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31 Ottobre 2013 | Aggiornato il 18 Febbraio 2015
L’ecografia del secondo trimestre, o morfologica, si esegue intorno alle 20 settimane e consente non solo di scoprire il sesso, ma anche di esaminare tutti gli organi del feto, dalla testa ai piedi.

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Ecografia morfologica: a quante settimane si fa?

L'ecografia morfologica si esegue tra le 19 e le 21 settimane ed è una delle ecografie più importanti di tutta la gravidanza, poiché è quella in cui viene analizzata con più accuratezza l’anatomia del feto. Consente infatti di esaminare tutti gli organi del feto, dalla testa ai piedi.

“Il momento migliore per effettuarla è intorno alle 20 settimane, perché il feto è cresciuto abbastanza e gli organi si possono osservare molto bene" afferma Nicola Persico, Dirigente Medico di I livello presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica Mangiagalli di Milano. “Inoltre, si possono analizzare accuratamente alcune strutture, soprattutto cerebrali, che a 12 settimane, epoca della prima ecografia, non sono ancora completamente sviluppate e che, nelle settimane successive, sarebbero più difficili da analizzare a causa della normale crescita fetale".

Proprio per questo è l’ecografia che dura di più, circa 20-30 minuti, praticamente il doppio rispetto alle altre.

Che cosa si vede con l’ecografia del II trimestre
Tutte aspettano l’ecografia morfologica per conoscere il sesso del bambino (che nella prima ecografia si può solo ipotizzare), ma l’obiettivo fondamentale dell'ecografia del secondo trimestre è verificare le dimensioni del bambino e la normalità della sua anatomia e dunque fornisce molte informazioni in più rispetto al solo sesso.

Gli organi, infatti, vengono visualizzati e analizzati in una sequenza ben definita: testa, torace, addome, colonna vertebrale, arti.

Così, per esempio, si misurano il diametro biparietale (BPD, il diametro tra le ossa parietali, collocate all’incirca tra le due orecchie), la circonferenza cranica (CC), la circonferenza addominale (CA), l’ampiezza del trigono ventricolare, il diametro trasverso del cervelletto, la lunghezza del femore. In più, si visualizzano alcuni tratti come le orbite oculari, il passaggio naso-labbro superiore, la colonna vertebrale, il situs cardiaco con la scansione delle quattro camere cardiache, le ossa lunghe dei quattro arti e le estremità (mani e piedi) con le dita, che però potrebbero essere nascoste se il bimbo tiene i pugnetti chiusi.

E ancora, si vedono nettamente polmoni, diaframma, stomaco, fegato, vescica, reni. “In realtà la presenza o assenza di uno dei due reni nella rispettiva loggia renale non sempre può essere accertata con sicurezza, tuttavia la quantità di liquido amniotico (che è prodotto in prevalenza dalle urine fetali) è un segnale fondamentale della presenza e del buon funzionamento dei reni” spiega Rossana Sarli, specialista in ginecologia e ostetrica a Genova.

Infine, si determina la quantità di liquido amniotico e si visualizza la placenta e la sua localizzazione.

Di recente, infine, si sta facendo strada l'ipotesi di inserire di prassi anche la misurazione della lunghezza del collo dell'utero, che potrebbe aiutare a individuare i casi a rischio di parto pretermine. Al momento, però, questa misurazione non è ancora routine ma viene effettuata solo in donne già a rischio.

Fonti per questo articolo: Linee guida 2010 della Società italiana di ecografia ostetrica e ginecologica (Sieog); ebook Gravidanza ostetrica easy della ginecologa Valentina Pontello, consulenza di Giuseppe Calì, presidente Sieog; consulenza Nicola Persico, Medico Dirigente di I livello presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica Mangiagalli di Milano; consulenza di Rossana Sarli, specialista in ginecologia e ostetricia a Genova.

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