluschi (come calamari e vongole) si possono mangiare in gravidanza? (Pamela, Giusy, Rosa)


La risposta è sì se sono ben cotti, ben lavati e con una frequenza di consumo solo occasionale. Sono infatti animali filtratori, per cui possono accumulare sostanze inquinanti presenti nel mare. In effetti, quando parliamo in generale di consumo di pesce, non ci riferiamo a crostacei e molluschi ma a pesce tipo quello azzurro. (Spadafranca)

 

È possibile mangiare funghi? (Lucia, Giusy. Evelyn)


Non sono elencati da alcuna linea guida come alimenti vietati, ma anche in questo caso va considerato che sono organismi filtratori e potrebbero accumulare inquinanti, per cui vanno consumati solo in modo occasionale. E sempre cotti o lavorati, non crudi. (Spadafranca)

 

Alimentazione e salute
Quanto si deve bere ogni giorno? È possibile, bevendo di più, aumentare i livelli di liquido amniotico? (Valentina)


Bere è importante in generale, per tutti: bisognerebbe bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, pari a 6-8 bicchieri. In gravidanza diventa ancora più importante, sia per sostenere l'aumento di volume del sangue materno (importante per garantire una buona vascolarizzazione della placenta) sia perché con l'acqua si introducono anche sali minerali importanti per l'organismo. Dunque in gravidanza l'ideale sarebbe arrivare a 2-2,5 litri al giorno.

 

Per le mamme che non hanno l'abitudine di bere molto, un consiglio può essere quello di introdurre una o due tazze di tè o tisane al giorno, ovviamente non zuccherata.

 

L'acqua introdotta non ha in generale un effetto sul liquido amniotico, che è prodotto dalle urine del bambino. È chiaro però che il bambino di una mamma disidratata non è in condizioni ottimali, dunque produrrà meno urine del solito e il liquido amniotico tenderà ad abbassarsi. Dunque il consiglio generale è quello di assicurare una buona idratazione, nell'ambito di una corretta alimentazione ricca di frutta e verdura, che sono a loro volta ricche di acqua. (Spadafranca e Privitera)

 

Tè e caffè sono pericolosi in gravidanza? Quanto se ne può bere? (Ilaria)


Come spesso accade, tutto dipende dalle quantità. Due o tre tazzine di caffè o due o tre tazze di tè al giorno non costituiscono un problema (a maggior ragione se la mamma era già abituata a consumarli). Anzi, parliamo di bevande che hanno anche un buon contenuto di antiossidanti.

 

Meglio però evitare di superare queste quantità, perché alcuni studi indicano un'associazione tra elevate concentrazioni di caffeina e aumento del rischio di aborto e di ritardo di crescita fetale. (Spadafranca e Privitera)

 

Quali sono le tisane più indicate in gravidanza? (Ionelia)


Non ci sono particolari tisane consigliate per la gravidanza, magari può esserci qualche indicazione specifica a seconda delle situazioni: in caso di meteorismo può essere indicata una tisana al finocchio, mentre una tisana con melissa e valeriana può avere un effetto rilassante e così via.

In generale le tisane possono essere considerate sicure in gravidanza, perché il contenuto di principi attivi estratti della piante è molto basso. Diverso il discorso per gli integratori alimentari anche “naturali”, che non sono necessariamente sempre sicuri: sempre meglio chiedere consiglio al medico. (Spadafranca)

 

È possibile bere alcolici o vino o spumante durante le feste? Quali sono i limiti? (Alessia)


Le linee guida su questo argomento sono molto chiare e tassative: no alcol in gravidanza. Di sicuro il consumo abituale va scoraggiato, ma un bicchiere di vino per un brindisi del tutto occasionale durante le feste può anche essere concesso.  (Spadafranca)

 

Quali alimenti devo mangiare per assumere più ferro? (Linda)


Durante la gravidanza il fabbisogno di ferro aumenta (da 18 a 27 milligrammi al giorno). Si tratta di un elemento importantissimo per questo periodo: sembra infatti che una sua carenza sia associata a un aumento del rischio di complicazioni ostetriche come preeclampsia, rottura prematura delle membrane e parto prematuro. Ecco perché è molto importante che il ginecologo valuti lo stato della mamma dal punto di vista di questo nutriente (basta un esame del sangue).

 

A livello alimentare lo si trova principalmente nella carne (ne è molto ricca quella di cavallo) e nel pesce, ma anche in vegetali (rucola, radicchio, broccoli), frutta secca e legumi. In caso di carenza potrebbe essere necessaria una supplementazione con un integratore alimentare. (Privitera)

 

A proposito di ferro di origine vegetale, va detto che è un po' più difficile da assorbire rispetto a quello di origine animale, ma anche che l'assorbimento può essere facilitato dall'associazione a fonti di vitamina C. Condire l'insalata con il limone al posto dell'aceto, accompagnare il pasto con una spremuta d'arancia, aggiungere la passata di pomodoro alle lenticchie sono tutti trucchi che favoriscono un maggiore assorbimento. Sconsigliati invece tè e caffè ai pasti, perché ostacolano l'assorbimento. (Spadafranca)

 

Quanto calcio bisogna assumere in gravidanza e quali sono gli alimenti consigliati per la sua assunzione? (Ilaria)


Durante la gravidanza il fabbisogno di calcio aumenta da circa 1000 a circa 1200 milligrammi al giorno. Le fonti principali sono latte, yogurt e formaggi, ma una fonte importante è in genere rappresentata dall'acqua, anche quella del rubinetto. In alternativa, si può optare per acqua in bottiglia ricca in calcio, che riporti un'etichetta una concentrazione di calcio maggiore o uguale a 150 milligrammi per litro (ma in genere le acque ricche in calcio dichiarano direttamente di esserlo). (Privitera)

 

Anche alcuni vegetali (broccoli, cime di rapa, carciofi, cardi, cicoria, indivia, rucola,
radicchio verde) e frutta secca (mandorle, sesamo e fichi secchi) sono buone fonti di calcio. (redazione)

 

Qual è il ruolo della frutta secca a guscio nell'alimentazione in gravidanza?


È un ruolo preziosissimo, perché la frutta secca a guscio come mandorle, noci, pistacchi, è fonte di omega 3 e di proteine, ha un ottimo effetto saziante e ha un effetto di tamponamento sulla nausea. Ma attenzione: la frutta secca è anche molto calorica: non più di 20-30 grammi al giorno, pari a 10-20 mandorle. (Spadafranca)

 

Alimentazione e disturbi in gravidanza


Ho effettuato la curva da carico di glucosio e il secondo prelievo dava una glicemia leggermente superiore alla norma, mentre nel primo e nel terzo prelievo la glicemia risultava nella norma. Devo assolutamente eliminare ogni tipo di dolce? (Claudia)


La curva da carico di glucosio è un test di screening che si effettua in genere tra le 24 e le 26 settimane di gravidanza per valutare se si sta sviluppando diabete gestazionale. Consiste nell'ingestione di 75 grammi di glucosio in un'unica soluzione, seguita da tre misurazioni successive della glicemia (al tempo zero, dopo un'ora e dopo due ore). Se il test presenta anche uno solo dei tre valori di glicemia alterato, si ritiene che la mamma stia sviluppando diabete gestazionale.

 

La buona notizia è che la maggior parte delle mamme riesce a tenere sotto controllo la condizione solo con la dieta: sono pochissime le donne che arrivano ad avere bisogno di un trattamento farmacologico.

 

Dal punto di vista dietetico, la prima indicazioni è quella di stare attente ai carboidrati (cioè agli zuccheri). Non significa che occorre eliminarli del tutto, ma che bisogna stare attente alla quantità e alla qualità dei carboidrati che si introducono. Vanno ridotti gli alimenti ricchi di carboidrati che alzano la glicemia con più facilità (dolci, zucchero, miele, riso bianco, mais, couscous, patate), a favore di quelli a lento rilascio come i cereali integrali. (Privitera)

 

L'alimentazione può aiutare ad attenuare i frequenti mal di testa di cui soffro da quando sono in gravidanza? (Alessia, Myriam)


Può aiutare nel senso che si possono evitare alimenti contenenti particolari sostanze con effetto vasodilatatore, che possono quindi accentuare il mal di testa. Si tratta della tiramina, contenuta nei formaggi (in particolare quelli stagionati), avocado e banane e del glutammato monosodico, contenuto in salsa di soia, dado, piatti pronti.

 

Posso usare lo zenzero fresco per attenuare i frequenti mal di gola di cui soffro? So che potrebbe dare qualche problema in gravidanza... (La Tommy)


L'alimento in sé – cioè la radice per esempio a fette - può essere consumato con tranquillità. Qualche cautela in più va usata con gli estratti, ma sappiamo che è possibile un consumo fino ai 500-550 milligrammi al giorno. Per quanto riguarda l'effetto sul mal di gola, però, va detto che non ci sono prove che serva davvero a qualcosa, mentre ci sono delle piccole evidenze di un'azione antiemetica, cioè contro la nausea.

 

In generale, va bene rivolgersi a rimedi di tipo naturale, ma è sempre meglio interpellare il medico per verificare che siano sicuri e che siano la scelta giusta (se il sintomo continua nel tempo potrebbe essere più opportuno passare a un farmaco tradizionale). (Spadafranca)

 

Entro oggi nel quarto mese e ho perso un chilo per via delle nausee. Nemmeno i crackers mi hanno aiutata... cosa posso fare? (Naomi)


In effetti la nausea è un disturbo abbastanza invalidante, ma per fortuna tende a scomparire o ad attenuarsi dopo le 12-13 settimane di gravidanza. Solo il 10% delle donne che ne soffrono la porta avanti fino al parto.

 

Tra i consigli generali per attenuarle c'è quello di iniziare il pasto con qualcosa di amidaceo (fette biscottate, grissini o cracker anche integrali), anche se nel caso di Naomi i cracker non sono serviti a molto. Un'altra strategia utile è quella di frazionare i pasti, evitando di far passare troppo tempo tra un pasto e l'altro. E, ovviamente, evitare tutti gli alimenti che sembrano accentuare il senso di nausea.

 

Se alla nausea si accompagna vomito protratto questo deve essere comunicato al medico, perché può esserci rischio di disidratazione, pericolosa per la mamma e il bebè. (Privitera)

 

Ho sofferto di nausee nei primi quattro mesi e non sono riuscita a mangiare molto, perdendo quattro chili. È pericoloso per la crescita del feto? (Missy)


Il generale il calo che può verificarsi nelle prime settimane non è pericoloso, soprattutto se parliamo di una mamma normopeso o in sovrappeso. L'importante è che non ci sia disidratazione, per cui se c'è anche vomito continuo va informato il medico e potrebbe essere necessario il ricovero.

 

In ogni caso, va tenuto presente che oltre al peso della mamma si valuta sempre anche come cresce il bambino. Se cresce bene si può essere anche meno fiscali rispetto all'aumento di peso previsto per la mamma. (Spadafranca e Privitera).

 

In gravidanza ho piccoli problemi di ritenzione idrica alle gambe: che alimenti posso usare per combatterla? Infusi di zenzero e limone possono aiutare? (Rosa)


La ritenzione idrica in gravidanza in parte è normale, fisiologica: in ogni caso, bere in modo adeguato, ma anche fare un po' di attività fisica aiutano a contrastarla. Camminare e nuotare, per esempio, hanno un'efficace azione linfodrenante. In generale, ricordiamo che l'attività fisica in gravidanza non è controindicata ma consigliata, a meno di particolari situazioni di rischio che saranno indicate dal medico e ovviamente evitando sport che possono comportare impatti traumtici, come lo sci o la bicicletta.

 

Quanto agli infusi di zenzero e limone, non fanno male ma non abbiamo prove che servano davvero in caso di ritenzione idrica.  (Spadafranca)

 

 

Sono alla trentesima settimana e ho una digestione lentissima che spesso mi porta a vomitare, pur non avendo mai sofferto di nausea. Esistono rimedi efficaci? (Luisa)


La strategia più efficace è quella di scegliere alimenti con facile digeribilità, evitando citi molto conditi, pizzette, focacce e simili, che possono appesantire e rallentare la digestione. (Privitera)

 

Ci sono cibi utili per far alzare la pressione? (Myriam)


Passati i primi mesi, quando la pressione della mamma può in effetti essere un po' più bassa del solito, in gravidanza di solito la pressione tende ad alzarsi ed è bene tenerla sotto controllo misurandola periodicamente.

 

Tra gli alimenti che fanno alzare la pressione c'è la liquirizia, da preferire in tronchetto, a basso contenuto di zuccheri. (Spadafranca)

 

Come contrastare la sensazione di intestino gonfio?


Alcune mamme iniziano la gravidanza con una stipsi importante accompagnata da gonfiore e meteorismo. In questi casi il consiglio è di rivedere la propria alimentazione in senso più vario ed equilibrato e idratarsi bene. Il consumo di latti fermentati con probiotici può essere d'aiuto per tutta la gravidanza per aiutare la regolarità intestinale. (Privitera)

 

Peso in gravidanza

 

Sono appena entrata nel sesto mese. Ho già preso 13 kg e ho sempre voglia di dolce. Cosa posso mangiare? (Elisabetta)
A me mancano 20 giorni al parto e ho peso 14 chili. Come faccio a non metterne su altri durante le feste? (Alessia)
Sono incinta di sette mesi e ho già preso troppi chili: quali alimenti devo mangiare o devo evitare per non prendere altro peso? (Ornella)
In generale, come regolarsi per non prendere troppo peso in gravidanza?


La prima cosa da fare è partire dal concetto che in gravidanza non bisogna sentirsi autorizzate a mangiare per due, perché l'energia in più di cui si ha bisogno non è poi molto.

 

Bisognerebbe invece cercare di mangiare meglio, distribuendo bene i pasti durante la giornata in cinque occasioni (colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, spuntino di metà pomeriggio e cena), variando il più possibile l'alimentazione e introducendo alimenti come cereali integrali, molte verdure, frutta. Sono infatti alimenti ricchi di fibre, che danno sazietà. Al contrario, bisognerebbe limitare i cibi ad elevata densità energetica, come dolci e formaggi.

 

A volte una persona si ritiene a dieta solo perché sceglie di consumare alimenti apparentemente poveri come un pacchetto di cracker e una crescenza. In realtà questo pasto così “triste” contiene le stesse calorie di un piatto di spaghetti, una fetta di carne, un'insalata e un frutto, decisamente più equilibrato e ricco di nutrienti.  

 

Per la voglia di dolce si può puntare sul cioccolato fondente (concessi 20 grammi al giorno) o su piccole porzioni di dolci fatti in casa, con poco zucchero, pochi grassi e una farina integrale o poco raffinata (tipo 2). Quando proprio la voglia è irresistibile ce la si può concedere, tenendo d'occhio l'apporto calorico: sì a uno snack ogni tanto, che non superi le 100 kcal in totale.

 

Durante periodi festivi, come Natale o Pasqua, un trucco per non lasciarsi andare è quello di festeggiare senza troppi limiti nei giorni rossi sul calendario, rimanendo più sotto controllo nelle altre giornate. E nei giorni in cui i pasti sono stati più impegnativi è una buona idea fare un po' di attività fisica in più: basta una bella camminata. (Spadafranca e Privitera)

 

 

Quanto cioccolato è consentito in gravidanza? (Monica)


Possiamo dare una buona notizia: i risultati di vari studi portano a concludere che l'assunzione quotidiana di cioccolato fondente (almeno al 70%) è non solo tollerata ma addirittura consigliata. Il cioccolato fondente contiene infatti molecole con una buona azione antiossidante e antinfiammatoria, che potrebbero svolgere un ruolo preventivo nei confronti del diabete gestazionale. Inoltre fa bene all'umore perché contiene l'amminoacido triptofano, precursore della serotonina, il neurotrasmettitore del buonumore.

 

Ovviamente non bisogna esagerare: la dose consigliata è di 20 grammi al giorno, pari a quattro quadratini di una tavoletta tradizionale. (Spadafranca)

 

Sono incinta di sette settimane: non ho nausee, ma tanta voglia di sottaceti e verdure in salamoia. Posso mangiarli? (Cristina)


Sì, non fanno male e hanno un basso potere calorico. Le voglie diventano più problematiche se riguardano dolci o formaggi, cioè cibi ricchi di zuccheri e grassi, ad alta densità energetica, percéh se ci si lascia andare troppo si rischia di mettere su troppo peso. (Spadafranca)

 

Alimentazione dopo il parto


Cosa mangiare e cosa evitare dopo il parto per perdere i chili presi? (Sara, Jessica)


L'indicazione generale è la stessa valida per la gravidanza e cioè puntare su un'alimentazione varia ed equilibrata, che comprenda:

  • pasta, riso e cereali meglio se integrali;
  • proteine non solo di origine animale ma anche vegetale (da legumi, cereali, frutta secca);
  • grassi prevalentemente insaturi, da pesce (tre volte alla settimana) e olio extravergine d'oliva;
  • due porzioni di frutta e due di verdura ogni giorno;
  • acqua in abbondanza (almeno due litri al giorno).

Di sicuro vanno evitate diete drastiche in questo periodo: d'altra parte il corpo ci ha messo nove mesi per trasformarsi fino al parto ed è giusto concedergli altrettanto per tornare al peso di prima della gravidanza. E a volte potrà volerci anche un po' meno – tra i tre e i sei mesi - specie se in gravidanza non si è aumentate troppo e se si allatta.

 

L'allattamento comporta un dispendio energetico di 500 kcal all'ora, le stesse che si consumano spalando neve per un'ora.

 

E anche dopo il parto un po' di attività fisica è più che benvenuta: basta mettere il bebè in fascia o in carrozzina e concedersi lunghe passeggiate all'aperto con lui o con lei.

 

Infine, può essere d'aiuto chiedere una mano a qualcuno (il neopapà, i nonni, qualche amica) nella preparazione dei pasti. Le prime settimane con il bambino possono essere molto faticose e se qualcuno può dare una mano nella preparazione di cibi sani e adeguati tanto meglio. (Spadafranca e Privitera)

 

Cosa mangiare o non mangiare durante l'allattamento? Ci sono cibi che favoriscono la produzione di latte? (Vincenza, Jessica)


Non ci sono cibi consigliati o sconsigliati durante l'allattamento. Come dicevamo, la dieta deve essere varia ed equilibrata: se lo era anche durante la gravidanza, il bambino sarà già abituato a tanti sapori diversi, con i quali era entrato in contatto attraverso il liquido amniotico.

 

Non esistono neppure alimenti che aumentano la produzione di latte (neppure la tanto citata birra). Di sicuro è importante bere molto. E ricordare che l'allattamento è un meccanismo sofisticato che risponde alla domanda: tanto più il bambino si attacca, tanto più latte si produce. (Spadafranca)