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Antidolorifici da banco in gravidanza, attenzione ai rischi

di Penelope Greco - 16.08.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Gli antidolorifici da banco in gravidanza non sono tutti uguali. Alcuni sono ammessi con moderazione, altri vanno evitati per possibili danni al feto

Un lieve mal di testa, indolenzimento alla schiena, mal di denti e altro ancora. Quando non eri in attesa di un bimbo, bastava un salto in farmacia. Adesso, però, che sei incinta, la questione è più complessa, anche se si tratta di una normale aspirina che si può acquistare senza ricetta. Infatti gli antidolorifici da banco in gravidanza possono creare qualche danno al feto, specialmente nel primo trimestre quando gli organi e il sistema nervoso si stanno formando. Non è opportuno, d'altra parte, ignorare il dolore per timore di nuocere al bimbo. Questo, secondo gli esperti inglesi del Royal College of Obstetricians and Gynecologists, può portare a situazioni di ansia e di malessere nella futura mamma.

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Antidolorifici da banco in gravidanza solo se servono

I farmaci da banco o Otc (over the counter, ossia sopra il bancone) sono i medicinali che si possono acquistare senza obbligo di presentare la ricetta del medico. Lo stesso vale per i farmaci Sop, ossia senza obbligo di prescrizione. Il fatto che si possano acquistare liberamente, però, non significa che si possano assumere con altrettanta libertà, perché sono a base di sostanze chimiche innocue per un adulto ma che possono essere nocive per un organismo in formazione. La prima raccomandazione, quindi, è ricorrere agli antidolorifici da banco in gravidanza solo se il dolore è realmente forte da compromettere il benessere della gestante. Conoscere i rischi che si corrono aiuta a scegliere nel modo corretto.

Antidolorifici da banco in gravidanza a base di paracetamolo

Secondo le nuove indicazioni, tra gli antidolorifici da banco in gravidanza quelli a base di paracetamolo si riconfermano la prima scelta se hai mal di testa, di schiena o altri dolori. Lo stesso vale per l'allattamento. Gli studi effettuati hanno ribadito che è sicuro e non provoca danno al tuo bambino nel pancione. Vanno però assunti se necessario, rispettando le dosi e i tempi di assunzione. In caso di sovradosaggio, infatti, anche questo tipo di antidolorifici da banco in gravidanza potrebbero aumentare l'incidenza di asma nel bambino, oltre a qualche problema di iperattività del piccolo, lievi disturbi motori e di comunicazione. Questi effetti avversi sono stati però registrati solo nei bambini esposti a lungo al farmaco prima della nascita.

Antidolorifici da banco in gravidanza: i FANS

I farmaci anti-infiammatori non steroidei o FANS sono un vasto gruppo di analgesici molto diffusi. Tra questi, oltre all'aspirina, ci sono l'ibuprofene, ketoprofene, diclofenac e altri: medicinali comuni, che però dovresti proprio essere evitati durante il primo trimestre di gravidanza, a meno che non debbano esseri assunti come trattamento specifico se soffri di emicrania seria. Anche in questo caso il trattamento deve durare il meno possibile perché i Fans possono aumentare il rischio di aborto spontaneo. Questa classe di antidolorifici da banco, in gravidanza riducono anche il flusso sanguigno renale fetale e quindi la produzione di urina, che porta a una riduzione del volume del liquido amniotico. In particolare non devono essere assunti dopo la 30a settimana di gestazione perché potrebbero causare disturbi seri al tuo bambino, come ipertensione polmonare neonatale e chiusura prematura del dotto arterioso. Il discorso vale per ogni tipo di formulazione, non solo le classiche compresse. Il principio attivo presenti nei cerotti transdermici e nelle pomate può entrare in contatto con il bambino.

Alternative agli antidolorifici da banco in gravidanza

I ginecologi raccomandano di fare attenzione anche ai rimedi erboristici o fitoterapici fai da te contro il dolore, come alternativa agli antidolorifici da banco in gravidanza. Anche se questi prodotti vengono percepiti come "naturali", possono contenere sostanze i cui effetti su un feto in formazione non sono ancora sufficientemente studiati. È meglio invece ricorrere a trattamenti non farmacologici, sicuramente innocui come il riposo, gli impacchi caldi o freddi, i massaggi svolti da esperti, l'attività fisica.

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