Salute

Niente funghi in gravidanza e ai bambini sotto i 12 anni

Di Luisa Perego
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9 luglio 2012 | Aggiornato il 18 settembre 2019
Funghi: come comportarsi in gravidanza e con i bambini? Le indicazioni del Ministero della salute per prevenire avvelenamenti e intossicazioni da funghi.

Il Ministero della salute ha messo a punto, in collaborazione con Francesca Assisi, tossicologa del Centro antiveleni dell'Ospedale Niguarda di Milano, un agile manualetto la prevenzione di avvelenamenti e intossicazioni da funghi. L'opuscolo presenta tratta vari argomenti legati al consumo di funghi: dalle modalità di raccolta a quelle di conservazioni, dal tipo di sindromi di cui possono essere responsabili alle terapie in caso di intossicazione, più vari consigli per mangiarli in sicurezza. Vediamo di cosa si tratta.

 

 

 

 

Funghi: i possibili rischi

 

I maggiori rischi, sottolineano gli esperti, derivano dall'esistenza in natura di "funghi sosia": funghi velenosi ma molto simili a funghi commestibili, che possono dunque essere raccolti e portati a tavola se chi li raccoglie non è sufficientemente esperto o non li ha fatti controllarli a un esperto. Può succedere per esempio con l'Amanita muscaria, sosia velenoso della buona Amanita caesarea, o con la Galerina marginata, sosia velenoso della buona Pholiota mutabilis. A questo proposito, l'indicazione è semplice:

 

Meglio non fidarsi dell'esperienza: è sempre possibile far controllare gratuitamente i funghi raccolti da un micologo della Asl

Ogni anno, inoltre, molte intossicazioni sono determinate da funghi commestibili ma raccolti in luoghi inidonei (per esempio perché eccessivamente inquinati, come possono essere i cigli delle strade) oppure conservati o preparati male.

 

 

I possibili sintomi

 

A seconda del tempo trascorso tra l’ingestione di funghi tossici e la comparsa di sintomi, si distinguono:

 

1 Sindromi a breve latenza

 

Danno sintomi che compaiono da 30 minuti a 6 ore dall’ingestione, si risolvono in circa 24 ore e hanno un basso rischio per la vita. Tra i sintomi possibili ci sono:

 

  • nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, disidratazione;
  • sonnolenza,agitazione, disorientamento, convulsioni;
  • sudorazione, lacrimazione, ipotensione, difficoltà respiratorie;
  • allucinazioni;
  • arrossamento cutaneo, agitazione, ipotensione;
  • anemia emolitica;
  • insufficienza renale transitoria.

 

2 Sindromi a lunga latenza

 

Danno sintomi che compaiono da 6 a 20 ore dopo l’ingestione e comportano alto rischio per la vita. Tra i sintomi possibili ci sono:

 

  • ripetuti episodi di vomito e diarrea, epatite, acuta con possibile necessità di trapianto;
  • insufficienza renale con necessità di dialisi o trapianto;
  • sonnolenza, agitazione, convulsioni, contrattura muscolare, anemia emolitica, danno epatorenale.

 

 

10 regole d'oro per non intossicarsi

 

  1. non consumare funghi non controllati da un vero micologo;
  2. consumare quantità moderate;
  3. non somministrare ai bambini (Francesca Assisi ha chiarito a nostrofiglio.it che i funghi non andrebbero mai dati dai bambini sotto i 12 anni);
  4. non ingerire in gravidanza;
  5. consumare solo in perfetto stato di conservazione;
  6. consumare i funghi ben cotti e masticare correttamente;
  7. sbollentare i funghi prima del congelamento e consumarli entro 6 mesi;
  8. non consumare funghi raccolti lungo le strade, vicino a centri industriali e coltivati (c'è il rischio che siano contaminati da pesticidi);
  9. non regalare i funghi raccolti, se non controllati da un micologo professionista;
  10. ricordare che nei funghi sottolio si può sviluppare la tossina botulinica

 

Come trasportare i funghi appena raccolti
Secondo le indicazioni del Ministero della salute, i funghi raccolti si trasportano in contenitori rigidi ed aerati (per esempio cestini di vimini) che consentono l’ulteriore disseminazione delle spore (importante per la conservazione ambientale) ed evitano fenomeni di compressione e di fermentazione dei funghi.

In effetti, la conservazione o il trasporto dei funghi freschi in imballaggi e recipienti che non lasciano passare l'aria, per esempio i sacchetti di plastica, può provocare una decomposizione delle proteine per fermentazione.

Si ricorda che abbastanza rapidamente, con il calore, viene constatata la produzione di sostanze tossiche quali la putrescina, la cadaverina,l'istamina, ecc. questi prodotti di decomposizione possono provocare gravi intossicazioni.
 

 

Alcuni miti della tradizione popolare da sfatare

 

  1. non è vero che tutti i funghi che crescono sugli alberi non sono tossici
  2. non è vero che sono buoni se sono stati mangiati da parassiti
  3. non è vero che diventano velenosi se cresciuti vicino a ferri arrugginiti
  4. non è vero che sono velenosi i funghi che cambiano colore al taglio
  5. non è vero che la velenosità del fungo è data dall’aspetto

 

Si ricorda inoltre che:

 

  • son esistono metodi empirici (quali le prove con l’aglio, monete d’argento ecc.) per verificare se un fungo sia edule o velenoso;
  • la cottura, l’essicazione o altri sistemi non servono a rendere meno tossici i funghi mortali;
  • le tossine più pericolose sono termostabili e quindi non perdono la loro tossicità neppure con la cottura;
  • tutti i funghi vanno comunque mangiati ben cotti, perché da crudi sono scarsamente digeribili, se non addirittura velenosi (il comune “chiodino” Armillaria mellea, è tossico se non è effettuata una prebollitura di almeno 15-20 minuti prima della cottura definitiva).

 

 

Funghi: un vademecum per bambini in forma di favola

 

Per aiutare i consumatori, inoltre, il ministero, ha messo a punto anche un vademecum in formato fiaba, adatta quindi anche ai bambini, per orientarsi nel mondo di funghi e intossicazioni. Con le immagini di funghi buoni e funghi velenosi a confronto.