Bellezza

La tinta in gravidanza

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
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29 Maggio 2019
Posso fare la tinta ora che aspetto un bambino? Sì, purché i prodotti siano privi di sostanze potenzialmente allergizzanti o tossiche. Per precauzione inoltre è meglio farla dalla fine del primo trimestre. Nessun problema invece per i colpi di sole che non vengono a contatto con la cute.
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  • La tinta in gravidanza si può fare, a patto di scegliere prodotti privi di alcune sostanze potenzialmente allergizzanti o tossiche.
  • Per estrema sicurezza, meglio comunque aspettare la fine del terzo trimestre, quando si è completata la formazione degli organi dell'embrione e del feto.
  • Via libera ai colpi di sole, poiché non vengono a contatto con la cute.
  • Per quanto riguarda l’hennè, meglio usarlo con cautela, perché potrebbe causare dermatiti da contatto. E perché non è detto che "naturale" significa per forza "sicuro".

La tinta in gravidanza è uno dei temi sui quali le future mamme si arrovellano di più: c’è chi da quando fa il test di gravidanza dice addio a ogni trattamento dal parrucchiere, chi legge con più attenzione le etichette per vedere che cosa c’è dentro una tintura e chi continua a fare tutto come prima. Ma qual è la cosa davvero più giusta da fare?

 

La tinta in gravidanza: attenzione alle sostanze usate"

“Oggi il mercato offre formulazioni molto più delicate rispetto al passato e certe sostanze potenzialmente tossiche, un tempo contenute nelle tinte, da parecchi anni sono state eliminate, mentre gli ingredienti utilizzati sono testati come anallergici” dice Angelo Marzano, dirigente medico presso il Policlinico di Milano.

“Tuttavia il rischio di reazioni allergiche non può mai essere escluso, anche se non si erano mai manifestate prima. Tra le sostanze a maggior rischio di allergia vi sono la parafenilendiamina (PFD) ed il nichel, che possono dare eczemi molto fastidiosi, quindi sarebbe preferibile evitarle".

"Meglio evitare anche sostanze come resorcina ed ammoniaca, che sono potenzialmente tossiche: è vero che non è mai stata provata una teratogenicità ed è vero che l’assorbimento è davvero modesto (non stiamo bevendo la tinta!), ma in gravidanza le precauzioni non sono mai troppe. Anche perché in commercio prodotti privi di tali sostanze a rischio ci sono, basta leggere le etichette".

"Stessa precauzione se andiamo dal parrucchiere: accertiamoci che utilizzi un prodotto che sia privo di PFD, nichel, resorcina ed ammoniaca, altrimenti portiamocelo tranquillamente da casa. Per precauzione, inoltre, è meglio fare la tinta dalla fine del primo trimestre”.

Riassumendo: è vero che alcuni studi hanno mostrato che dosaggi molto elevati di alcune sostanze chimiche presenti nelle tinture per capelli possono essere pericolosi, ma è altrettanto vero che l'esposizione a queste sostanze che si ha facendo una tinta è in genere molto, molto limitata. E in ogni caso basta evitare le tinture con le sostanze considerate più a rischio.

 

 

Via libera a meches e colpi di sole

Semaforo verde per meches e colpi di sole: “La crema decolorante non viene appoggiata sulla cute (perché potrebbe macchiarsi), quindi non entra in circolo” spiega il dermatologo. “E’ vero che un assorbimento c’è anche attraverso il fusto del capello, ma si tratta di una penetrazione davvero molto ridotta rispetto a quella che si verifica attraverso follicolo, che per altro è già minima!”

Come comportarsi con la tinta fai da te
Se decidi di tingerti i capelli da sola, ecco una piccola guida per ridurre al minimo i rischi:
1.  Scegli prodotti di qualità, non acquistati a caso su qualche bancarella e di dubbia provenienza;
2. Indossa i guanti;
3. Lascia in posa per il minimo indispensabile, non di più;
4. Risciacqua accuratamente il cuoio capelluto una volta terminate le operazioni;
5. Lavora in una stanza ben ventilata, per esempio tenendo la finestra aperta.

Henné in gravidanza: sì, ma con cautela

Spesso l’henné viene considerato assolutamente sicuro e innocuo per il semplice fatto di essere naturale. In realtà, come sempre, le cose sono un po' più complicate di così. Tanto per cominciare potrebbe causare dermatiti da contatto.

Non solo: come spiega la giornalista scientifica Beatrice Mautino in questo post su Facebook, la pianta dalla quale si ricava l'henné contiene una molecola (il lawsone) che ha una certa tossicità. Non significa che non deve essere usato, ma che va fatto con attenzione e non con la leggerezza che spesso riserviamo ai prodotti solo perché sono “naturali”. Anche in questo caso, dunque, meglio non esagerare con le quantità e i tempi di posa e affidarsi a produttori seri.

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Altre fonti per questo articolo: Is it safe to use hair dye when I'm pregnant or breastfeeding? materiale informativo del Servizio sanitario inglese.