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Citomegalovirus (CMV)

di Niccolò De Rosa - 17.07.2020 - Scrivici

citomegalovirus
Fonte: Shutterstock
Il citomegalovirus è un virus molto diffuso che, una volta contratto, può attivarsi in caso d'indeblimento immunitario

In questo articolo

Cos'è il Citomegalovirus?

Il citomegalovirus è un virus molto diffuso appartenente alla famiglia degli Herpesvirus che infetta l'essere umano, soprattutto i bambini in età scolare. Una volta contratto, tale virus latita nell'organismo per tutta la vita, ma in molti casi rimane sopito. Un'indebolimento del sistema immunitario però, potrebbe riattivare l'agente, provocando sintomi leggeri (febbre, stanchezza ecc...) o, nei casi più gravi, infenzioni che vanno ad interessare organi come occhi o polmoni.

Quando un soggetto contrae per la prima volta il virus si parla d'infezione primaria, quando invece il soggetto subisce una riattivazione (con conseguente nuova infezione) del virus si parla d'infenzione non primaria.

Nella maggior parte dei casi però le difese immunitarie tengono a bada il citomegalovirus. Si stima che dal 40 all'80% della popolazione nei Paesi industrializzati e la quasi totalità della popolazione nei Paesi in via di sviluppo entri in contatti con questo virus, spesso senza  alcuna conseguenza evidente. In Italia il 70-80% della popolazione risulta positiva agli anticorpi anti-Citomegalovirus (fonte: Istituto Superiore della Sanità).

Come si trasmette

La trasmissione dell'infezione può essere asintomatica o simile a una sindrome influenzale e avviene attraverso il contatto con fluidi corporali quali sangue, urine, saliva, liquido seminale, secrezioni vaginali e latte materno.

La donna che contrae l'infezione da Citomegalovirus durante la gravidanza può trasmetterla al feto tramite la placenta: il rischio per la salute del nascituro è tanto più alto quanto più precoce è l'epoca gestazionale in cui avviene il passaggio ma, nel 90% dei casi, la malattia non produce alcuna conseguenza. In un caso su 10, invece, si manifestano danni al sistema nervoso, ritardo di sviluppo e prematurità.

Tra gli esami del primo trimestre è possibile eseguire la ricerca, nel sangue materno, di anticorpi diretti contro il virus che sono indicativi di un'infezione antecedente o contratta in gravidanza. In particolare gli esami ricercano due tipi di immunoglobuline: le IgM (che segnalano se la malattia è in atto) e le IgG sono (che ci dicono la malattia è stata contratta in passato e sono stati sviluppati gli anticorpi).

Sintomi

Di norma i soggeti contraggono il citomegalovirus durante l'infanzia o la fase adolescenziale e la grande maggioranza non avverte alcun sintomo. Nella bassa percentuale dei casi in cui si avverte febbre, ingrossamento dei linfonodi o malessere generici poi, molto spesso si finisce per confondere l'infezione per malattie dalla sintomatologia analoga (es: mononucleosi).

Diversa la questione riguardante gli individui immunodepressi, nei quali il virus potrebbe scatenare una reazione più violenta che può interessare tutti gli organi e causare polmoniti, encefaliti e retiniti con alterazioni della capacità visiva.

Citomegalovirus in gravidanza

Le donne che contraggono per la prima il citomegalovirus durante la gravidanza corrono il rischio di trasmettero al feto tramite allattemento o durante il parto. In questi casi si parla d'infezione congenita.

In Italia l'incidenza di situazioni simili varia tra lo 0,57% e l'1% e all'interno di tale casistica, si calcola che ilischio di trasmissione al feto per l'infezione primaria possa variare tra il 30% e il 40% nel primo e secondo trimestre e fra il 40% e il 70% nel corso del terzo trimestre. Tuttavia, anche in presenza di un'infezione congenita, non è automatico che il feto svilupperà delle conseguenze. I pochi casi che incontrano complicanze però possono essere molto pericolosi.

Il rischio maggiore di sintomi e conseguenze riguarda infatti le infezione primarie, soprattutto se manifestatesi durante il primo trimestre di gravidanza. In questo caso, un'infezione da citomegalovirus può anche causare un parto prematuro o perfino un aborto spontaneo.

L'85-90% dei neonati con infezione congenita è però asintomatico e circa il 10% di questi presenterà ripercussioni tardive, spesso comprendenti un difetto uditivo neurosensoriale che può essere più o meno grave. Il 10-15% invece potrebbe sviluppare una sintomatologia conclamata al momento della nascita. Tali sintomi che possono essere transitori o permanenti:

  • Transitori: epatosplenomegalia, polmonite, ittero, petecchie, convulsioni, nascita con bebè in sottopeso.
  • Permanenti: sordità neurosensoriale, deficit visivi, ritardo mentale, ritardo psicomotorio, microcefalia, deficit di coordinazione dei movimenti, epilessia. La comparsa di disabilità permanenti è più probabile quando i sintomi si palesano già alla nascita.

Precauzioni

Al momento non esiste una terapia che possa prevenire l'infezione - anche se un vaccino è in fase di sviluppo - dunque l'unica cosa da fare è adottare alcune precauzioni come evitare il contatto con troppi bambini durante la gravidanza, mantenere una scrupolosa igiene personale, non condividere posate con il bebé e non mettere mai in bocca il suo ciuccio.

FONTI: ISS; Epicentro ISS

Domande e risposte

Quanto durano i sintomi da citomegalovirus?

La maggioranza dei casi non presenta sintomi, ma quando questi si manifestano possono durare 5-10 giorni (durante l'infanzia anche più a lungo).

Quali sono i sintomi da citomegalovirus?

Febbre, malessere, dolori muscolari, rigonfiamento dei linfonodi. Nei casi più gravi possono insorgere serie infezioni agli organi (es: polmoniti, infezioni alla retina...)

Come si trasmette il citomegalovirus in gravidanza? 

Durante il parto, l'allattamento o in seguito a trapianti d'organi.

Revisionato da Niccolò De Rosa

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