Home Gravidanza

Alimentazione e gravidanza: come evitare le contaminazioni

di Nostrofiglio Redazione - 08.07.2024 - Scrivici

alimentazione-e-gravidanza
Fonte: Shutterstock
Alimentazione e gravidanza: come evitare le contaminazioni. Intervista alla dott.ssa Elisabetta Colonese, medico specialista in Ginecologia e Ostetricia della piattaforma di sanità digitale Doctolib.it

In questo articolo

Diamo subito la cattiva notizia: niente alcol. Neanche un bicchiere di vino. Per molti può essere una rinuncia importante ma è fondamentale: anche in minime quantità l'alcol può pregiudicare la salute e lo sviluppo del feto e lasciare effetti a lungo termine sul nascituro [1].

Oltre all'alcol, le indicazioni alimentari da seguire durante la gravidanza sono numerose e altrettanto importanti [2], come spiega la dottoressa Elisabetta Colonese, medico specialista in Ginecologia e Ostetricia presente e operativa sulla piattaforma di sanità digitale Doctolib.it, l'app gratuita che aiuta i cittadini nella gestione della propria salute

Ma intanto partiamo sfatando un mito duro a morire.

"Durante la gravidanza non si deve "mangiare per due", l'apporto calorico non deve crescere molto (sicuramente non raddoppiare)".

  1. Nel primo trimestre: nessuna caloria extra.
  2. Nel secondo trimestre: circa 340 calorie extra al giorno.
  3. Nel terzo trimestre: circa 450 calorie extra al giorno [3]. 

Per avere un'idea di come si traduca in concreto ecco alcuni esempi: un uovo equivale a circa 65 kcal, un vasetto di yogurt intero alla frutta circa 120 kcal, 100 grammi di pane valgono mediamente (dipende dal tipo di farina) 275 kcal. 

Gli esempi possono essere tantissimi ma l'importante è rendersi conto che si fa presto ad arrivare a 300/400 calorie extra.

Una donna normopeso al momento del concepimento, alla fine della gestazione dovrebbe avere un aumento di peso compreso tra gli 11,5 e i 16 kg [4].

Non solo quantità, ma soprattutto qualità

Se l'aspetto quantitativo è importante lo è ancora di più la qualità degli alimenti che assumiamo [5]. 

"Sono diversi i cibi da evitare o da trattare con cura per evitare contaminazioni ma, a livello generale, la dieta deve essere varia, equilibrata e completa (consiglio che in realtà vale per tutti in qualsiasi momento della vita): è dimostrato che l'alimentazione materna condiziona le funzioni del cuore, del cervello e, in generale, i meccanismi metabolici del bambino, con ripercussioni sul suo stato di salute fino all'età adulta".

Consideriamo dunque il momento della gravidanza come un'occasione per aumentare le conoscenze in campo nutrizionale, correggere le abitudini alimentari e migliorare lo stile di vita.

Quali sono i principali microrganismi a cui fare attenzione?

Prima ancora di andare a vedere i consigli per un'alimentazione corretta, è necessario imparare a difendersi dai microrganismi che possono essere presenti nei cibi e come trattare il cibo per evitare contaminazioni. L'attenzione deve essere massima, perché anche alimenti molto comuni come la frutta o la verdura (o persino l'acqua come vedremo) possono nascondere insidie: agenti patogeni molto pericolosi.

Toxoplasma

È un protozoo che può colpire sia l'animale che l'uomo, dà origine alla toxoplasmosi, una malattia che su un soggetto sano decorre in modo asintomatico o con lievi sintomi, ma che nelle donne in gravidanza può essere causa di aborto, malformazioni o gravi lesioni cerebrali del feto [20]. 

Può essere trasmesso attraverso le feci del gatto o ingerendo frutta e verdura crude o lavate male [21].

Secondo i consigli della dottoressa Colonese, chi ha un gatto dovrà seguire queste istruzioni [15]:

  • alimentarlo con cibi cotti o in scatola;
  • evitare il contatto con le sue feci;
  • far pulire la lettiera quotidianamente, igienizzando spesso il contenitore in acqua bollente o pulirla personalmente ma con guanti; 
  • evitare di accarezzare gatti randagi o accoglierli in casa.

È possibile eseguire ricerca di toxoplasma su gatto con prelievo di sangue sull'animale da parte del veterinario.

Per quanto riguarda il cibo, questi sono gli alimenti da evitare:

  • frutta e verdura cruda o lavata male;
  • carne cruda o poco cotta;
  • salumi o insaccati poco stagionati fatta eccezione per la fesa di tacchino, la fesa di pollo e il prosciutto cotto.

La contaminazione può essere:

  • diretta: ingerendo il cibo contaminato;
  • indiretta: contatto con utensili o superfici di lavoro non adeguatamente pulite. 

La cross contaminazione

Vale la pena soffermarsi e spiegare meglio il concetto di "cross contaminazione" perché ci sarà utile anche per i prossimi temi [22].

Poco fa abbiamo parlato di contaminazione indiretta, per fare un esempio questa può avvenire quando acquistiamo o raccogliamo una verdura dall'orto, la mettiamo su un ripiano della cucina per poi lavarla e consumarla. 

La nostra attenzione deve essere su tutto il percorso che questa verdura ha fatto:

  • l'abbiamo toccata, quindi dobbiamo lavarci accuratamente le mani;
  • è stata in un sacchetto? Questo non dovrà essere usato per altri cibi o se lo usiamo questi cibi dovranno essere considerati come potenzialmente contaminati;
  • è stata appoggiata su un ripiano, quindi dobbiamo igienizzarlo accuratamente per evitare che altri cibi o oggetti appoggiati sullo stesso ripiano siano contaminati;
  • l'abbiamo tagliata con un coltello, questo non dovrà essere usato su altri alimenti prima di essere lavato e igienizzato con cura;
  • dopo averla lavata frutta e verdura non va riposta in frigorifero o conservata in altri luoghi, ma cotta e consumata, oppure il procedimento di lavaggio deve essere rifatto.

Evitare la cross contaminazione non è facile, necessita di tanta cura e tanto tempo. 

Come mangiare frutta e verdura in sicurezza?

Frutta e verdura cruda possono dunque essere contaminate dal toxoplasma (e anche altri microrganismi come vedremo) [23], ciò non vuol dire che non vadano consumati, anzi sono importantissimi per una dieta bilanciata

"Gli alimenti appartenenti a queste due categorie devono essere accuratamente lavati, lasciandoli a mollo con disinfettante alimentare specifico per un po' di minuti e poi sciacquati con acqua corrente e spazzola alimentare. La verdura meglio consumarla cotta e la frutta va sbucciata (dopo essersi lavati le mani con il sapone)".

Listeria

È un batterio che può causare listeriosi, una patologia relativamente rara che può avere conseguenze anche gravi sul feto: listeriosi congenita, parto prematuro, aborto o morte fetale [24].

Gli alimenti dove può nascondersi sono:

  • carni crude o poco cotte;
  • salumi freschi o poco stagionati;
  • patè non inscatolati;
  • salmone affumicato;
  • latte non pastorizzato o formaggi da esso derivati;
  • piatti pronti di gastronomia non conservati correttamente.

La conservazione del cibo

"Tra gli avanzi di una pietanza, conservati magari a temperatura ambiente, possono proliferare i batteri, anche quello della listeria. Per questo, non solo è necessaria la massima attenzione per gli alimenti che conserviamo noi (un ulteriore passaggio in forno, per esempio, può eliminare eventuali batteri che si sono formati nel frattempo), ma sarebbe meglio evitare di consumare pasti fuori in luoghi di cui non siamo sicuri. Quando mangiamo fuori scegliamo sempre pietanze cotte, evitando insalate, macedonie di frutta e tramezzini freddi". 

Salmonella

Anche la salmonella è un batterio che può trovarsi nell'intestino degli animali o dell'uomo, causa la salmonellosi una malattia che normalmente ha un decorso benigno, ma che se contratta in gravidanza può compromettere lo sviluppo del feto, nei casi più gravi può portare ad aborto o parto prematuro [25].

Gli alimenti cui prestare attenzione sono:

  • le uova crude o poco cotte;
  • latte non pastorizzato o formaggi da esso derivati;
  • carne cruda o poco cotta soprattutto avicola;
  • insaccati (salsiccia) e salumi freschi (salame);
  • frutti di mare crudi.

È un batterio che può causare campilobatteriosi, solitamente si risolve spontaneamente o con lievi complicanze intestinali, ma nelle donne incinta può provocare malassorbimento dei principi nutritivi con conseguente ritardo nello sviluppo del feto [26].

Questo batterio può trovarsi in questi cibi:

  • carne cruda o poco cotta soprattutto avicola;
  • frutti di mare crudi o poco cotti;
  • latte non pastorizzato;
  • acqua non potabile.

L'importanza dell'acqua in gravidanza

L'acqua è fondamentale per la nostra biologia, in gravidanza ancora di più. Una donna deve sforzarsi di bere almeno due litri di acqua al giorno per garantirsi una buona idratazione [9]. La dose deve aumentare se attraversiamo anche la stagione estiva dove la perdita di liquidi attraverso la sudorazione è più accentuata. La dose quotidiana di acqua può essere assunta anche ricorrendo a tisane, infusi o tè deteinato purché non aggiungiamo zucchero.

Rischiosa se non potabile

"L'acqua, se non potabile o contaminata, può essere un veicolo per batteri, parassiti e virus. Si consiglia di consumare solo acqua della cui potabilità si è sicuri: meglio bere acqua in bottiglia o di acquedotto, ed evitare l'acqua di altre fonti non controllate. Fare attenzione anche alla provenienza dell'acqua utilizzata per produrre ghiaccio da porre nelle bevande o a contatto con il cibo, all'acqua usata per lavare o preparare gli alimenti e anche quella usata per lavare gli utensili della cucina".

Escherichia coli

Microrganismo che nella donna in gravidanza può generare enterorragia, sindrome emolitica uremica, trombocitopenia, microangiopatia e anemia emolitica. Potrebbe esserci inoltre il rischio di morte del feto e aborto [16].

Il meccanismo di trasmissione è quello fecale-orale. Ciò significa che può avvenire tramite ingestione di cibi o acqua contaminati, tramite il contatto con animali infetti, ma anche tra persone per esempio non lavandosi bene le mani dopo essere andati in bagno o durante rapporti sessuali oro-anali [19].

In questo senso dunque mantenere norme igieniche molto accurate in casa e nelle abitudini quotidiane è fondamentale.

Epatite A

In questo caso siamo di fronte a un virus [27].

Si trasmette prevalentemente per via oro-fecale, ingerendo:

  • acqua;
  • frutti di mare o altri pesci crudi o poco cotti;
  • frutta e verdura crudi;
  • cibi freddi di gastronomia (panini freddi, tramezzini, insalate…).

Ritroviamo dunque un tema importante: 

"i cibi già pronti acquistati fuori possono essere contaminati se la preparazione non è avvenuta seguendo le norme igieniche corrette". 

Norovirus

Anche in questo caso è un virus, ha la caratteristica di essere molto resistente e infettivo. Provoca nausea, vomito, diarrea e non ha una cura specifica [28]. 

Grande attenzione a cibi crudi o poco cotti, ma anche ad acqua potenzialmente contaminata.

Il compendio per mangiare in sicurezza in gravidanza

Dopo aver visto che le minacce possono essere tante e variegate, proviamo a ricapitolare dunque i consigli utili per cercare di limitare i rischi. Non deve diventare un'ossessione, tanto da spingerci a non uscire di casa o a trasformare la cucina in una sala operatoria, la giusta cura è sufficiente, cercando di seguire queste indicazioni.

La cottura

"La cottura dei cibi è l'alleata più importante perché abbiamo visto che la maggior parte dei microrganismi si annida in carni, salumi, prodotti ittici, uova, frutta e verdura poco cotti o non lavati. Durante la gestazione dunque meglio assumere alimenti cotti.  Un ultimo accorgimento su questo tema: la cottura nel forno a microonde non è completamente sicura perché non uniforme".

Il lavaggio

"Un buon processo di lavaggio può metterci al riparo da molte minacce anche se non tutte. Soprattutto quando parliamo di frutta che può essere consumata cruda: questo passaggio non deve mai mancare".

L'igiene

"Questa deve essere dedicata tanto agli alimenti in sé quanto agli utensili che utilizziamo che vanno poi lavati accuratamente prima di essere usati su altri cibi. Le regole di igiene devono valere anche per i ripiani, le superfici, i taglieri o i piatti che usiamo. Per esempio, rompere le uova sul bordo dello stesso contenitore che utilizziamo poi per lavorarle può essere causa di contaminazione. Il guscio andrebbe rotto su un'altra superficie che non viene in contatto con l'interno. Norme igieniche piuttosto serrate vanno tenute in tutti gli ambienti e per tutte le situazioni. Per esempio cambiare un pannolino, andare in bagno, pulire i sanitari, ecc… dopo questo tipo di operazioni bisogna sempre lavarsi bene le mani".

La conservazione

"Il frigorifero non è un ambiente salubre, andrebbe lavato e igienizzato di frequente. I cibi vanno divisi accuratamente separando prodotti crudi e cotti. Le uova vanno conservate in un ripiano a sé e non entrare in contatto con altri alimenti. I prodotti freschi non vanno conservati troppo a lungo, meglio cucinarli e mangiarli il prima possibile.  Gli avanzi che vogliamo conservare vanno messi in contenitori chiusi e, quando è il momento di consumarli, vanno riscaldati ad alte temperature".

Che cosa mangiare in gravidanza?

Quanto abbiamo visto finora ci fornisce un'adeguata protezione dalle contaminazioni. Una volta esaurito il tema sicurezza, possiamo dedicarci agli aspetti nutrizionali. 

In gravidanza e durante l'allattamento, mamma e bambino "condividono" gli elementi nutritivi; per questo la dieta deve essere impostata in modo da soddisfare i bisogni di entrambi.

  • "La principale fonte di energia resta quella derivante dai carboidrati che non devono mai mancare nella forma di pane, pasta, riso… meglio se integrali perché aumentano l'apporto di fibre. Le fibre sono carboidrati che non hanno valore nutritivo perché il nostro corpo non riesce ad assimilarli, transitano nell'intestino aiutando anche a mantenerne la funzionalità. È invece opportuno limitare il consumo di zuccheri semplici (saccarosio, glucosio, fruttosio, lattosio), che vengono metabolizzati dall'organismo più velocemente rispetto agli zuccheri complessi, provocando un rialzo immediato della glicemia. Sono contenuti in natura nello zucchero da cucina, nel miele e nella frutta; sono inoltre molto abbondanti in snack, bibite industriali e dolci".
  • "Vanno preferiti i grassi di origine vegetale, cosiddetti insaturi: l'olio d'oliva è un'ottima fonte [7], ma sono contenuti anche nella frutta a guscio come noci, mandorle, arachidi. Meglio limitare i grassi saturi, generalmente contenuti in alimenti di origine animale (burro, panna, strutto, carne, insaccati, frutti di mare…)".
  • "In gravidanza è molto importante assumere alcuni grassi insaturi "essenziali" (così chiamati perché non essendo possono essere prodotti dall'organismo e devono necessariamente essere introdotti con la dieta), tra cui i polinsaturi della serie omega 3, contenuti nei pesci grassi come acciughe, sgombri, aringhe, che hanno un ruolo molto importante nello sviluppo delle strutture fetali che andranno a costituire il sistema nervoso [6]".
  • "Le proteine sono altrettanto importanti, dando la preferenza a carne magra e pesce, in particolare pesce azzurro (almeno 2-3 volte la settimana). Meglio i pesci di piccola taglia come sarde, alici, sgombro. I pesci di grossa taglia come il tonno, tendono ad accumulare contaminanti ambientali e non vanno assunti più di una volta alla settimana". 
  • "I legumi sono un'ottima fonte di proteine vegetali e andrebbero sempre associati ai cereali (pasta o pane ad esempio). Da consumare almeno 2 volte la settimana".
  • "Anche latte e latticini contengono proteine, possiamo concederci due porzioni al giorno a scelta tra latte e yogurt, pastorizzati o a lunga conservazione (UHT); aggiungere un cucchiaio di parmigiano grattugiato al primo piatto e inserire i formaggi freschi o stagionati [8]". 

L’alimentazione è sufficiente o sono necessari integratori?

Vanno considerate alcune forme di integrazione.

La più importante è quella dell'acido folico, essenziale alla moltiplicazione cellulare. La sua carenza in gravidanza provoca aborti, malformazioni del tubo neurale (della colonna vertebrale come ad esempio la spina bifida) e labiopalatoschisi (il cosiddetto labbro "leporino"); sembra inoltre associata a ritardato accrescimento del bambino in utero [10].

"L'indicazione è di assumere da 0,4 mg fino a un massimo di 5 mg al giorno di folati (ma dosaggi più alti di 0,4 dipendono da condizioni particolari), meglio se a partire da tre mesi prima del concepimento (per le gravidanze programmate ovviamente) e fino a un mese dopo il concepimento".

"Durante la gestazione aumenta anche il fabbisogno di ferro fino a 30 mg al giorno, nettamente superiore a quello raccomandato in altre fasce di età e difficilmente può essere raggiunto con una semplice alimentazione".

Un altro oligoelemento molto importante è il calcio in quanto si verifica un trasferimento di calcio al feto soprattutto negli ultimi due mesi di gravidanza per cui va sempre assicurata un'assunzione adeguata di calcio (livelli raccomandati di calcio e fosforo nella gestante di 1200 mg al giorno) [4].

Le altre vitamine e minerali dovrebbero arrivare dagli alimenti.

Mamme vegetariane o vegane

Con questo stile alimentare possono esserci carenze di zinco, vitamina B12 e ferro, pertanto è necessario sentire i consigli di nutrizionisti e mantenere un controllo costante sia durante la gravidanza sia durante il periodo dell'allattamento per ricevere eventualmente un'aggiunta dei nutrienti di cui la dieta è carente [4].

Mamme con intolleranze alimentari

Chi soffre di celiachia (intolleranza al glutine) o di intolleranza al lattosio, può continuare tranquillamente a consumare alimenti privi di glutine o privi di lattosio senza che questo metta a repentaglio l'equilibrio generale.

Cosa non mangiare in gravidanza?

"La dieta consigliata durante la gravidanza non si discosta molto da quella che dovrebbe essere seguita da tutti praticamente a ogni età per mantenere uno stile di vita sano. Le indicazioni su cosa evitare sono invece specifiche per le future mamme perché direttamente correlate alla salute del feto e del futuro neonato".

Niente fumo, nè alcol

Siamo partiti proprio con l'alcol perché questo oltrepassa la placenta e finisce direttamente al bambino, il feto non ha un fegato completamente sviluppato e non è in grado di processarlo. 

"Bere alcolici durante la gravidanza può portare a un maggiore rischio di aborto, parto prematuro o bambino sottopeso [11]. Anche se si dovessero evitare questi problemi, può portare il nascituro a sviluppare la Sindrome Feto-Alcolica o disturbi dello "spettro dei disordini feto-alcolici" che possono causare problemi cognitivi, di sviluppo, di comunicazione, iperattività" [12]. 

Di pari passo il discorso per il fumo di sigaretta, un vero abuso per la vita del bambino che può avere gravi conseguenze sulla sua nascita e sul suo sviluppo [10].

Immaginiamo sia superfluo aggiungere che tutte le droghe sono fortemente dannose per il bambino e ne mettono a serio repentaglio persino la nascita e che vanno tassativamente evitate.

Caffè e tè, come regolarsi

"Non c'è il divieto assoluto su queste due bevande, ma vanno consumate con moderazione in quanto contengono sostanze eccitanti (caffeina e teina)". 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce il valore massimo di caffeina a 300 mg al giorno, corrispondenti a poco più di una tazzina di caffè o sei tazze di tè o a meno di una tazza per il caffè americano [13].

Attenzione alla caffeina nascosta in altre bevande come per esempio la cola.

Salumi, quali scegliere

Attenzione a carne, pesce, frutti di mare e uova che, come abbiamo visto, vanno consumati ben cotti, per evitare contaminazioni

"Scegliere una cottura normale, evitando la brace (le parti carbonizzate possono contenere sostanze nocive). Niente sushi dunque durante la gestazione. In tal senso anche i salumi andrebbero distinti: ok al prosciutto cotto, le fette di pollo o tacchino, no al crudo, al salame, allo speck e alla bresaola. Evitare anche il salmone affumicato refrigerato".

Latte e formaggi, quali indicazioni

Bisogna consumare latte pastorizzato (la pastorizzazione è un processo termico che elimina i microrganismi presenti nel cibo), regola che vale anche per i formaggi che devono essere fatti con latte pastorizzato [14]. 

Via libera per:

  • parmigiano;
  • formaggi a pasta dura come Fontina, Provolone, cheddar, pecorino, Asiago, svizzero;
  • mozzarella, ricotta, spalmabili.

Evitare:

  • gorgonzola o altri formaggi con la muffa (brie, taleggio, camembert);
  • erborinati come il blue, o il Roquefort;
  • qualsiasi alimento a base di latte crudo.

Ridurre il sale

"Un consumo elevato di sale aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e di ipertensione". 

In questo periodo è ancora più importante ridurne l'assunzione e preferire quello iodato, anche perché durante la gravidanza e l'allattamento il fabbisogno di iodio aumenta [2].

"Bisogna sfatare un mito, non c'è alcuno studio scientifico né altra fonte che possa portare a dire che una "voglia" rappresenti un'esigenza nutrizionale della donna in gravidanza, né tantomeno del feto. Ciò detto non vanno demonizzate, se non riguardano un alimento tra quelli che abbiamo visto essere meglio evitare durante la gestazione e se non violano indicazioni specifiche che ha dato il medico, possono anche essere assecondate. Che derivino o meno da una voglia, i cibi assunti vanno sempre compresi nel computo delle calorie totali assunte e armonizzate al fabbisogno nutrizionale, quindi attenzione agli eccessi".

Nausea, stitichezza e altri problemi, come risolverli?

Molte donne lamentano problemi gastrointestinali durante la gravidanza come nausea o vomito soprattutto nei primi mesi. Anche la stitichezza può insorgere o peggiorare con il passare del tempo: crescendo il feto preme sull'intestino rendendo più difficile il naturale transito.

I consigli della Dott.ssa Elisabetta Colonese

Per la nausea può aiutare:

  • mangiare poco e spesso;
  • scegliere alimenti freschi, leggeri e facilmente digeribili;
  • bere acqua in abbondanza;
  • mangiare una manciata di frutta secca
  • masticare bene e a lungo;
  • bere una tisana allo zenzero;
  • fare una passeggiata dopo i pasti;
  • eventualmente è possibile usare il braccialetto anti nausea, lo stesso che viene usato per il mal di mare.

Per il vomito è importante anzitutto capire se non sia un sintomo di qualcosa di più grave. I segnali d'allarme possono essere la persistenza o l'aggravarsi della situazione, dolore addominale, disidratazione, febbre, confusione. Difficile trovare rimedi casalinghi, nei casi più insistenti è possibile prescrivere un farmaco antiemetico sotto indicazione del medico.

La stitichezza può essere invece affrontata con metodi naturali:

  • bere molta acqua;
  • mangiare cibi ricchi di fibre, anzitutto molta verdura;
  • yogurt e fermenti lattici;
  • fare esercizio fisico appropriato alla condizione.

Alimentazione subito dopo il parto: va seguito qualche consiglio in particolare?

"Il regime alimentare dopo il parto non cambia molto rispetto a quello seguito durante la gravidanza. Compreso il divieto di alcol per le mamme che allattano. In questa fase il neonato assumerà le sostanze nutritive attraverso il latte materno, per cui è importante che la neo mamma continui ad assumere tutte le sostanze nutritive essenziali. 

Evitare diete restrittive: molte donne sono ansiose di tornare alla forma fisica che avevano prima della gravidanza, ma non andrebbero adottati regimi alimentari troppo severi".

Il contenuto fornito è solo a scopo informativo e non deve essere considerato un sostituto della diagnosi o del trattamento medico da parte di un professionista. Si sconsiglia l'autodiagnosi o il trattamento.

Fonti

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli