Mortadella in gravidanza

Mortadella in gravidanza, si può mangiare?

Di Angela Bisceglia
mortadella
10 novembre 2014 | Aggiornato il 21 gennaio 2020
Mortadella, prosciutto cotto e tutti i salumi cotti in gravidanza si possono mangiare; se non si è immuni alla toxoplasmosi, vanno invece evitati tutti i salumi crudi.

Sei incinta e hai voglia di mortadella?

Tranquilla la mortadella è un salume cotto e quindi sicuro se consumato in gravidanza. Scopri quali altri salumi puoi mangiare (se non sei immune alla toxoplasmosi) e perché.

 

 

Quali sono i salumi sicuri in gravidanza

 

In gravidanza, mortadella e prosciutto cotto sono sicuri

In gravidanza si possono mangiare:

  • mortadella
  • prosciutto cotto

Mortadella e prosciutto cotto hanno dei processi di lavorazione ad alte temperature, che sono in grado di sconfiggere batteri e protozoi, compreso il toxoplasma, che viene inattivato oltre i 60 gradi. "Anche se non si è mai contratta la toxoplasmosi e il toxo-test risulta quindi negativo, mortadella e prosciutto cotto si possono consumare" dice Giulia Casu, ginecologa della Clinica Mangiagalli di Milano e consulente di ASM, l'Associazione per lo Studio delle Malformazioni.

 

Che cosa è la mortadella
La mortadella è un salume insaccato "cotto" a base di carne suina e grasso (lardo). A seconda della tipologia ha delle varianti di carne bovina, fegato e diverse spezie.
 

 

 

 

Salumi da evitare in gravidanza

 

Meglio evitare, se non si è immuni alla toxoplasmosi:

  • prosciutto crudo
  • salame
  • bresaola
  • pancetta
  • capocotto
  • altri saluti crudi

Prosciutto crudo, salame, bresaola, pancetta, capocotto e altri salumi crudi hanno processi di lavorazione che non prevedono l'utilizzo di alte temperature, quindi se non si è immuni alla toxoplasmosi vanno evitati oppure devono essere cotti.

C'è chi dice che il protozoo potrebbe essere inattivato da processi di stagionatura, affumicatura, congelamento. "In letteratura scientifica ci sono studi contrastanti su tali argomenti, pertanto per precauzione è meglio evitare del tutto il consumo di salumi crudi" dice la ginecologa.

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C'è qualche livello di stagionatura che permette di consumare il prosciutto crudo con tranquillità?
Alcune osservazioni suggeriscono che una stagionatura superiore ai 24 mesi riduce il rischio di infezione da toxoplasma, ma non lo azzera del tutto, e comunque è difficile per i consumatori essere certi della durata di una stagionatura. Per questi motivi, se non si è immuni alla toxoplasmosi vale la pena fare il sacrificio di rinunciare temporaneamente al prosciutto crudo. Vale lo stesso per coppa, pancetta, speck, bresaola, culatello e salame crudo.
 

 

Consigli utili per la toxoplasmosi

 

  • Al momento dell’acquisto, accertarsi che mortadella e prosciutto cotto vengano affettati con affettatrici diverse da quelle usate per i salumi crudi;
  • Lavarsi le mani dopo che si maneggiano salumi crudi e altre carni crude;
  • A prescindere dal rischio toxo, in una dieta equilibrata i salumi vanno consumati con moderazione.

 

Che cosa è la toxoplasmosi e quali sono i rischi?
La toxoplasmosi è un'infezione causata da un microrganismo chiamato Toxoplasma gondii. Nella grande maggioranza dei casi non ci si accorge nemmeno di averla avuta, perché dà sintomi lievi e generici, come stanchezza, mal di testa o di gola, sensazione di "ossa rotte". Una volta contratta, lascia un'immunità permanente.
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