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Ecografia della 35esima settimana

di Elena Berti - 01.11.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Perché fare l'ecografia della 35esima settimana, di che tipo di esame si tratta e quali parametri del feto e della mamma vengono controllati

Ecografia della 35esima settimana

Durante la gravidanza una donna deve sottoporsi a moltissimi esami per verificare il suo stato di salute e quello del bambino, e per controllare che quest'ultimo cresca regolarmente. Se di solito le ecografie richieste sono tre, alcuni ginecologi preferiscono effettuarne un'ecografia della 35esima settimana per scrupolo. Vediamo quando si fa.

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35esima settimana, manca poco

Arrivate alla 35esima settimana di gravidanza si è ormai nel bel mezzo dell'ottavo mese, quasi pronte a concluderlo per entrare nell'ultimo. Il bambino è considerato quasi a termine (il limite è 37 settimane), ma potrebbe già nascere probabilmente cavandosela senza sondino o terapia intensiva. A quest'epoca di gestazione, di solito il feto è già nella posizione "finale", pronto a sistemarsi verso il canale del parto. Il suo peso ha ormai passato i due kg e gli organi sono tutti formati, tanto che è in grado di respirare da solo. 

Ecografia del terzo trimestre

In genere i medici prescrivono un'ecografia del terzo trimestre da effettuare tra la 28esima e la 32esima settimana di gestazione: l'obiettivo è controllare la crescita del bambino, ma anche la quantità di liquido amniotico, le condizioni della placenta e verificare che non sia sfuggito qualcosa durante la morfologica. Questa ecografia si chiama anche biometrica, perché valuta le condizioni del feto e anche il suo posizionamento in vista del parto.

Perché fare un’ecografia a 35 settimane

È prassi, però, effettuare un'ecografia alla 35esima settimana per valutare l'accrescimento fetale ed eventuali anomalie da tenere in considerazione per il parto. Si tratta sempre di un'ecografia biometrica, può sostituire quella cosiddetta del terzo trimestre e valuta diversi parametri: la circonferenza addominale e la lunghezza del femore, ma anche la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta e le sue condizioni.

Durante questo esame si analizzano anche le arterie, quella cerebrale media e quella ombelicale, e il flusso delle arterie materne. Se il bambino rappresenta un ritardo nella crescita, si sorveglia la flussimetria fino al parto. 

Come si svolge l’ecografia a 35 settimane

Esistono diversi tipi di ecografia ma, nelle gravidanze a partire dal secondo trimestre, solitamente si effettuano ecografie transaddominali. Solo in casi rari si richiede quella transvaginale, che di solito è riservata solo alle prime settimane di gestazione

La donna viene quindi fatta sdraiare sul lettino e si posa la sonda sulla pancia. Non c'è bisogno di alcuna preparazione preventiva. 

Ecografia di preparazione al parto

L'ecografia della 35esima settimana è utile quindi a valutare non soltanto l'accrescimento del feto in un periodo molto delicato, ma anche a controllare che tutto sia a posto in vista del parto. I parametri principali che vengono analizzati in questo senso sono quelli relativi al liquido amniotico, alla placenta ma anche alla posizione del bambino, ormai potenzialmente posizionato in un modo che non cambierà. Se però all'ecografia vostro figlio risultasse podalico, non disperate: potete provare la moxa o il rivolgimento per manovre esterne.

A differenza delle altre tre ecografie previste in gravidanza, però, quella delle 35 settimane non è prevista tra le prestazioni gratuite offerte dal Servizio Sanitario Nazionale, per questo verificate col vostro medico la possibilità di ottenere lo stesso l'esenzione. 

L'ecografia della 35esima settimana di gravidanza non è obbligatoria ma è sempre più diffusa, e serve ad arrivare al parto con molte informazioni utili sia sulla salute del bambino che sullo stato di liquido amniotico e placenta.

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