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Salute e benessere

Erbe in gravidanza: quali sì, quali no

Di Valentina Murelli
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27 Febbraio 2017
Percepite come naturali e dunque innocue, le erbe sono spesso ricercate in gravidanza. Però non sempre sono indicate, o perché poco efficaci, o perché si sa ancora poco dei loro possibili effetti collaterali o perché possono rappresentare un rischio. Vediamo quali sono le erbe che si possono assumere in tranquillità e quelle sconsigliate.

 

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Tisane, ma anche integratori alimentari e rimedi vari a base di piante ed erbe. Per alcune donne in gravidanza rappresentano una valida alternativa ai farmaci classici per il trattamento o la prevenzione di piccoli disturbi, nella convinzione che, trattandosi di prodotti "naturali", siano anche innocui e privi di effetti collaterali per loro e per i bambini che portano in pancia.

 

Eppure non è detto che sia così. Anzi: ci sono piante (ginseng, liquirizia, uva ursina) decisamente sconsigliate, mentre di altre non è ancora chiara l'efficacia - cioè se funzionano davvero - oppure si sa talmente poco rispetto agli effetti reali che possono avere sulla placenta - l'organo per eccellenza della gravidanza - e sul feto in via di sviluppo che la cautela è d'obbligo.

 

Detto questo, però, ci sono anche erbe e piante considerate utili e sicure, che possono essere assunte con tranquillità in autonomia - a certe condizioni - oppure sotto controllo da parte di un medico esperto di fitoterapia. "Il problema reale in questi casi è quello del dosaggio" sottolinea Alfredo Vannacci, medico farmacologo dell'Università di Firenze, ed esperto di fitoterapia, agopuntura e medicina tradizionale cinese.

 

Prendiamo il caso dello zenzero: di sicuro è efficace contro nausea e vomito in gravidanza, ma se si tratta di condizioni serie non è detto che basti una semplice tisana, come quelle che si possono acquistare in erboristeria o al supermercato o fare da sole con qualche fettina di radice fresca in acqua bollente. "Queste soluzioni vanno bene se c'è giusto un po' di fastidio, ma se nausea e vomito sono importanti bisogna prendere l'estratto secco. Che funziona, ma deve essere assunto dietro prescrizione fitoterapica".

 

Erbe in gravidanza: ecco quelle che si possono prendere senza problemi
"Diciamolo subito: quando si tratta di semplici tisane in genere non ci sono problemi" afferma Vannacci. "L'importante è accertarsi che non contengano oli essenziali, perché passano tutti la placenta e non è chiaro che effetti possano avere sul feto".

 

Dunque via libera alle tisane più comuni: camomilla, melissa, valeriana, tiglio, biancospino, ortica, menta, passiflora e perfino finocchio (spesso utilizzato in caso di gonfiore addominale e flatulenza), che pure alcuni sconsigliano perché contiene una sostanza (estragolo), considerata cancerogena. "In realtà - precisa l'esperto - gli studi più recenti sottolineano che questo rischio si riferisce alla sostanza isolata e non al seme intero utilizzato negli infusi, che contiene una serie di altre sostanze complessivamente benefiche".

 

Ovviamente, il via libera si riferisce a un uso "di buon senso" - un paio di tazze al giorno, magari variando le composizioni - e a situazioni di gravidanze fisiologiche. Se ci sono in gioco altri problemi conviene comunque sentire il medico, per essere certe di poter bere la tisana desiderata in tutta tranquillità.

 

A ogni disturbo la sua pianta
Vediamo allora quali sono le erbe che, secondo il fitoterapeuta Vannacci, potrebbero dare una mano in caso di piccoli disturbi della gravidanza. Ricordando ancora una volta che soluzioni immediate e sicure come le tisane difficilmente sono risolutive: possono portare a piccoli miglioramento, ma magari serve qualcosa in più, da prendere solo con la supervisione del medico esperto.

 

1. Affaticamento, sonnolenza e mancanza di energia
Sono sintomi spesso presenti nelle prime settimane o nei primi mesi di gravidanza. "In questi casi può dare una mano il the verde" consiglia l'esperto. "Naturalmente senza esagerare, cioè non più di 2/3 tazze al giorno, per evitare di assumere troppa caffeina. E, nel primo trimestre, per essere certi di non interferire con il metabolismo dell’acido folico".  [Leggi anche: Cosa bere in gravidanza, tutte le bevande ammesse e vietate]

 

2. Nausea e vomito
In questo caso la soluzione naturale è lo zenzero. Come abbiamo detto, se si tratta di un leggero fastidio può bastare la tisana preconfezionata o fatta in casa, ma se la nausea è importante o c'è vomito conviene rivolgersi ad un medico, che valuterà la prescrizione di estratto secco.

 

3. Disturbi digestivi
Bruciore di stomaco e cattiva digestione sono purtroppo compagnie comuni di tante gravidanze. Molte donne si affidano a tisane a base di camomilla e altea, che la letteratura scientifica considera sicure. Quanto all'efficacia, però, è tutto un altro discorso. "Sono gradevoli e non fanno male, ma non risolvono il problema. Che deve essere affrontato con strategie relative allo stile alimentare e di vita" sottolinea Vannacci. [Leggi anche: Acidità e bruciore di stomaco in gravidanza, 6 rimedi facili]

 

Stesso discorso per sintomi come gonfiore addominale o stitichezza: anche in questo caso bisogna agire in primis sull'alimentazione. E rispetto alla stipsi, Vannacci sconsiglia decisamente le piante che stimolano l'intestino, come senna, rabarbaro, aloe. "Abituano l'intestino a essere appunto stimolato, così a lungo andare non funziona più".

 

4. Insonnia
Tisane a base di valeriana, melissa, passiflora, tiglio possono rappresentare un blando rilassante. Sono ok, ma non aspettatevi miracoli.

 

5. Raffreddamenti
L'erba di riferimento per raffreddori e piccole infezioni respiratorie è l'echinacea, utilizzata per ridurre lievemente la durata dei sintomi. Poiché è efficace soprattutto ad alti dosaggi, però, sarebbe meglio assumerla dopo aver sentito un medico.

 

6. Infezioni delle vie urinarie
In questi casi è consigliato il mirtillo rosso, in genere assunto in forma di compresse. "Sappiamo che è sicuro - afferma Vannacci - ma ultimamente alcuni studi hanno messo in dubbio la sua reale efficacia". E comunque, si può provare a usarlo solo ai primissimi sintomi di bruciore urinario: quando c'è diagnosi di infezione, in genere la soluzione è rappresentata da un antbiotico.

 

Erbe sconsigliate in gravidanza
Come abbiamo detto, nei mesi dell'attesa sono da evitare tutti gli oli essenziali. Inoltre, un recente documento del Centro di medicina integrativa dell'azienda ospedaliera Careggi di Firenze sconsiglia anche:

  • gingko;
  • ginseng;
  • iperico;
  • liquirizia (ovviamente il riferimento è a un uso eccessivo, non a una caramellina ogni tanto...);
  • partenio;
  • tea tree oil;
  • uva ursina.

Da evitare, inoltre, piante medicinali provenienti da paesi extraeuropei come Cina, India, Africa o Sud America, sia perché spesso mancano dati sulla loro sicurezza, sia perché possono mancare anche informazioni sulla qualità delle preparazioni.

 

Guarda anche il video con i cibi promossi o bocciati in gravidanza