Nostrofiglio

Malformazioni

Bimbo nato senza gambe: che cosa possono vedere DAVVERO le ecografie

Di Valentina Murelli
ecografiegravidanza

08 Gennaio 2016
Fa discutere il caso del piccolo Bryan, nato senza le gambe. Non è chiaro che cosa sia accaduto esattamente, ma di sicuro un'ecografia del secondo trimestre ben fatta dovrebbe essere in grado di visualizzare gli arti. E se proprio questo non è possibile, il medico dovrebbe chiarirlo ai genitori.

Facebook Twitter Google Plus More

"Un caso tristissimo, ma del tutto eccezionale". Così il ginecologo Giuseppe Rizzo, presidente della Società italiana di ecografia ostetrica e ginecologia, Sieog, commenta la vicenda del piccolo Bryan, nato a Parma a Natale senza le gambe e senza che gli esami eseguiti in gravidanza rivelassero la malformazione. Eccezionale perché se da un lato è vero che l'ecografia non potrà mai garantire al 100% che un bambino sia perfettamente sano, dall'altro è altrettanto vero che la visualizzazione delle gambe è uno dei punto fondamentali previsti per l'ecografia del secondo trimestre proprio dalle Linee guida Sieog, per altro appena aggiornate.

 

Non sono ancora disponibili dettagli su che cosa sia accaduto esattamente durante la gravidanza del piccolo Bryan, su quali esami siano stati condotti e con quali esiti, però da queste premesse sembra che nel suo caso non sia stata eseguita una vera ecografia del secondo trimestre. Oppure che sia stata eseguita in modo non adeguato.

 

L'ecografia del terzo trimestre non indaga l'anatomia fetale

I giornali hanno riferito che un'ecografia fatta a 32 settimane, dunque nel terzo trimestre, non avrebbe rivelato nulla di anomalo, e avrebbe anzi riportato - come previsto dalle Linee guida - la lunghezza del femore. Viene dunque spontaneo chiedersi come questa ecografia non abbia potuto scoprire l'assenza della porzione inferiore delle gambe, dal ginocchio in giù. "Il punto è che l'ecografia del terzo trimestre non è fatta per indagare l'anatomia fetale, e dunque l'eventuale presenza di malformazioni, ma per valutare la crescita del bambino, la quantità di liquido amniotico presente e il tipo di inserzione della placenta" spiega Rizzo.

 

Questo anche perché ci sono delle difficoltà oggettive a visualizzare certe strutture quando il bimbo è ormai grandicello. Quindi nell'ecografia del terzo trimestre l'operatore cerca il femore, per farne la misurazione, ma non è tenuto a cercare altri dettagli degli arti, inferiori o superiori.

 

Tutto quello che si può vedere con l'ecografia del secondo trimestre

"L'ecografia in cui si studia l'anatomia fetale è quella del secondo trimestre, da eseguire in genere tra 19 e 21 settimane" specifica Rizzo. Le Linee guida Sieg riportano chiaramente che cosa debba essere ricercato ed eventualmente misurato durante questo esame:

 

  • testa e volto: diametro biparietale (compreso tra le ossa parietali, collocate all’incirca tra le due orecchie), circonferenza cranica, trigono ventricolare, diametro trasverso del cervelletto, setto pellucido e cisterna magna, orbite oculari e labbro superiore;
  • colonna vertebrale;
  • torace: polmoni, posizione del cuore, quattro camere cardiache, connessioni ventricolo-arteriose;
  • addome: circonferenza addominale, stomaco, reni (anche se non sempre è possibile accertare la presenza o assenza di uno dei due reni), vescica;
  • arti: ossa lunghe dei quattro arti (braccia e gambe), presenza o assenza di mani e piedi (ma attenzione: non sempre si riescono a visualizzare le dita).

Tutti questi elementi in genere vengono visualizzati - se presenti - senza particolari difficoltà. Può però succedere che in alcune condizioni critiche non si riescano a vedere, o a vedere bene. "Per esempio in caso di gemelli, se la mamma è obesa, se ci sono fibromi che ostacolano la visualizzazione, o semplicemente se il bambino ha una posizione che tende a nascondere alcune parti della sua anatomia" puntualizza Rizzo.

 

In queste situazioni, in genere gli operatori rimandano a un ulteriore approfondimento qualche ora o qualche giorno dopo, magari utilizzando uno strumento più sensibile, e la situazione si risolve. "Se non accade e rimane il dubbio, ovviamente il medico dovrà farlo presente a mamma e papà".

 

Forse proprio questo non è accaduto a Parma, o forse l'ecografia del secondo trimestre non è proprio stata fatta. Certo, se le cose fossero davvero andate davvero così, verrebbe spontaneo chiedersi se chi ha eseguito l'ecografia a 32 settimane non fosse tenuto anche a dare un'occhiata agli esami precedenti eseguiti dalla donna.

 

 

L'ecografia dice molto, ma non garantisce al 100% che il bimbo sia sano

Resta il fatto che se anche l'ecografia del secondo trimestre va bene, questo non significa che il bimbo non potrà avere qualche problema. L'esame, in pratica, rassicura solo su quanto è stato cercato, visualizzato e riportato nel referto, nulla di più. "Alcune malformazioni, magari minori, potrebbero non essere visualizzabili. Oppure potrebbero riguardare situazioni che al secondo trimestre non sono visibili e diventeranno visibili solo in seguito" precisa il ginecologo. "Alcune anomalie cardiache o intestinali, per esempio, a 20 settimane possono non essere ancora evidenti".

 

Nel complesso, si stia che l'attendibilità di questa ecografia sia del 30-50%. "Se poniamo pari a 100 tutte le malformazioni possibili nei bambini, l'ecografia morfologica riesce a vederne con sicurezza la metà o anche meno" sottolinea Rizzo. "Può sembrare un dato molto basso, ma è la realtà, anche se ovviamente va considerato che più importanti sono le malformazioni più è facile che vengano visualizzate".