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Covid-19 in gravidanza: il virus non supera la placenta?

di Niccolò De Rosa - 19.01.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I risultati di un nuovo studio americano indicano che, in caso di Covid-19 in gravidanza, la placenta potrebbe proteggere il feto dall'infezione

Contrarre il Covid-19 in gravidanza comporta, dati alla mano, rischi maggiori di ospedalizzazioni e parti pre-termine, ma potrebbe non comportare un'automatica infezione del feto che sta crescendo nel pancione. È questo il risultato di una ricerca condotta dall'Università di Medicina Wayne State Detroit, la quale sembra dimostrare come la placenta non venga coinvolta dalla risposta infiammatoria scatenata dall'esposizione al virus.

Lo studio

La ricerca, pubblicata a inizio 2022 dalla rivista Nature, è stata condotta su un campione di 23 donne incinte, 12 delle quali risultate positive al SARS-CoV-2: otto asintomatiche, una con sintomi leggeri e tre con forme più gravi, tanto da richiedere un'integrazione di ossigeno.Tra queste contagiate, i ricercatori hanno analizzato con attenzione la risposta immunitaria attivata dall'organismo in seguito all'esposizione al virus, osservando in particolare cosa stava accadendo nel sangue delle madri, nel sangue dei bimbi e, soprattutto, nella placenta.

Al termine del decorso della malattia, è stato così riscontrato non solo che le madri "infette" presentavano una maggiore attività immunitaria indipendentemente dalla comparsa o meno di sintomi, ma che sebbene gli anticorpi materni avessero attraversato la placenta per contrastare il Sars-CoV-2, la stessa placenta non presentava traccia né di tali anticorpi né tantomeno di coronavirus.

La singolare risposta immunitaria pro-infiammatoria dunque, aveva coinvolto le cellule materne e quelle fetali, ma non il tessuto placentare che, pertanto, potrebbe proteggere il feto dall'infezione da Covid-19.

Una risposta non definitiva

«Questi risultati ci danno informazioni in merito alle risposte immunitarie materno-fetali nell'infezione da Sars-CoV-2 e indicano che la trasmissione verticale dalla madre al feto può essere un evento raro» spiegano gli autori della ricerca, i quali però ribadiscono la necessità di approfondire la questione con ulteriori studi visto che l'esiguo numero di soggetti convolti (i casi di Covid-19 in gravidanza sono piuttosto rari) non può ancora rappresentare un campione statisticamente valido per giungere a conlcusioni scientificamente provate.

Meglio vaccinarsi

In ogni caso per tutelare la salute della madre e quella del bimbo in arrivo, la vaccinazione rappresenta ancora la scelta migliore. Infatti, benché non garantisca immunità assoluta dal contagio, il vaccino non comporta comprovati rischi né per la mamma né per il feto e anzi riduce la possibilità di infettarsi e, soprattutto, la probabilità di sviluppare conseguenze gravi.

Ma quando è meglio vaccinarsi? Secondo un recente studio è importante farlo all'inizio della gestazione, effettuando poi un richiamo nel terzo trimestre, per stimolare la produzione di anticorpi che attraversando la placenta circolano poi nel sangue dei bambini anche dopo la nascita.

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