diagnosi prenatale

Precauzioni per chi fa la villocentesi o l'amniocentesi

Di Angela Bisceglia
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04 Dicembre 2013
Rivolgersi a un ospedale dove si fanno tante villocentesi o amniocentesi, assicurarsi - soprattutto nel privato - che siano rispettate le precauzioni igieniche. Dopo il prelievo riposo per due giorni, per una settimana evitare sforzi e per un paio di settimane astenersi dai rapporti sessuali. Sono questi i consigli del prof Luigi Fedele, primario della Clinica Mangiagalli di Milano, a chi decide di fare l'amniocentesi o la villocentesi, al fine di ridurre al minimo il rischio di perdita fetale
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Rivolgersi a ospedali dove ci sono medici esperti

Sia la villocentesi che l’amniocentesi sono tecniche di diagnosi prenatale invasive, che comportano un rischio di perdita fetale. “Per ridurre al minimo tale rischio è indispensabile rivolgersi a medici esperti delle metodiche e a centri che rispettino tutte le condizioni igieniche previste dalle disposizioni di legge” sottolinea il prof. Luigi Fedele, primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia della Clinica Mangiagalli di Milano.

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Nei centri privati assicurarsi che siano rispettate le condizioni igieniche

“Se ci si reca in ambulatori privati, è necessario verificare che si osservino tutti i requisiti di asetticità, ad esempio che si indossino guanti sterili e mascherine, perché la maggior parte delle complicanze di tali esami deriva proprio da fatti infettivi, che determinano un aborto o un parto prematuro”.

Dopo il prelievo stare circa due giorni a a riposo ...

Dopo aver effettuato il prelievo, inoltre, la futura mamma deve stare a letto per circa 48-72 ore, che è il periodo in cui si possono verificare la maggior parte delle complicanze.

... e la settimana successiva evitare qualunque tipo di sforzo

Nella settimana successiva, non è più necessario stare a letto, ma è opportuno condurre una vita più riposata, evitando qualunque tipo di sforzo ed astenendosi, per almeno due settimane, dai rapporti sessuali.

“Pur con queste fondamentali precauzioni, tuttavia, sia per la villocentesi che l’amniocentesi resta un rischio di perdita fetale stimabile intorno all’1%, che ad oggi non si riesce purtroppo ad azzerare” conclude il prof. Fedele.

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