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Toxoplasmosi in gravidanza

Di Lidia Lewandowski
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01 Ottobre 2015 | Aggiornato il 09 Ottobre 2018
Che cosa è la toxoplasmosi? Che cosa comporta se contratta in gravidanza? Come ci si infetta e come evitarla? Carni poco cotte e terreni contaminati da feci di animali infetti sono i principali veicoli.

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Cos’è la toxoplasmosi?


La toxoplasmosi è una zoonosi causata dal Toxoplasma gondii, un parassita che può infettare moltissimi animali (mammiferi, uccelli, rettili, molluschi) e può trasmettersi da un animale all’altro (attraverso terreno contaminato da feci di animali infetti o ingestione di carne infetta).

 

Cosa comporta se contrattata in gravidanza?


L’infezione da Toxoplasma se contratta in gravidanza può causare interruzione spontanea della gravidanza o danni al sistema nervoso del feto (idrocefalia, ritardo mentale, epilessia, ridotta capacità visiva). (Leggi anche: toxoplasmosi in gravidanza, 5 cose da sapere)

 

Come la donna può infettarsi e quali precauzioni può adottare per evitarlo?


Uno studio che ha coinvolto diversi centri in Europa, tra i quali anche due centri italiani (uno a Napoli e uno a Milano), pubblicato sul British Medical Journal nel 2000, indica tra le principali fonti di infezione nelle donne gravide il consumo di carne poco cotta.

 

Dai risultati emerge infatti che i fattori di rischio principali sono legati all’alimentazione (dal 30 al 63% dei casi dovuti all’assunzione di carne poco cotta). È quindi necessario evitare di assaggiare la carne mentre la si prepara e lavarsi molto bene le mani sotto acqua corrente dopo averla toccata.

 

Lo stesso studio evidenzia che un’altra importante fonte di contaminazione è rappresentata dalla manipolazione della terra degli orti e dei giardini, dove animali infetti possono aver defecato. È quindi necessario che, chi svolge attività di giardinaggio, si lavi molto bene le mani prima di toccarsi la bocca o la mucosa degli occhi.

 

Lo stesso vale per il consumo di ortaggi e frutta fresca, che devono essere lavati accuratamente. 


L’ammollo in bicarbonato o amuchina può agevolare le operazioni di lavaggio ma non devitalizza il parassita pertanto la successiva fase di risciacquo sotto acqua corrente è di fondamentale importanza. 


Infine, negli ultimi anni si è ridimensionata l’attenzione nei confronti del gatto come portatore della malattia, in particolare se si tratta di un gatto domestico, alimentato con prodotti in scatola e la cui lettiera è cambiata tutti i giorni (le cisti del parassita si schiudono dopo tre giorni a temperatura ambiente e alta umidità). Il vero serbatoio della toxoplasmosi è invece rappresentato dai gatti randagi, che si infettano cacciando uccelli e topi contaminati, e che possono defecare nel terreno rilasciando Toxoplasma anche per diverse settimane. (Leggi anche: gatti e gravidanza, un mito da sfatare). 

 

Guarda anche il video: alimentazione in gravidanza, i cibi da evitare

 

Da mammenellarete, la storia: Gravidanza e gatti: i miei compagni di vita, dal test positivo in poi

La cosa che mi dava più pensieri non era la gravidanza, era il dopo: come avrebbero reagito i padroni indiscussi dei nostri 60 metri quadrati all'arrivo di una piccola, urlante creatura che puzzava di latte rancido? Il piano d'azione era semplice; Gaia, appena entrata in casa sarebbe stata offerta come sacrificio tribale ai nostri gatti.   Continua...